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Pneuma: Breath of Life Recensione

Prove ontologiche di trasmissione

 

Come il corpo respira, così lo spirito anela.
Baltasar Gracián y Morales

Cos’hanno in comune Portal, la filosofia, la teologia e Unreal Engine 4? Sono tutti elementi che si riflettono nei lucidi marmi del mondo di Pneuma: Breath of Life. Ma saranno riusciti Deco Digital e Bevel Studios a fondere questi elementi in maniera coerente e piacevole o avranno solo fatto sfoggio di una tecnica impressionante?

Pneuma Breath of Fire
Ricordiamo con dispiacere un titolo come Ryse, nel quale la grafica la faceva da padrona, ma i contenuti erano risibili. Pneuma si propone come un viaggio compiuto attraverso gli occhi di un dio in un mondo di una bellezza incantata, ricreato per noi con l’utilizzo dell’Unreal Engine 4. Questo è già un primato, perché è il primo titolo per Xbox One a utilizzare questo motore grafico e già impostato per supportare anche l’Oculus Rift, quando e se sarà disponibile per la console di casa Microsoft. Giocare a Pneuma vuol dire immergersi nell’esplorazione del mistero ontologico del Respiro della Vita. Tradotto in italiano corrente, dovremo attraversare una serie di bellissimi ed elaborati livelli, cercando di risolvere dei puzzle, mentre ascoltiamo le dissertazioni del nostro alter ego divino sulla creazione del mondo e sulla sua stessa esistenza. Il monologo che ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio è inizialmente molto divertente, ricco di umorismo e riflessioni teologico-filosofiche, ma dopo poco tempo inizia a essere leggermente fastidioso e snervante. Il problema dei dialoghi è che dovrebbero essere di accompagnamento all’esplorazione, ma dopo un po vanno “fuori sync”, perché magari abbiamo impiegato troppo tempo ad attraversare un corridoio oppure ci siamo soffermati ad apprezzare le meravigliose architetture che ci circondano.

Le speculazioni dell’io narrante sulla filosofia della vita sembrano essere un sunto di un Bignami (ovvero quei librettini che, per noi vissuti nell’era pre-smartphone e Internet, erano la fonte condensata del sapere grazie alla quale poter scrivere due colonne nei temi di italiano quando non avevamo nemmeno aperto il libro di testo, NdR), con la conseguenza che, dopo poco tempo, ci presterete poca attenzione, a discapito di quello che gli sviluppatori avevano sperato di trasmettere ai giocatori.

Pneuma Breath of Fire (2)

Il gameplay è molto semplice: dovremo attraversare una serie di ambienti e per far aprire le porte, spostare ponti mobili e girevoli, cambiare la configurazione delle stanze. E dovremo sempre essere tenuti d’occhio. Ovvero, dovremo sempre trovare degli occhi luminosi che ci osservano e far sì che rimaniamo sempre in contatto visivo con essi affinché si possano attivare i vari meccanismi. Inizialmente è tutto molto semplice, ad esempio basterà procedere a ritroso e attraversare così una porta mentre l’occhio “magico” ci osserva. A mano a mano che ci addentreremo nel mondo di Pneuma, i puzzle, come è giusto che sia, si faranno sempre più complicati e richiederanno uno sforzo superiore per poter procedere. Tutto è basato sul movimento del personaggio in prima persona e sull’interazione con alcune leve e altri meccanismi che ci aiuteranno a passare da un livello all’altro. La difficoltà non è mai tanto elevata da scoraggiarci, ma abbiamo trovato dei punti abbastanza complicati perché non è subito chiaro quali siano le azioni da fare. Quello che abbiamo rilevato è che la difficoltà non è molto coerente, poiché abbiamo affrontato punti molto ostici nei primi livelli e puzzle veramente semplici nei livelli più avanzati. Non esiste un sistema di aiuti, per cui dovremo procedere per tentativi successivi per riuscire ad avanzare, e a volte passeremo molto tempo a cercare di capire quali dinamiche attuare per avere successo.

Il gioco si completa nel giro di poche ore, tre o quattro al massimo, senza grosse difficoltà, e una volta completato difficilmente ritornerete a giocarlo. Non esistono infatti elementi aggiuntivi da sbloccare, ambientazioni segrete o quanto possa invitare a immergersi nuovamente nel mondo di Pneuma. La struttura è quella di una storia che inizia e si conclude come la lettura di un racconto. Infatti i creatori hanno definito Pneuma come una storia che può essere narrata solo attraverso il meccanismo interattivo dei videogiochi, e così come è stato, ad esempio, per Unfinished Swan, hanno centrato perfettamente il loro proposito. Peccato solo che la durata complessiva e la mancanza di incentivi a riprendere la “lettura” di Pneuma rendano questo titolo poco appetibile al grande pubblico.

Pneuma Breath of Life (3)

L’Unreal Engine 4 è stato utilizzato in maniera eccelsa, sfruttando tutte le sue librerie per ricostruire sia gli ambienti interni sia quelli esterni in maniera quasi ineccepibile. Il gioco gira bene su Xbox One, anche se in alcuni casi possono apparire dei piccoli glitch grafici, degli sfarfallii, alcune sbavature che comunque non inficiano in nessuna maniera la qualità grafica e il lavoro svolto dagli sviluppatori. Considerando che questo titolo si colloca sotto la categorie “indie”, possiamo perdonare a Deco Digital&Bevel Studios questi piccoli difetti, considerando gli abomini che abbiamo visto in titoli cosiddetti tripla A (ogni riferimento ad AC Unity è volutamente casuale).

Il comparto audio, prescindendo da quanto detto precedentemente in merito alla voce del dio narrante, è di ottima fattura, con una colonna sonora rilassante e avvolgente, perfettamente adeguata all’atmosfera generale che si respira in Pneuma.


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Abbiamo provato Pneuma Breath of Life su Xbox One grazie ad un codice fornito dal publisher.


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Commento finale
 

Pneuma: Breath Of Life è un gioco che vi esortiamo a vivere più che a giocare. Sicuramente non è un titolo perfetto e non rientra negli standard dei classici puzzle-adventure. Ma proprio per questo, per il suo approccio filosofico e per la sua struttura che ci obbliga a un cambio di prospettiva, è un gioco intrigante e sorprendente, anche e soprattutto per quel che riguarda la cura che hanno impiegato gli sviluppatori nel lavorare sulla veste grafica . E' una storia interattiva che soffre solo di un grosso difetto: ha il respiro troppo corto.

Il Gioco
 
Piattaforma
Sviluppatore

Deco Digital&Bevel; Studio

Publisher

Deco Digital

Data di uscita

27/02/2015

Pro

- Narrazione stimolante e intrigante
- Ottimo utilizzo dell'Unreal Engine 4
- Atmosfera rilassata e rilassante

Contro

- Troppo breve e difficilmente rigiocabile
- La voce narrante può arrivare a urtare i nervi
- Livello di difficoltà non sempre coerente con le varie fasi del gioco

Redazione
Il voto di G969
7.0


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