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Atteso. Rimandato. Atteso di nuovo. E finalmente arrivato sulle nostre console. Stiamo parlando naturalmente di Watch Dogs, l’ultima fatica Ubisoft, un titolo dalla genesi molto travagliata, che doveva uscire in contemporanea o quasi con l’arrivo sul mercato delle console next gen Sony e Microsoft e la cui uscita, invece, per motivi noti davvero solo al team di sviluppo, è stata prima rinviata a data da destinarsi in un ipotetico giorno di un qualsiasi mese del 2014, poi finalmente resa ufficiale, e il 27 maggio è il giorno del suo debutto assoluto. E dopo tanti rumors, rinvii, attese, finalmente anche noi di Games969 possiamo dire la nostra su uno dei giochi più discussi dell’anno.

Watch Dogs è davvero un titolo innovativo, votato alle console di nuova generazione, oppure soffre di quelle limitazioni viste fino ad ora in tutti i giochi cross gen destinati, loro malgrado, sia alle nuove sia alle vecchie piattaforme, con buona pace degli sviluppatori e un po’ di rabbia negli utenti consci di avere acquistato un prodotto spesso troppo ibrido? E l’attesa che si è sviluppata intorno a questo gioco è valsa davvero tutta oppure, alla fine, qualche piccola delusione c’è stata?

1266147-watch-dogsDi sicuro Watch Dogs è stato analizzato, vivisezionato e soprattutto giudicato ancor prima di essere giocato, tutti in attesa di quella tanto agognata rivoluzione del free roaming che ci si aspetta da un titolo che, proprio su questa caratteristica, ha puntato tutto.

Eppure qualcosa di diverso c’è. Un piccolo venticello di novità che gira indisturbato nell’atmosfera del mondo videoludico senza fare troppo clamore. Il clamore, semmai, c’è stato prima, molto prima, e adesso che la rivoluzione dei videogiochi è nelle nostre console, ci avviciniamo al gioco con il sospetto tipico di chi si aspettava tanto e ha paura di essere deluso.

Di sicuro le attese, i rinvii, le trovate puramente legate al marketing non hanno giovato al titolo Ubisoft. Così come lo scarto evidente nel comparto grafico tra i primi video mostrati e gli ultimi in ordine di arrivo e importanza. Certo, se cercate la grafica eccelsa a tutti i costi forse qualcosa vi deluderà. Ma le qualità di un titolo come questo risiedono altrove e forse, ogni tanto, è necessario andare oltre la patina superficiale, aprire la scatola e vedere davvero cosa contiene, senza tenere troppo conto di fiocchi e carta regalo.E allora, se siete curiosi, seguiteci in questa disamina di uno dei giochi che è stato capace di far parlare di sé, di esaltare e farsi bersagliare da critiche feroci molto prima di uscire.

Adesso Watch Dogs è qui. Vediamo di cosa siamo capaci.

Intrappolati nella Rete

Ormai Internet, smartphone, tablet, iPhone, Facebook, Twitter, il mondo del Web tutto hanno invaso la nostra quotidianità, rendendoci sempre più dipendenti da tecnologie impensabili fino a pochi anni fa. Il mondo si è chiuso nella stessa rete che dovrebbe farci comunicare tutti, ma che alla fine ci isola nei nostri pensieri, rendendoci sempre più incapaci di uscire dal nostro guscio e di entrare in contatto con gli altri senza usare il social network di turno.

Volevamo governare il Web e invece ora il Web governa noi, e quando sentiamo al Tg delle 13 che qualche scienziato sta ricreando in laboratorio un’intelligenza artificiale indipendente, quindi che sta praticamente creando la vita, non sappiamo se applaudire o essere spaventati da un mondo che ormai non è più a misura d’uomo.

Se poi pensiamo che, dovunque decidiamo di accedere nell’immenso universo del Web, siamo chiamati a lasciare lì la nostra identità, ci rendiamo conto che i nostri dati sopravviveranno anche quando saremo morti. Resteranno lì, imprigionati nella rete, eredità perenne per dei posteri che non ci conoscono e mai ci conosceranno. Saremo resi immortali dalla rete. E, in fin dei conti, non era proprio l’immortalità il sogno ultimo dell’uomo da raggiungere a tutti i costi?

