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RIDE Recensione

Gran Motociclismo

il 15 aprile 2015 (12:30) di @skynet969
 

Annunciato a sorpresa dagli italiani di Milestone, in questo 2015 attivi più che mai sul mercato videoludico e dai quali attendiamo la nuova iterazione di MotoGP e l’appena rivelato Sébastien Loeb Rally Evo, RIDE va sicuramente a colmare quella lacuna lasciata forse da un certo Tourist Trophy di Polyphony Digital, uscito nel 2006 su Playstation 2, che rappresentava il primo vero tentativo di portare il brand di Gran Turismo anche sulle due ruote. I presupposti di RIDE sono i medesimi, con i ragazzi di Via Fara ride logodecisi a trasportare in digitale la passione per quel senso di libertà e di governo della potenza e che li accomuna all’intero popolo dei centauri.

La casa meneghina non ha quindi badato a spese, facendo suoi i diritti di ben 14 costruttori mondiali di motociclette, disegnando ogni bolide sulle precise indicazioni dei CAD ufficiali e guarnendo il tutto con accessori, abbigliamento e potenziamenti altrettanto licenziati e fedeli agli originali. Ne consegue una kermesse motoristica di altissimo livello, con più di un centinaio di moto che possiamo possedere e lanciare su piste e tracciati, anche questi ottenuti dal mapping di location reali, anche se, vedremo, il titolo mostra il fianco ad alcuni piccoli problemi, soprattutto legati alla sua gioventù.

UN MOTOSALONE PER GARAGE

Non vi è alcun dubbio che Milestone abbia pensato proprio all’opera motoristica di Polyphony nel plasmare la sua prima proprietà intellettuale, laddove, oltre a un parco moto di tutto rispetto dove spiccano quelle Kawasaki, Honda e Yamaha, che in tanti hanno avuto moto di cavalcare e moltissimi hanno potuto ammirare durante le soste ai semafori, oltre a marchi più di nicchia, come Triumph e l’elettrica Energica, e alle nostrane Ducati e MV Agusta -, si può agire su una profonda personalizzazione meccanica ed estetica costituita da circa venti componenti intercambiabili utilizzabili in cinque distinte aree, come motore, cambio, sospensioni e via discorrendo. Potrete potenziare i cavalli attraverso il modding della testata, la sostituzione della centralina, dello scarico, così come potrete migliorare accelerazione, ripresa e grip installando e configurando delle nuove sospensioni, l’impianto frenante e i rapporti del cambio. Non mancano, ovviamente, pneumatici da gara, leggeri cerchi in lega e olio più performante di quello di serie. Ogni modifica influirà sensibilmente sui principali parametri, vale a dire accelerazione, velocità massima, forza frenante e maneggevolezza, e modificherà sostanzialmente il comportamento del bolide in pista. Dal punto di vista estetico, potrete veramente comporre la moto dei vostri sogni, sostituendo manopole, leve, specchietti, colore della cavetteria, dei cerchi e della piastra del manubrio. Ciliegina sulla torta è che tutti questi upgrade sono esattamente gli stessi che potrete acquistare in qualsiasi (o quasi) negozio di ricambistica, come Starlane, Termignoni, Rizoma, Barracuda, Zard e molti altri. Non mancano, ovviamente, i capi d’abbigliamento per il vostro pilota virtuale, che spaziano dal casco marchiato Arai, Shoei o Agv, a tute, guanti e stivaletti Dainese, Alpinestars o Revit.

