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Pixel Star Recensione

Asteroidi del nuovo millennio

il 6 giugno 2015 (9:00) di @lighting_cloud
 

Apro la casella email, il Capo mi ha assegnato un nuovo titolo indie da recensire. Leggo il nome del gioco e vengo immediatamente trascinato nei ricordi

Pixel Star (1)

Il 1979 verrà ricordato per sempre come lanno in cui un nuovo gioco riuscì a scalzare Space Invaders dal profondo del cuore dei giocatori. Lanno in cui i proprietari di sale giochi si videro costretti a installare contenitori di monetine aggiuntivi per evitare lesplosione dei cabinati. Lanno in cui un semplice triangolino immerso in uno schermo nero riusciva nellennesima rivoluzione dellera doro del videogioco. Asteroids, creato da Lyle Rains ed Ed Logg per lAtari ben prima che questa società finisse a sotterrare cartucce di giochi di scarso successo nei deserti del New Mexico, vedeva per protagonista una navicella spaziale il cui obiettivo era far esplodere a più non posso asteroidi e millepiedi spaziali in numero e velocità sempre crescenti, portando nel mercato videoludico un nuovo concetto di sfida.

Ripubblicato su Playstation, Nintendo 64, Xbox, il gioco non ha mai visto una vera e propria rivisitazione al di là di qualche modifica a livello sonoro e grafico, e gli appassionati chiunque abbia preso in mano un joystick tra il 1980 e il 2000, insomma hanno dovuto aspettare il gennaio del 2015 per poter sperimentare una nuova essenza di questa pietra miliare videoludica.

Pixel Star (2)

… mi risveglio dal torpore del ricordo, con la bavetta alla bocca e la tastiera stampata sulla guancia destra. Non serve guardare il trailer o informarmi per capire cosa mi è appena passato tra le mani. Riscatto il codice, apro il gioco e via! Si apre Pixel Star, titolo sviluppato da Soul Forge e pubblicato per piattaforma Microsoft Windows e disponibile su Steam e Desura (non lo trovo su GOG, curiosamente?) a partire da questo gennaio.

Il gioco è una rivisitazione del soggetto di Asteroids, navicella persa nello spazio profondo che fa pew pew e tutto attorno le cose fanno boom boom, ma con diverse, interessanti novità, evidenti più o meno, diciamo intuibili già nel menù principale: intanto la navicella è personalizzabile, ma non alla Need for Speed et similia. Sebbene il triangolino che non è più un triangolino, ma non aspettatevi chissà quale eleganza grafica resti un semplice outline bianco e pixeloso, potremo scegliere tra tre hull, sei utility e sei secondary per un totale di (se la matematica non sbaglia) 108 possibilità di personalizzare il nostro gameplay.

Pixel Star (3)

Di cosa si tratta? Le tre hull – carena, in inglese – sono delle abilità intrinseche della navicella (invulnerabilità dopo essere stati colpiti, carica veloce delle armi secondarie, carica veloce delle utility), le utility sono più o meno degli strumenti (teletrasporto, scudo deflettore e così via), infine le secondary sono le classiche armi secondarie (dai missili a ricerca al cannone arcig arcobaleno) tipiche degli sparatutto a scorrimento.

Una volta preso il controllo della navicella noteremo che il gameplay è decisamente meno frenetico del classico Asteroids, ma infinitamente più variegato: intanto, larea di gioco è immensa mentre nel classico era ridotta alla sola finestra di gioco, per quanto fosse possibile passare da un bordo allaltro, tipo world map rpg -, ma è soprattutto la gran varietà di nemici e minacce varie a colpire. In due ore (mille morti, ventimila bestemmie) di gioco ne ho viste veramente di tutti i colori in termini sia di navicelle sia di boss sia di “variabili ambientali” come nebulose, vere e proprie fasce di asteroidi e altre amenità varie. Cinque livelli di difficoltà, tanta sfida calibrabile a seconda dellesperienza del giocatore, per un gameplay potenzialmente infinito e accompagnato da effetti grafici e sonori tamarri come solo negli anni 80 sapevano fare o avrebbero potuto fare.

Pixel Star (4)


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Commento finale
 

Pixel Star è il titolo giusto per i nostalgici che, come me, hanno passato la propria infanzia a sacramentare contro asteroidi e salsicciotti fatti di pochi pixel bianchi sugli schermi degli amici dei nostri genitori durante infinite cene di famiglia alle quali non potevamo fare a meno di partecipare. Ma non solo, perché le novità introdotte e l'alto livello di sfida possono incuriosire e catturare chiunque abbia voglia di mettersi alla prova con un gioco che non la manda a dire e riesce a creare una varietà praticamente infinita, occupando su disco meno spazio di un file mp3 di bassa qualità.
Il gioco è stato recensito con il codice fornito dagli sviluppatori.

Il Gioco
 
Piattaforma
Genere
Pro

Potenzialmente infinito;
Quella sfida che le grandi case si rifiutano di darci;
Nostalgia portami via;
Anni '80 come se piovessero.

Contro

Uh... le opzioni grafiche non servono a niente?

Redazione
Il voto di G969
9.0


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