Watch Dogs è il primo gioco che analizza la dipendenza dalla rete. Lo fa con lo scopo preciso di cercare di capire quanto siamo ormai intrappolati in essa, invischiati nei suoi sistemi che ci offrono sicuramente dei confort impensabili fino a pochi anni fa, ma rischiosi sotto il punto della totale dipendenza.

watchdogs-headerE così, il nostro protagonista Aiden, uno che a prima vista sembra solo un innocuo vigilante notturno, ci porta all’interno della rete, ci fa vedere il volto reale dellimmagine che noi abbiamo della moderna tecnologia e, strizzando l’occhio a Quinto Potere (Il film di Sidney Lumet, N.d.R.) ci mostra la vera faccia di un universo che ci sta inghiottendo. Ubisoft punta in alto con il suo titolo. Watch Dogs non deve essere semplicemente un disco da far girare sulle nostre console, ma un occhio disincantato su questo folle mondo interconnesso dove tutti ci conosciamo e tutti siamo più soli, inconsapevoli dei rischi che si corrono ogni volta che immettiamo un dato sensibile in un universo fatto di fili, decoder, parabole, etere e occhi elettronici.

Qualcuno dice che somiglia un po’ troppo a GTA, il capolavoro firmato Rockstar, ma l’introduzione dell’hacking rivoluziona sicuramente il discorso visto nel titolo ambientato a Los Santos, caratterizzando la maggior parte delle situazioni e fondendo in un solo gioco diversi stili, dallo stealth puro e semplice allo sparatutto, fino ad arrivare a una sorta di GDR per quanto riguarda l’evoluzione del protagonista e la sua capacità di hackerare i sistemi di Chicago, una città ormai posta sotto l’egida del sistema di sicurezza (o insicurezza) denominato ctOS.

Watch Dogs si presenta quindi sin dalle prima battute come un free roaming solido, con un’ambientazione affascinante e con l’unico neo di presentare le classiche limitazioni di un titolo cross gen adattato a tutte le generazioni di console e, proprio per questo, impregnato di una sorta di incompiutezza che lo rende distante dal capolavoro. Inoltre, la trama poco profonda spazza via in pochi attimi tutte le pretese sociali e psicologiche che Ubisoft aveva riposto nel suo titolo, creando una certa ripetitività nelle missioni, con una sceneggiatura a tratti scontata e una difficoltà non certo elevatissima che lo porta a rimanere ancora qualche gradino più in basso rispetto allo spettacolare GTA V di Rockstar, che, almeno per il momento, può dormire sonni tranquilli, perlomeno fino a quando qualche hacker non distrugga il sistema e si insinui nelle vie di Los Santos.

WatchDogs_Police_Block_TrafficLight

Un Hacker come protagonista

Un colpo finito male. Una bambina che ci rimette la vita. Un protagonista che perde così la sua nipotina di sei anni. Una vendetta cercata in ogni angolo, in ogni momento. Un rancore che sale di pari passo con un odio profondo verso i poteri forti, gli ordini precostituiti, i colletti bianchi rei di non aver difeso la bambina, rei di essere coinvolti comunque nell’incidente che ha provocato l’immane tragedia. Il sistema ctOS non doveva difenderci tutti? Dove inizia la vendetta? Dove inizia la giustizia? È giusto che Aiden, hacker solitario, si trasformi in una sorta di giustiziere, invada le nostre vite, decida anche, banalmente, il colore di un semaforo che passa da verde a giallo con un semplice tocco sul suo smartphone?

In un titolo free roaming, con un mappa estremamente ampia ed estesa, spesso la storia è solo una mera pretesa per sviluppare il gioco con tutte le sue missioni secondarie e principali. Il team Rockstar è da sempre maestro in questo senso. Ubisoft, invece, qualche pecca ce l’ha, tanto che in certi momenti Watch Dogs sembra una sorta di Assassin’s Creed post moderno in salsa GTA. E così, la trama che vede il nostro protagonista capace di infiltrarsi in qualsiasi sistema al mondo, hackerando tutto a destra e a manca, a volte risulta banale e ripetitiva, quasi statica, nonostante il grande movimento intorno a noi.