START YOUR ENGINE

Lanciato il gioco, verrete accompagnati da una voce guida sul tracciato Gran Prix del Donington Park Circuit, dove un tutorial vi insegnerà a muovere i primi passi e a prendere confidenza con l’interfaccia e i comandi base. Superata questa fase, si aprirà l’editor che vi consentirà la creazione del vostro alter ego. Non stiamo certo parlando di un gioco di ruolo e, per di più, il pilota sarà pressoché sempre Ridecoperto da tuta e casco, è quindi comprensibile che Milestone non abbia calcato la mano sulle opzioni di personalizzazione del personaggio, che potrà essere modificato, oltre che per il sesso, il colore dei capelli e la pettinatura, attraverso alcuni modelli di volto preimpostati. Creato il nostro profilo, potremo scegliere con quale moto iniziare la nostra carriere e all’uopo il gioco ci offre tre possibilità, la Triumph Street Triple, la Yamaha MT07 e la Ducati Monster 696, tutte appartenenti alla classe Naked con cilindrata uguale o inferiore ai 700 cc. In RIDE, infatti, sono quattro le categorie principali, vale a dire Naked, Supersports, Superbikes e Historical, e, esattamente come in Gran Turismo (rieccoci ancora a citarlo!), sono suddivise in sottoclassi legate a cilindrata, anno di produzione, propulsione e così via. Dal menù principale potremo accedere ora al World Tour, costituito da duecento eventi suddivisi per categorie ai quali si potrà partecipare liberamente con il mezzo che rispecchia i requisiti richiesti e tutti acquistabili nei concessionari, a patto di possedere i relativi crediti. A ogni vittoria corrisponderà un premio in denaro virtuale, oltre alla possibilità di partecipare agli Elite Trophy, eventi speciali che ci offriranno in premio una delle due moto in palio. Le prove del World Tour sono assai assortite e vanno dalla gara singola su tre giri ai campionati composti da tre o più gare, prove a tempo, Trackday, ovvero sfide di sorpasso e testa a testa, Drag Race, dove bisognerà sfoderare la propria abilità nellaccelerazione col cambio manuale, e Ridegli immancabili Endurance, corse di maggior durata con tanto di corsa (automatica) dei piloti prima di saltare in sella alle rispettive moto. Oltre a tutto ciò, si potrà anche partecipare ad alcune gare a squadre, dove i nostri compagni saranno impersonati da piloti comandati dall’I.A. oppure, esattamente come i Drivatars, scolpiti sulle abilità dei nostri amici. Questi ultimi, i Virtual Riders, potranno essere scaricati direttamente dall’apposito menù presente nel World Tour. Per quanto concerne i tracciati, come già avevamo avuto modo di saggiare nel corso della nostra prova in anteprima, questi permettono di svariare tra quelli cittadini, quelli country e quelli squisitamente competitivi come i circuiti di Donington Park, Road America e Imola. Molto ispirati quello giapponese di Kanto e quello del Passo dello Stelvio, mentre difficili, ma forse un po scarni, risultano quelli di Miami e di Milano. In tutto troviamo quindi 15 ambientazioni differenti che, calcolate tutte le loro varianti, porta a 31 i circuiti disponibili.

IO GUIDO PERCIO SONO

Se già tutto quanto sinora citato funziona e alla grande, dobbiamo aggiungerci il tocco da maestro di Milestone, tra l’altro già apprezzato in MXGP, che consiste nella scalabilità del modello di guida, che va dal puro arcade a una simulazione estremamente convincente settando la fisica su Pro. Invero, anche per i meno esperti, il consiglio è quello cercare sin da subito il massimo della sfida, poiché anche in Semi RidePro il controllo della moto diviene forse fin troppo facile e poco si apprezzano le consistenti differenze tra bolidi dal motore docile e altri che scaricano scorbuticamente a terra tutti i loro 200 e passa cavalli. Anche sul fronte I.A., per la quale bisogna sottolineare l’ottimo lavoro degli sviluppatori nel rendere sempre credibili e bilanciate le performance degli avversari, l’esortazione è quella di impostare il quinto e più alto livello di difficoltà, vale a dire Reale, in modo tale da rendere ogni gara una vera e propria battaglia a pelo d’asfalto. D’altronde, ad aiutarvi ci sarà sempre il comando Rewind che vi permetterà di “riavvolgere” gli ultimi secondi di gara e correggere una pessima entrata in curva o una staccata troppo azzardata. Sempre in tema di personalizzazione e di difficoltà, non bisogna trascurare leditor del nostro stile di guida che ci consente di impostare la posizione del pilota durante la piega o quella dietro il cupolino oppure di decidere se il piede d’appoggio rimarrà sul pedalino o staccato dalla moto a mo’ di Valentino Rossi o, ancora, di modificare millimetricamente la seduta sulla moto e l’angolazione di capo, gomiti e ginocchia, impostazioni che non vanno però a influire sulla possibilità di spostare il busto del pilota manualmente o automaticamente durante la gara. Gli ultimi ritocchi saranno poi quelli relativi al controllo della trazione, l’anti impennata e i freni congiunti o indipendenti.

