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Quadrant Recensione

Ciabattate nelle tenebre

il 13 luglio 2015 (16:02) di
 

Cè unopera risalente allormai lontana fine degli anni 70 che è stata capace di cambiare in modo sostanziale il concetto di film dellorrore e latmosfera ideale associata alla tensione.

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Chi cera in quel periodo o chi ne ha avuto esperienza negli anni successivi non dimenticherà facilmente la prima volta che ha visto loriginale Alien di Ridley Scott. Se prima del rilascio di questa pietra miliare della cinematografia lhorror era incentrato su possessioni demoniache, creature della notte e forze della natura, lincredibile impatto della disavventura spaziale di Ellen Ripley e del resto dellequipaggio è stato tale da portare decine di sceneggiatori e registi a immaginare lorrore come una forza esterna, subdola, annidata tra le zone dombra di angusti corridoi dallaspetto talmente tecnologico e precisamente geometrico da sembrare alieni quanto la creatura stessa. Queste atmosfere, pienamente assimilabili alla corrente del retro-futurismo, sono prepotentemente tornate alla ribalta nel mondo videoludico grazie al rilascio di un titolo di indubbia qualità come Alien Isolation e allarrivo della demo di Caffeine per Oculus Rift.

Quadrant si inserisce di diritto in questa corrente, catapultando il giocatore in un centro di ricerca della NASA proprio nel fatidico anno di rilascio del primo, leggendario, film di Alien: il 1979. La storia dello sviluppo di Quadrant non è certo una delle più semplici e lineari della storia dei videogiochi. Inizialmente progettato per essere rilasciato al pubblico nellestate del 2014, Quadrant ha visto susseguirsi diverse posticipazioni, rimanendo in fase embrionale sino alleventuale rilascio su steam della versione 1.0 a Maggio del 2015. Durante tutto questo tempo gli sviluppatori, la piccola casa di produzione indie HKFiftyOne, si sono mantenuti in contatto con i fan e i potenziali acquirenti tramite i forum di discussione della piattaforma Steam Greenlight, lasciando trapelare con il contagocce le succose informazioni riguardanti lo sviluppo del gioco.

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Appena avviato il gioco, dopo un minimale menù dintroduzione che vi permetterà di personalizzare le opzioni di gioco, vi troverete catapultati nellangusta tuta hazmat di John Malcolm, uno dei tre agenti mandati a indagare sul misterioso incidente avvenuto in uno dei laboratori della NASA. Se le prime scene ambientate in una strada forestale potrebbero richiamare le atmosfere di altri giochi horror più noti, Quadrant cambierà rapidamente regia una volta entrati allinterno del centro ricerche vero e proprio. Basteranno pochi minuti di esplorazione per capire quale sia il punto focale della narrazione. Un centro ricerche completamente vuoto che presenta ovunque segni di lotta o di fughe precipitevoli, documenti abbandonati alla rinfusa che parlano di carichi di rocce lunari “pericolose” e poi le strisciate di sangue e le comunicazioni dei compagni preda di un crescendo di terrore: nel centro ricerche cè qualcosa, e non è amichevole.

Sin dallinizio del gioco sarà chiaro che la sopravvivenza di John Malcolm dipenderà unicamente dalla vostra capacità di esplorazione e fuga. La parte esplorativa sarà affidata a un unico puntino tuttofare al centro dello schermo che vi permetterà, tramite un cambio di illuminazione, di capire istantaneamente con quali oggetti potrete interagire nellambiente che vi circonda. Sebbene gli oggetti apparentemente interattivi siano veramente tanti, vi capiterà fin troppo spesso di cliccare su infinite serie di porte e cassetti chiusi.