Qui tutto è prevedibile, e alla lunga hackerare un sistema ci risulterà facile come bere un bicchiere d’acqua. La narrazione, troppo lineare anche se infarcita di qualche bel colpo di scena, non aiuta neppure a caratterizzare il personaggio, tanto che, per tutta la durata del gioco, siamo sempre protesi a scoprire qualcosa di più, a cercare qualche indizio sul carattere di Aiden, ma alla fine ogni ambizione viene disattesa da un gioco che sembra una splendida opera incompiuta.

La personalità del protagonista sicuramente poteva essere approfondita, resa più reale, mentre invece a tratti ci sembra di essere al cospetto di un uomo con emozioni preconfezionate ad arte che vanno a inficiare il desiderio, peraltro sempre presente in tutti i titoli Ubisoft, di dire la propria sulla storia presente, passata e futura. Alcuni personaggi che incontriamo sul nostro cammino attraggono sicuramente la nostra attenzione, ma tutto sembra scorrere troppo in fretta per riuscire a impostare un discorso di affezione.

watch-dogs-inventory-screen-2L’unica cosa degna di vera nota è la barra della moralità che, a seconda del suo riempirsi o svuotarsi, indica l’atteggiamento che i cittadini di Chicago hanno nei confronti del protagonista. Aiden potrà essere un santo o un dannato, un eroe o il ricercato numero uno, amato e odiato in egual misura a seconda di come si muove, di quanto va a invadere le vite altrui, delle conseguenze dei suoi hackeraggi. Cambiare il semaforo da verde a rosso senza passare per il giallo potrebbe provocare incidenti che abbatteranno l’indice della nostra popolarità. Mentre tentiamo di fuggire da un inseguimento di polizia a sirene spiegate, abbassare o alzare un sbarra potrebbe avere conseguenze disastrose per qualcuno mentre noi fuggiamo invece indisturbati.

Nelle intenzioni di Ubisoft, il viaggio di Aiden nei meandri della città è un viaggio dentro se stesso alla ricerca di un significato della vita odierna che il protagonista difficilmente troverà. Aiden entra nelle nostre vite e le scandaglia senza pensare alle conseguenze morali. E, se lo fa, va comunque avanti, perché la sua vendetta, alimentata da una rabbia che purtroppo a tratti sembra venir meno, è per lui l’unica cosa che conta. L’impassibilità del protagonista smorza però il pathos del gioco, tanto che l’adrenalina non scorre nelle nostre vene, soprattutto quando ormai abbiamo imparato molte abilità e hackerare un sistema risulterà un gioco da ragazzi.

La tua arma più letale? Uno smartphone

Il gameplay del gioco è tutto incentrato sulle capacità di Aiden di hackerare un sistema, immerso in un gioco open world che però, per certi versi, esce da tutti gli schemi precostituiti.

Ubisoft qui fa il suo lavoro, creando un gioco che è l’apice di tutti i titoli precedenti, in particolare dell’ultimo Assassin’s Creed, ambientato nei giorni nostri e infarcito di fughe rocambolesche in automobile e hackeraggi senza sosta. Così Watch Dogs si presenta come un gioco solido ed efficace con un protagonista dalle indubbie doti atletiche che però risultano molto reali. Di certo non è Ezio Auditore e neppure Connor o Edward Kenway, e quindi difficilmente lo vedremo scalare grattaceli e muri di cinta, ma molti ostacoli che ci si pareranno davanti potremo aggirarli risolvendo puzzle e quest secondarie che rendono il gioco molto meno prevedibile, anche perché alcune di loro ci impegneranno, e non poco. Strade e palazzi si trasformano per noi in veri e propri puzzle ambientali che ci costringeranno a capire come muoverci non solo nelle vie della città, ma anche negli angoli nascosti delle telecamere e del loro sistema. Unidea innovativa che è anche un azzardo nel mondo statico dei giochi tripla A e che di solito fa parte dei titoli indie più pronti a scommettere sul nuovo che avanza.

Con il nostro amato smartphone, vero prolungamento del braccio del protagonista, potremo rubare qualsiasi mezzo dotato di un motore e spostarci per tutta Chicago senza dover correre a piedi come matti. Guidare sarà piacevole e molto realistico, e il parco veicoli a nostra disposizione è più che vario, grazie anche al fatto che alcune auto le potremo comodamente acquistare online.