DRITTI E TORNANTI

Se RIDE è capace di mostrare i muscoli per un gameplay solido e una modalità carriera appagante proprio per il numero di eventi e le moto da far nostre, l’estrema facilità con la quale si riusciranno a guadagnare i crediti necessari all’acquisto di nuovi bolidi e un sistema di avanzamento a tratti un po’ troppo piatto rischiano di minarne in parte l’esperienza. RIDE vi stimolerà senza alcun dubbio a riprendere Ridein mano il controller e provare e riprovare quella maledetta pista alla ricerca delle traiettorie migliori, ma, alla lunga, la soddisfazione per ogni risultato conseguito rischierà di essere troppo flebile per invogliarci ad avanzare in carriera o nella scalata della classifica mondiale (che ci farà partire dalla trecentesima posizione). Stesso discorso può farsi per le modifiche tecniche delle nostre creature, che, pur strizzando l’occhio a quelle viste in Gran Turismo (e tre!), non riescono a essere altrettanto appaganti, considerato che ogni tuning non necessita di forzati passaggi intermedi, ma il massimo delle performance può essere raggiunto sin dal primo ritocco. Per fortuna, il gioco permette di affrontare innumerevoli altre sfide, come gare veloci o sfide cronometrate, senza dimenticare un robusto multiplayer anche in locale e in split screen. E’ proprio la modalità multigiocatore uno dei valori aggiunti di RIDE, con la possibilità di creare stanze pubbliche o private e di impostare a nostro piacimento il tipo di gara, se campionato o singola, la classe, il modello fisico, il tipo di cambio e il livello di difficoltà dellintelligenza artificiale, anche disabilitando completamente gli avversari non umani. Nonostante fossimo venuti in possesso di una copia definitiva per PC già prima del lancio del gioco, abbiamo atteso l’uscita delle versioni per console proprio per testare al meglio le funzionalità del multiplayer e garantirvi un giudizio più che completo. Per quanto concerne la versione desktop, infatti, i server sono risultati scarsamente popolati, con un po’ di vita concretizzatasi solo ad alcuni giorni dall’uscita. Situazione decisamente migliore su PS4, dove è stato già da subito possibile gettarsi nella mischia e riempiere con tutti i 12 partecipanti (16 per le gare offline) la griglia di partenza. L’ottimo netcode non ha mai creato problemi di sorta, anche se bisogna segnalare alcune evidenti pecche, come la mancanza di una chat testuale nella stanza d’attesa o limpossibilità di segnalare all’host se si è pronti o meno a scendere in pista con conseguente inizio del conto alla rovescia. Ciò innesca alcuni fastidiosi momenti in cui si rimane in stasi per diversi minuti in una stanza senza poter comunicare con gli altri partecipanti.

CROSS RIDE

Dal punto di vista tecnico, RIDE tradisce indubbiamente la sua natura cross gen, laddove, pur se la versione PC è sicuramente quella preferibile su tutte stante la fluidità donata dagli stabili 60 frame per secondo e i tanti parametri come texture ad alta risoluzione, filtro antialiasing, Vsync, motion blur, AFX e qualità dei riflessi e delle moto -, gli eccelsi modelli poligonali delle moto (vi invitiamo a godervi 2015-03-28_00007sempre i replay per apprezzare l’autentico realismo di ogni scocca) fanno spesso a cazzotti con la deficitaria grafica generale di alcuni dei circuiti, con gli scarni modelli poligonali e con le poco convincenti animazioni del pubblico a bordo strada. Anche le animazioni dei piloti stessi, dopo una rovinosa caduta, rimangono nel limbo del “si poteva fare di più”, così come urla vendetta l’indeformabilità delle moto dopo uno schianto. Ci si sarebbe attesi, inoltre, qualche ambientazione in più e che alcune di queste fossero più curate nei dettagli, anche se il fatto di percorrerle a oltre duecento chilometri l’ora e su asfalti dagli shader molto ben realizzati aiuta sicuramente a non farvi caso. Anche i riflessi su moto e tuta non fanno gridare al miracolo, mentre, delle cinque visuali disponibili, quella subito dietro la moto rimane per ora quella maggiormente fruibile, in quanto la visione da dietro il cupolino, benché mostri ricostruzioni fedeli di ogni singolo cockpit, risulta una versione meno godibile di quella vista in MXGP e richiede decisamente troppo impegno prima di riuscire a dominare la nostra due ruote. A non lasciare sicuramente il segno è l’intero comparto audio, da una colonna sonora solo raramente adatta al contesto (se non per un eccellente commento in italiano che lascia trasparire la grande passione degli sviluppatori per le due ruote) al campionamento dei motori, le cui differenze tra i vari modelli sono, tranne in rari casi, pressoché impercettibili, cosa che stride senzaltro con il certosino e a tratti maniacale lavoro di ricostruzione grafica di ogni moto.


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Questa recensione è stata realizzata grazie a una copia del gioco gentilmente concessa dagli sviluppatori.

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Commento finale
 

Con RIDE, Milestone pone le basi per un brand di sicuro successo, con un'ottima quantità di contenuti e un solido modello di guida. Qualche imprecisione tecnica, la poca cura in alcune animazioni e dettagli, l'inefficace campionatura dei rombi del motore e soprattutto i 60 frame per secondo destinati alla versione PC penalizzano purtroppo un prodotto che avrebbe forse meritato un punto in più. Ma se quello che cercate è sfrecciare e battagliare sulle piste con la vostra moto dei sogni, RIDE è tutto quello di cui avete bisogno.

Il Gioco
 
Sviluppatore

Milestone

Publisher

Milestone

Data di uscita

27/03/2015

Pro

- 100 moto, accessori e abbigliamento reali e riprodotti nel più piccolo dettaglio
- Tantissimi eventi, carriera e multiplayer per non stancarsi mai
- Modello di guida e difficoltà scalabili ottimamente
- I.A. convencente

Contro

- Versioni console penalizzate dai 30 fps
- Collisioni e animazioni in genere poco curate e innaturali
- Solo 15 ambientazioni
- Qualche piccola sbavatura tecnica

Redazione
Il voto di G969
8.5


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