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Shantae and the Pirate’s Curse Recensione

Da genio a pirata, la chioma viola è sempre la stessa!

il 18 febbraio 2015 (17:15) di
 

Nonostante i dodici anni sulle spalle, il marchio commercial “Shantae”, a oggi, conta solamente tre capitoli principali e tanti sogni nel cassetto. Tuttavia, si può benissimo affermare che la serie nata in seno a Wayforward possa figurare fra i migliori esponenti del genere Metroidvania, quei platform bidimensionali dove il gusto per l’esplorazione e la curva di difficoltà in perenne ascesa rendono l’esperienza di gioco intrigante anche di fronte a una formula di gioco talmente semplice da ricordare i primi vagiti del celeberrimo idraulico italiano sul fido NES di Nintendo.

Shantae-Key-Art-CC’è anche da osservare come quella della dolce genietta dai capelli violacei rimanga una serie fortemente di nicchia, nonostante la palese cura riposta nella sua caratterizzazione. Ciò che un God of War qualsiasi ha compiuto sul proprio eroe, depotenziandolo all’inizio di ogni episodio per ovvi motivi narrativi, Wayforward non lo concepirebbe mai, per questo la tenera protagonista può ora sfoggiare una serie di mosse ispirate al tema dei pirati, grazie a improbabili alleanze e inedite e pretestuose evoluzioni narrative.
Fatto sta che anche per questo Shantae and the Pirate’s Curse la formula vincente dei titoli originali è rimasta invariata, proponendo tanta azione platforming old school e un mondo di gioco variegato, ma soprattutto curatissimo. Non c’è un solo pixel nell’intero gioco che non sprizzi personalità e amore per il videogioco old school d’autore. Gli scorci, retti da un level design di prim’ordine, possono ancora una volta vantare una realizzazione impeccabile e una serie di illustrazioni in alta risoluzione che sia su Nintendo 3DS sia su Wii U flettono i muscoli di un’estetica manga che c’è e scompare, lasciando lo spazio solo alla simpatia dei protagonisti e a situazioni sopra le righe.

Dovendosi alleare con la temibile piratessa Riksy Boots per affrontare il terribile Pirate Master, Shantae è ora chiamata a viaggiare per l’intero universo di gioco, cercando di raccogliere più indizi (e poteri) possibili. Questo escamotage ha dato la possibilità agli artisti di Wayforward di realizzare una serie di location davvero fantastiche, introducendo nuovi personaggi e situazioni interessanti. Pur abbandonando l’esplorazione “stratificata” del capitolo precedente, Risky’s Revenge, questa nuova iterazione della saga dimostra che è ancora possibile sfruttare un level design lineare riuscendo a stupire e, soprattutto, divertire.

Nella versione 3DS le illustrazioni dei personaggi perdono l'alta definizione, ma in compenso il 3D stereoscopico aiuta la profondità dell'immagine.

Nella versione 3DS le illustrazioni dei personaggi perdono lalta definizione, ma in compenso il 3D stereoscopico aiuta la profondità dellimmagine.

Attraversare le molteplici isole che compongono il mondo di gioco, raccogliere i collezionabili ivi celati e darsi all’esplorazione dei cinque dungeon che costituiscono l’offerta ludica del gioco potrebbe sembrare una sorta di “déjà vu” ludico, ma vi assicuriamo che l’esperienza è talmente solida da non annoiare mai.

Certo, si tratta della brevettata e vincente schematizzazione Zeldiana “Dungeon > nuovo strumento > boss”, e forse i più attempati potrebbero ritenere la cosa non propriamente freschissima, ma la ripetizione del dogma ludico risulta smagliante grazie all’ottima caratterizzazione dei personaggi. Divertenti anche i dialoghi che spesso finiscono per fare a pezzi la proverbiale quarta parete o per citare le più disparate fonti di cultura pop, dai videogiochi stessi a film e fumetti.

L’aspetto migliore del comparto ludico è sicuramente la concreta sensazione di crescita e di sviluppo del personaggio che, dungeon dopo dungeon, migliora con l’abilità del giocatore in un impennarsi praticamente parallelo della curva di difficoltà. E’ bello constatare come ci siano ancora titoli in grado di “giocare ad armi pari col giocatore”, senza ricorrere a evidenti forzature ludiche pur di risultare ostici. In tal senso, le ultime battute di Shantae and the Pirate’s Curse rappresentano perfettamente lo spirito della produzione, permettendo al giocatore di voltare lo sguardo al proprio passato recente per constatare da sé come il titolo lo abbia aiutato a crescere e a superare quei limiti che, almeno inizialmente, sembravano insormontabili.

Il character design nelle illustrazioni che dipingono i personaggi è stato curato da IntiCreative, i creatori di Mighty No.9

Il character design dei personaggi è stato curato da IntiCreative, i creatori di Mighty No.9

Certo, non mancano situazioni palesemente sbilanciate a sfavore di chi tiene il pad (o la console portatile) in mano, ma queste si contano sulle dita di una mano e non inficiano la qualità del titolo che rimane un solido esempio di platforming bidimensionale e una vera e propria lezione di stile per tutti quegli sviluppatori indie che, ogni giorno, pubblicano platform bidimensionali insipidi su Steam o store digitali iOS e Android in cerca di fama e di gloria.

Gli sfondi godono di una struttura in parallasse a più livelli che assicura una buona profondità degli ambienti anche su Wii U, seppur il 3D stereoscopico di Nintendo 3DS riesca a restituire un’esperienza maggiormente immersiva. Le animazioni sono come al solito il fiore all’occhiello della produzione, laddove non vedrete mai un singolo personaggio su schermo muoversi in modo innaturale o “spezzettando” il proprio movimento a causa dell’incuria dello staff d’artisti dietro alla pixel art.
A chiudere il cerchio, come al solito, il lavoro del compositore Jake Kaufman (Contra 4, Shovel Knight), che si dimostra una vera e propria leccornia musicale. Le sonorità mediorientali tipiche della serie sono rese in una cristallina chiptune che profuma letteralmente di classico a 16 bit e, se non ricordo male, qualche settimana fa festeggiavamo l’inizio del 2015. Letteralmente un eccellente “blast from the past”.


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Commento finale
 

Shantae and the Pirate’s Curse è un platform solidissimo che può essere apprezzato sia su home console che su portatile. Wayforward è riuscita ancora una volta nell'impresa di pubblicare nel 2015 un videogioco che potrebbe essere scambiato per un classico di metà anni ’90, con la sua ricercatezza stilistica e la cosmesi low-fi di tutto rispetto. Ora vedremo cosa ci proporranno i creatori della serie nel prossimo Shantae ½ Genie Hero, il prossimo progetto del team indipendente che verrà realizzato interamente in alta definizione.

Il Gioco
 
Sviluppatore

Wayforward

Publisher

Wayforward

Data di uscita

06/02/2015

Pro

- Caratterizzazione grafica eccellente
- Level design ingegnoso e ottima sensazione di progressione
- Colonna sonora d’autore
- Acquistandolo su una piattaforma è possibile godere del 50% di sconto sull’altra

Contro

- Rari, ma presenti, momenti di squilibrio ludico
- Potrebbe apparire troppo “classico” agli occhi di chi videogioca da anni
- L’edizione home console non è in alta definizione come ci si sarebbe aspettati

Redazione
Il voto di G969
8.0


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