Con le nostre abilità di hacker sarà facile eludere la polizia, passare inosservati, far partire allarmi o farli tacere, volgendo tutto ciò che ci circonda a nostro favore. Certo, le corse frenetiche mentre cerchiamo una soluzione alzeranno di sicuro il livello di adrenalina nel sangue, soprattutto all’inizio, quando l’inesperienza potrà più volte condannarci. Il centro di tutto il gameplay è infatti la capacità indiscussa di Aiden di hackerare qualsiasi cosa, e alla fine la giocabilità di questo titolo risulta divertente ed efficace tra inseguimenti, sezioni puramente stealth e sparatorie a tutto spiano.

Watch-Dogs-6Certo, sparare a destra e a manca come matti non è la migliore delle idee. Si rischia di rimanere uccisi da gangster, poliziotti e cittadini comuni. Grazie al suo smartphone, Aiden riesce a impadronirsi letteralmente di tutto quanto c’è di tecnologico nelle città. Dai semafori alle telecamere, dalle barriere ai ponti, facendo funzionare tutto a proprio piacimento e mandando a puttane il sistema di protezione e gli armamenti dei nemici. L’hacking è tutto, l’hacking è vita. O morte. A seconda di cosa voi preferiate. E ne giova la nostra libertà decisionale, perché saremo noi a scegliere cosa fare e come muoverci, che approccio avere con le varie situazioni, quali missioni secondarie affrontare e come sviluppare le nostre capacità di hacker. Entrare in un negozio e comprare un componente al posto di un altro significherà dare una decisa svolta allo sviluppo delle abilità del protagonista. Se siamo bravi e vogliamo mettere a dura prova le nostre abilità di hacker, potremo invadere i sistemi della città senza muoverci dal punto in cui ci troviamo, saltando da una telecamera all’altra senza avvicinarci a nessuna di esse. Una sorta di sfida nella sfida che renderà il titolo più variegato e meno prevedibile.

Il comparto multiplayer è sicuramente molto particolare, come tutto il gioco, in effetti. Vista la nostra propensione ad hackerare tutto l’hackerabile, potremo tranquillamente invadere le partite altrui, sfidando l’hacker di turno con risvolti non sempre lineari e attesi. Se decidiamo di approdare nella Chicago altrui, vestiremo i panni di un passante qualsiasi, un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Nascosti nell’ombra dovremo hackerare lo smartphone del malcapitato di turno prima però che lo scan del suo cellulare ci localizzi. A questo punto la gara è aperta, e ognuno cercherà di celare al meglio la propria identità e la propria posizione. In palio ci sono punti notorietà legati all’online oltre alla soddisfazione di aver vinto contro un altro hacker. Questa, naturalmente, non è l’unica possibilità che avrete per il comparto multiplayer. Ci saranno scontri e inseguimenti tra polizia e ricercati molto simili a quelli visti in Need for Speed: Rivals, gare automobilistiche, modalità simili a cattura la bandiera dei migliori titoli fps.

Come abbiamo già detto, non mancano le missioni secondarie, alcune molto facili, altre più complesse, tutte utili ad allungare la longevità del gioco che si attesta sulle 18/20 ore, che diventano di più se ci dedichiamo anche alle missioni secondarie. Inoltre, osservare ciò che ci circonda, aspettare che una guardia passi senza essere visti, avere pazienza, rimanere nell’ombra, risulterà il miglior approccio al gioco per godere appieno un titolo come Watch Dogs.

Chicago disperata e splendida. Tra grafica e sonoro

La città ricostruita dal team Ubisoft è davvero spettacolare e ricreata in maniera precisa e meticolosa. La mappa, molto ampia e sicuramente più estesa di quella vista in Infamous: Second Son, ha un level design di ottima fattura, con un gioco di luci e ombre molto ben congegnato.

Watch-Dogs

Il fatto che l’hacking sia il centro focale di tutto il gioco ci aiuta a conoscere la città in ogni suo aspetto, e il nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda, che in altri titoli risulta superficiale e poco approfondito, questa volta è sviluppato in maniera profonda e originale.

