1 visite 0 commenti

The Awakened Fate Ultimatum Recensione

Nei panni di un Dio

il 24 marzo 2015 (11:06) di
 

Si dice che sia meglio sognare in grande e non porre mai un limite alla propria fantasia, eppure quello di diventare Dio potrebbe essere un desiderio troppo ambizioso.
Il giovane Shin Kamikaze, protagonista di The Awakened Fate Ultimatum, non ha mai nutrito aspettative o speranze del genere, accontentandosi invece di essere un ragazzo normalissimo sino al giorno della sua morte o, meglio, della sua prima morte.
Sarà proprio dopo la sua imprevista e sfortunata dipartita che Shin otterrà l’agognata posizione di nuovo Dio, ritrovandosi così a fare da proverbiale “ago della bilancia” in alcune delle più importanti scelte dell’Aldilà.

The Awakened Fate Ultimatum (2)

Come se non bastasse l’improvvisa promozione a divinità assoluta, il protagonista si ritroverà attorniato da un vero e proprio harem di avvenenti angiolette e demonesse, due delle quali particolarmente ben disposte nei suoi confronti. Cosa volere di più?
Se questo intreccio vi sembra in qualche modo familiare, tranquillizzatevi, non state sviluppando anche voi dei poteri divini, The Awakened Fate Ultimatum infatti ripropone lo schema narrativo del suo predecessore, The Guided Fate Paradox, che ha ottenuto un buon successo di critica alla sua uscita nel 2013.
Nippon Ichi Software, casa di sviluppo responsabile di entrambi i titoli e nota per la sua fortunata serie di Disgaea, oltre che per l’attenzione particolare rivolta alla creazione di titoli di nicchia mirati soprattutto ai giocatori hardcore, riconferma con questo titolo l’interesse per i giochi del genere roguelike nato nell’ormai lontano 2011 con il poco conosciuto ma meritevole ZHP Unlosing Ranger, uscito in esclusiva per PSP.

The Awakened Fate Ultimatum (4)

Nonostante l’incipit stesso del gioco crei un forte parallelo con entrambi i titoli precedenti, in The Awakened Fate Ultimatum è stata effettuata una vera e propria “rivoluzione” riguardo le meccaniche fulcro del gioco, soprattutto per quanto concerne lo sviluppo della trama che passa da un’esposizione lineare come quella di Guided Fate Paradox a unesposizione più aperta e user based.
Sebbene il fato di Shin Kamikaze, protagonista de facto del gioco, sembri segnato sin dai primi momenti, il provvidenziale intervento del bell’angelo Jupiel e l’aiuto della diavolessa Ariael saranno il motivo vero e proprio della trasformazione in Dio del nostro avatar all’interno del gioco.
Sarà immediatamente chiaro sin dalla loro prima apparizione su schermo che la bella demone e la sua controparte angelica saranno a tutti gli effetti gli elementi portanti del gioco, sia grazie a design e caratterizzazione decisamente più ricercati e profondi rispetto a quelli del protagonista sia grazie all’introduzione quasi immediata della meccanica delle scelte “ultimatum”, indubbiamente l’innovazione più importante del gioco.
Grazie alla sua natura di umano “deificato” attraverso l’intervento di un angelo e un demone insieme, il protagonista porta dentro di sé una potenziale affinità con entrambe le fazioni e verrà più volte invitato a prendere posizione in favore delluno o dell’altro lato durante lo svolgimento del gioco. Queste scelte, lasciate al giocatore, spesso rappresentano veri e propri dilemmi morali che renderanno difficile prendere una decisione definitiva e immediata, ogni volta che prenderemo posizione sposteremo lequilibrio morale del protagonista verso il lato divino o verso quello oscuro della sua anima, modificando così sia i suoi comportamenti e atteggiamenti futuri sia le sue affinità durante il gioco.


Iscriviti al canale di G969:

Effettivo “indice” di queste affinità sarà lo sviluppo del legame sentimentale del protagonista con una delle due salvatrici a cui deve la vita, se schierarsi quasi esclusivamente con il lato “angelico” ci garantirà le simpatie di Jupiel, il lato oscuro ci avvicinerà ad Ariael. Le decisioni da prendere, però, non si limiteranno mai a un’ovvia risposta “buona” o “cattiva” e inoltre, esattamente come la protagonista angelica e quella demoniaca non saranno facilmente inquadrabili come “positiva” e “negativa”, lo spettro morale del gioco si dimostrerà sfaccettato e poliedrico e non sarà facile trovare un’unica fazione da seguire.
Il gameplay effettivo, limitato all’esplorazione dei Dungeon generati in modo casuale, riprende le meccaniche del gioco precedente, catapultandoci in un dungeon-scacchiera dove protagonista e nemici si muoveranno simultaneamente, costringendoci così a meditare su ogni singola mossa per avere la meglio sui nemici.