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Se inizialmente il gioco potrebbe dare lidea di essere incentrato sulla risoluzione di piccoli enigmi (il primo elemento interattivo che vi troverete davanti sarà proprio un minienigma basato su interruttori e luci), scoprirete presto che tutto il primo capitolo di gioco sarà imperniato unicamente sullesplorazione della base, sulla raccolta di fusibili presenti in modo massiccio e abbandonati in posizioni improbabili nelle aree di gioco e sulla raccolta di elementi opzionali che hanno il solo compito di arricchire il background narrativo di Quadrant. Purtroppo, per quanto la base sia bella da vedere e ricostruita in modo piacevole ed evocativo, la libertà desplorazione è fin troppo limitata e, oltre a essere eccessivamente lineare, le soluzioni tecniche adottate per tenere il percorso del giocatore sotto controllo sono spesso controproducenti e frustranti.

Se cliccare su un centinaio di cassetti nella speranza di trovarne uno aperto e possibilmente contenente un fusibile può essere fastidioso, se dover provare ogni singola maniglia in un corridoio di porte ricevendo come risposta un fastidioso “clunk” nella quasi totalità delle volte può rivelarsi irritante, niente raggiunge la frustrazione causata dalle lunghe e pilotatissime incursioni nei condotti dellaria. Una volta entrato nel condotto, il nostro personaggio assumerà unandatura lenta ed esasperante, rendendo così ancora più stressante il calvario del giocatore obbligato a percorrere i diversi bivi del percorso che si riveleranno inevitabilmente, tutti eccetto uno, dei vicoli ciechi. La frustrazione legata alla possibilità di sbagliare percorso non sarebbe nemmeno eccessiva se, oltre che dalla lentezza esasperante del protagonista, non fosse accompagnata da un rumore di passi progettato per risuonare come quello provocato da ciabatte bagnate, in grado di urtare i nervi anche del giocatore più paziente.

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Il comparto grafico si divide in alti e bassi, dalle vette raggiunte nella caratterizzazione degli uffici e nella buona qualità delle texture utilizzate, ai bassi livelli toccati da alcune animazioni degli altri personaggi giocanti e dal design dellalieno stesso.

Il motore grafico nella sua interezza non raggiunge certamente i livelli deccellenza a cui ci hanno abituato alcune delle ultime produzioni (anche in campo indie), ma riesce a fare con dignità il proprio lavoro, soprattutto nel regalare unaria di tensione al giocatore.
Ottimo, invece, il comparto audio, relegato unicamente ai suoni ambientali e alle comunicazioni via interfono, quasi ogni effetto sonoro è riportato su schermo a regola darte e riesce a immergere il giocatore nel mondo di Quadrant, a eccezione del già citato suono di ciabatte nei condotti daerazione.

Dare un giudizio sulla longevità è momentaneamente impossibile, principalmente in virtù del fatto che sono stati promessi ulteriori episodi che porteranno la storia a svilupparsi su più livelli, con finali multipli e diversi elementi aggiuntivi. Questo primo capitolo raggiungerà la fine in circa 3-5 ore di gioco se vi dimostrerete cauti nel raccogliere tutti i fascicoli secondari e prenderete con calma lesplorazione della base, mentre uneventuale speedrun potrebbe letteralmente decimare questi tempi.


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Commento finale
 

Quadrant è un gioco capace di mostrare alcuni elementi estremamente positivi, come l'immersività della tuta hazmat che si appannerà in reazione alle corse a perdifiato del protagonista e un setting da urlo come quello del laboratorio NASA di fine anni '70, e miscelarli con scelte discutibili, come la falsa libertà di movimento e un nemico così poco presente da far desiderare al giocatore di incontrarlo piuttosto che pregare che non appaia.
Sebbene non abbia elementi capaci di far gridare al capolavoro, è un gioco in grado di donare dei buoni momenti di tensione videoludica agli appassionati del genere horror senza troppe pretese.

Il Gioco
 
Sviluppatore

HKFiftyOne

Publisher

HKFiftyOne

Data di uscita

20 Maggio 2015

Pro

- Setting retrò convincente e ben fatto
- Background storico interessante
- Sensazione di immersione molto alta

Contro

- Troppa linearità inserita in modo forzato
- Apparizioni del nemico rare e dimenticabili
- Animazioni di alcuni modelli da rivedere

Redazione
Il voto di G969
7.0


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    Grazie caro, sei sempre tu a prenderti gli infarti per la redazione. ;3