Chicago interagisce con noi, a volte collabora, a volte ci è ostile, ma alla fine questa città racchiusa nella sua lunga notte sarà la nostra migliore alleata mentre la guardiamo con occhi nascosti e sguardi fugaci.

Proprio nelle fasi notturne la città americana da il meglio di sé, con le luci dei lampioni che cambiano a seconda del buio, le esplosioni improvvise che accendono luci accecanti che si riflettono sui palazzi per poi spegnersi velocemente. Il motore grafico qui fa bene il suo lavoro e le animazioni risultano credibili e ben disegnate.

Peccato, però, che tutta questa meraviglia scompaia quando il sole fa capolino e il giorno prende il sopravvento. Tutto intorno a noi diventa incredibilmente piatto tanto che possiamo dire che Chicago dorme di giorno e vive di notte anche per il fatto che l’illuminazione della mattina mette in risalto le texture non troppo precise e una struttura poligonale che soffre inevitabilmente il famigerato cross gen.

Certo, questo lascerà un po’ interdetti i felici possessori di console di nuova generazione, ossia PS4 e Xbox One, che ancora non sono riusciti a vedere un vero titolo next gen, forse eccezion fatta per Titanfall, esclusiva però Microsoft.

watch-dogs-ctos-mobile-3La vegetazione resta ferma nella sua rigidità. Solo se osserviamo l’acqua possiamo intravedere quanto di buono visto nei mari di Assassin’s Creed, cristallini, increspati dai venti leggeri, reali e poetici al tempo stesso. Peccato, però, che le similitudini finiscano qui. Ottima invece la colonna sonora che presenta una bella selezione di brani che spaziano dal rock duro e puro all’hip hop passando per l’elettronica e le chitarre acustiche. La nostra hit non è molto variegata e quindi, alla fine, le canzoni tendono a ripetersi, ma, immersi come saremo nelle nostre sezioni di hackeraggio, capiterà di non prestare sempre attenzione alla musica scelta.

In definitiva, il livello grafico del gioco su PS4 (console dove l’abbiamo testato) è pulito e stabile e, da quel che abbiamo potuto constatare, privo di bug di rilievo. Sicuramente posticipare il titolo ha aiutato Ubisoft a risolvere alcuni problemi di tenuta, visto che ora i 30fps sono stabili e senza scossoni. Il doppiaggio è di ottima fattura, anche se va detto che in alcuni casi i personaggi presenti parlano in lingua originale creando qualche confusione. Se capite l’inglese vi consiglio di giocarlo in lingua originale.

Per concludere, parliamo dell’applicazione del gioco per dispositivi iOS ed Android che a differenza delle solite companion app fornite con tanti altri giochi di recente uscita ci permette di aggiornare le nostre classifiche  e  i nostri punteggi in tempo reale, ma anche di creare trappole e di controllare gli inseguimenti dall’alto, proprio nella modalità che ci vede fuggire dalla polizia mentre un altro utente si frappone tra noi e loro.

 

 


Commento
 

Watch Dogs non rappresenta ancora quel titolo next gen che tutti volevamo ma soffre inevitabilmente delle limitazioni tipiche di tutti i titoli destinati a console di vecchia e nuova generazione, e non è neppure quel gioco open world che tutti si aspettavano anche se va detto che Ubisoft alla fine è riuscita a fare un lavoro egregio. La novità dell’hacking apre sicuramente una nuova strada al mondo video ludico e alle scelte dei team di sviluppo e in questo senso Watch Dogs può diventare per molti termine di paragone con il quale confrontarsi e fare i conti. Il gameplay funziona bene, la trama un po’ meno. Forse si poteva fare meglio quanto a caratterizzazione dei personaggi anche se va detto che non mancheranno i colpi di scena e le situazioni impreviste. Di sicuro Watch Dogs puntava in alto e per un soffio non ci è arrivato. Ubisoft come sempre ha cercato di dire la propria su una questione sociale come il mondo di internet, riuscendoci però solo a metà, quasi alla fine avesse paura di mostrare ciò che pensa e di andare fino in fondo sulla strada della denuncia sociale. Detto questo Watch Dogs è comunque un titolo degno di nota, sicuramente da acquistare e giocare, divertente, che non deluderà le aspettative a patto di ricordarsi sempre che si tratta ancora una volta di un titolo cross gen.