The Awakened Fate Ultimatum (7)

Le differenze con il sistema di gioco di Guided Fate Paradox non sono comunque poche, in primis troviamo la rimozione dell’alleato guidato dall’AI che ci accompagnava nel primo gioco, la rimozione del reset del livello alla fine di ogni dungeon e soprattutto l’introduzione di uno skill tree legato a doppio filo alle decisioni prese durante il gioco.
Se il semplice level up sarà sufficiente a garantirci i punti necessari allo sviluppo delle statistiche del personaggio, le abilità speciali saranno invece dipendenti da punti angelici o demoniaci ottenibili prendendo posizione per luna o l’altra fazione durante le sessioni narrative.
Molti dei nemici, specialmente quelli più ostici, saranno particolarmente sensibili ad attacchi di natura angelica o demoniaca e saranno sensibilmente più ostili se decideremo di schierarci unicamente con una delle due compagini.
Altra meccanica legata alla bussola morale del protagonista è la possibilità di trasformarsi in una sua versione potenziata attingendo ai poteri relegati al suo lato divino o oscuro, mutando di conseguenza laspetto in una versione più demoniaca o angelica a seconda delle scelte effettuate, una meccanica da non sottovalutare, visto che sarà un vero e proprio asso nella manica in grado di tirarci fuori dalle situazioni più difficili che non mancheranno soprattutto nella seconda metà del gioco.

The Awakened Fate Ultimatum (1)

Una volta terminata la fase dapprendimento, infatti, Awakened Fate Ultimatum si dimostrerà particolarmente sadico nei confronti del giocatore, proponendo livelli sempre più complessi e nemici sempre più aggressivi, in unescalation che riuscirà a far vacillare anche i giocatori più esperti, punendo con la perdita di tutti i preziosi oggetti equipaggiati coloro che non riusciranno a portare a termine il dungeon, una difficoltà concentrata in un tempo di gioco relativamente breve, dato che basteranno una trentina di ore per portare a termine un playthrough completo.
Fortunatamente, leye candy e i momenti di umorismo e relax tra un dungeon punitivo e laltro non mancheranno, e le sezioni testuali corredate dai curatissimi disegni saranno tante e frequenti, prolungandosi forse un po troppo per i gusti di chi predilige lazione vera e propria, basti pensare che proprio il dialogo iniziale mirato alla familiarizzazione con il mondo di gioco dura circa mezzora, abbastanza perché anche il lettore più appassionato si senta tentato di premere il tasto “skip”.

The Awakened Fate Ultimatum (8)

Se dal lato grafico non sono visibili notevoli differenze con il titolo precedente, da quello artistico si può notare una vera e propria rivoluzione soprattutto nel character design; Noizi Ito, artista del primo capitolo, è ora affiancata da Airi Hori nel design dei personaggi e, sebbene siano entrambe artiste più che capaci, il distacco tra i personaggi disegnati dalluna e dallaltra artista è fin troppo evidente e genera un effetto di discontinuità nelle proporzioni e nello stile dei personaggi su schermo.
Altra scelta discutibile è quella di abbandonare una delle feature stabili sia della serie disgaea sia dei die predecessori di The Awakened Fate Ultimatum, la mappa libera o hub che ci permetteva di chiacchierare ed esplorare in giro tra una missione e laltra, ora sostituita da una triste e poco personale interfaccia di menù a tendina.


Iscriviti al canale di G969:

FacebookRedditPocketPrint


Commento finale
 

The Awakened Fate Ultimatum è un gioco mirato a un pubblico ben selezionato, se siete fan dei roguelike della casa come Guided Fate Paradox o ZHP Unlosing Ranger potete star certi di far parte di coloro in grado di apprezzare completamente questo titolo.
Se siete semplicemente fan dell'animazione giapponese o se vi attira il mondo dei roguelike, Awakened Fate merita una possibilità, soprattutto in funzione della sua interessante esposizione della trama e della possibilità di plasmare la storia in base alle vostre scelte.
Se invece il colorato mondo dell'animazione nipponica non vi attira, odiate le lunghe sessioni di lettura corredate da immagini appena animate di graziose signorine dai capelli multicolore o odiate l'idea di un gioco non velocissimo e particolarmente punitivo vi conviene cercare altrove, The Awakened Fate Ultimatum non fa per voi.

Il Gioco
 
Piattaforma
Sviluppatore

Nippon Ichi Software

Publisher

NISA

Data di uscita

26 Marzo 2015

Pro

- Localizzazione inglese di grande qualità
- Trama sfaccettata e divertente
- Gameplay valido e interessante

Contro

- Difficoltà eccessivamente punitiva
- Sezioni testuali a volte esasperanti
- Alcune feature tipiche della serie inspiegabilmente mancanti

Redazione
Il voto di G969
7.5


Per maggiori informazioni su questo voto leggi la nostra policy sulle recensioni