Il Gioco
 
Sviluppatore

Ubisoft Montreal

Publisher

Ubisoft

Data di uscita

27 maggio 2014

Redazione
 
Gameplay
8.5

 
Grafica
8.0

 
Sonoro
8.5

 
Longevità
9.0

Il voto di G969
8.5

Passa su per votare
Lettori
 
Gameplay
7.4

 
Grafica
6.6

 
Sonoro
8.2

 
Longevità
6.9

Il voto dei lettori
7 voti
7.3

Hai votato

Pro

- Gameplay evoluto soprattutto sotto l'aspetto open world
- Idea dell'hacking davvero originale
- Ottima longevità
- Gioco solido e divertente
- Comparto Multiplayer al di sopra delle aspettative

Contro

- Trama scontata e poco approfondita
- Il protagonista Aiden si poteva delineare meglio a livello caratteriale
- Senso di incompiutezza per tutta la durata del gioco

  • Alessandro Baravalle

    Sono un po deluso dal punto di vista della trama, speravo in qualcosa di più sinceramente. Aiden e i coprotagonisti mi sembravano ben caratterizzati ma a quanto pare la trama non è il punto forte del titolo, peccato!

  • Claudia Gonzales

    La trama in effetti lascia un po a desiderare come la caratterizzazione di alcuni personaggi. Paradossalmente alcune figure secondarie sono più interessanti del protagonista stesso. La narrazione è un po fiacca e come sempre non rappresenta il punto di forza di giochi di questo tipo (Rockstar è una maga a vendere giochi come GTA che dicono poco o niente e nessuno se ne accorge) però nel complesso lidea di base è buona e potrebbe essere sviluppata meglio in un eventuale sequel.

    • Pliskin

      Beh sicuramente approfondire una trama e narrazione interessante in un contesto free roaming non è lavoro facile, ma Rockstar è la prima della classe in questo compito, basta guardare lultimo GTA, tutto si può dire tranne che narrazione, plot e programma narrativo in sè non siano allestiti in maniera egregia. Rockstar è una delle migliori case di sviluppo a propinare titoli dallo stampo estremamente occidentale con componenti narrative eccelse, se non una delle pochissime a farlo.

  • Zarusama

    Non so, a me questi titoloni Ubisoft non hanno mai entusiasmato
    Credo volessero lanciare questa IP come nuova gallina dalle uova doro sulla falsariga di Assassins Creed, ma i giudizi della critica e il feedback dellutenza potrebbe non dimostrarsi altrettanto propensa a farsi ingannare, questa volta.
    In ogni caso non metto in dubbio il fatto che sia un buon titolo, ma ci troviamo nuovamente di fronte a cose già viste e un gimmick quello dellhacking che imho pare trascurabile nel più dei casi

  • G di Penso quindi Videogioco

    Recensione bella e dettagliata, complimenti. Sulla trama pare che i miei timori siano stati confermati: solo il buon Kojima e il team di Quantic Dream riescono ancora ad emozionarmi!

    • Stefano Bruzzone

      Cage fa qualche minestrone ogni tanto, ma te la passo ;)

      • G di Penso quindi Videogioco

        Minestroni e incongruenze tanto affascinanti però! :)

  • Stefano Bruzzone

    Anchio cado un po dal pero. Avrei giurato che la trama sarebbe stata il punto forte del gioco o_O

  • Kaensey Kenzo

    A questo punto sono curiuso, e quindi lo giocherò!

  • Sergio Grazzini

    Ma fare sempre dei cloni di cloni non è passato di moda? Io ci giocherò, ma so già che farà la fine di altri giochi del genere. Ormai lo sappiamo che sanno csotruire città, che si possono dotare i nostri eroi di poteri o attrezzi ultra tech, ma saper scrivere anche delle buone trame che ci portino a mettere anche in secondo piano grafica e amenità varie? Peccato perché il gioco è cultura, ma par molti produttori ormai fare i videogames è come fotocopiare un libro e cambiargli la copertinaperdendo sempre più informazioni ad ogni fotocopia e cercando di rimediare facendo solo copertine più belle e luccicanti. I contenuti, dateci i contenuti!!!