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Paperbound Recensione

Super Smash Bros in versione indie

 

In questi ultimi due anni i giochi di combattimento che si svolgono in arene multiplayer hanno acquisito una grande popolarità, come dimostrano TowerFall Ascension o Gun Monkeys (non abbiamo citato Super Smash Bros perché il paragone ci sembrava troppo azzardato). Paperbound cerca di inserirsi in questa scia, ma riuscirà a mettersi in testa alla classifica?

Paperbound (1)

Non esistono punti ferita, qui ogni colpo è fatale e questo rende molto veloci gli scontri.Il gameplay di Paperbound è dotato di un ritmo frenetico, grazie alla struttura dei combattimenti. Come finirete allinterno delle arene, ispirate tutte a classici della letteratura, scoprirete che la velocità, la scelta delle armi e degli attacchi sono stati strutturati in maniera molto creativa. Avrete a disposizione unarma da mischia, rappresentata da una spada o da una matitona a seconda del personaggio che sceglierete, e unarma da lancio, per la precisione un paio di forbici e una bomba dinchiostro. Ovviamente, larma da mischia vi servirà a colpire gli avversari da distanza ravvicinata, ma anche come strumento difensivo per deviare le forbici, che potranno essere lanciate in linea retta per colpire dalla distanza, mentre la bomba dinchiostro, una volta lanciata, creerà una zona di danno che può coinvolgere più avversari. Non esistono punti ferita, qui ogni colpo è fatale e questo rende molto veloci gli scontri. Un altro elemento che permette di uscire dai soliti schemi è la possibilità, come in VVVVV, di invertire la gravità per potersi muovere e spostare velocemente allinterno dellarena.

Le sole quattro modalità di gioco non riescono purtroppo a far emergere Paperbound da una mediocrità di fondo.Abbiamo citato VVVVV, lo splendido gioiello indie dal quale sono stati ripresi due personaggi che popolano il roster dei vari combattenti tra cui scegliere. Essendo un gioco indie, ovviamente al suo interno troveremo altri personaggi del mondo degli sviluppatori indipendenti. Juan di Guacamelee! o il cast di Monaco catalizzeranno sicuramente la vostra attenzione, per cui i personaggi originali disegnati appositamente per Paperbound passeranno velocemente in secondo piano. Questo anche perché il loro design è abbastanza noioso e troppo lineare per essere apprezzabile. Purtroppo questo problema di design coinvolge pesantemente anche le arene. Nonostante siano ispirate ai grandi classici della letteratura, tra i quali spicca sicuramente lInferno di Dante (che però inizialmente è bloccato), la loro grafica è veramente blanda, scarsamente caratterizzata, come dei quadri rimasti per troppo tempo al sole. Peccato, perché in questi giochi una delle attrattive principali è proprio il level-design, ma in questo caso sembra essere stato completamente trascurato. Le sole quattro modalità di gioco, Classic Versus, Capture the Quill, Long Live the King e Last Man Standing, non riescono a regalare a Paperbound quel tocco in più che lavrebbe potuto far riemergere dalla mediocrità di quanto descritto finora. Questo perchè in tutte le modalità, alla fine, lobiettivo è lo stesso, ovvero fuggire da uno squarcio nellarena dopo aver raggiunto il massimo delle uccisioni.

Paperbound (2)

Alla fine, quello che avevamo definito inizialmente come un pregio di Paperbound, ovvero il senso di velocità, rischia di diventare un boomerang. Nei combattimenti contro un solo avversario umano (o bot) si apprezza la velocità, ma la noia diventa palpabile dopo poco tempo per la mancanza di varietà di tattiche di combattimento. Quando aumentano gli avversari, il tutto precipita in un abisso di confusione che ci porterà a passare la maggior parte del tempo a cercare di trovare il nostro personaggio nel marasma di movimento che vorticherà davanti ai nostri occhi. Larena sembra diventare allimprovviso troppo piccola quando ci sono più di tre personaggi contemporaneamente, quando poi siamo al massimo dei combattenti inizieremo ad avere un senso di claustrofobica tensione che ci porterà a desiderare che il match finisca al più presto.

Sicuramente il miglior modo di giocare Paperbound è con altri amici in un bel combattimento locale, ma questo purtroppo non mitiga il senso di insoddisfazione che questo gioco vi lascerà. I controlli con il pad della PS4 sono precisi, ma a poco vale la precisione se viene sopraffatta dallintrinseca confusione che sembra permeare ogni bit di questo gioco.


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Abbiamo recensito la versione PS4 del gioco grazie al codice fornito dallo sviluppatore.


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Commento finale
 

Nel complesso, Paperbound ha alcuni aspetti simpatici e divertenti. Le sue tappe letterarie, l'azione frenetica e la possibilità di ruotare la gravità sono elementi interessanti e positivi, ma questi non riescono semplicemente a coprire tutto ciò che c'è di negativo in questo gioco. La creatività, che avrebbe dovuto essere il perno centrale di Paperbound, risulta palesemente sotto utilizzata, le modalità di gioco sono ripetitive e i difetti di progettazione sono costantemente frustranti. Alla fine, in Paperbound la sfida più grande è quella di individuare il proprio personaggio nell'arena di gioco. La possibilità di un multiplayer locale sicuramente potrà attrarre coloro che hanno amato In Space We Brawl, ma ben presto il poco spessore di Paperbound farà scaraventare questo gioco nell'oblio dei giochi dimenticabili.

Il Gioco
 
Sviluppatore

Dissident Logic

Publisher

Dissident Logic

Data di uscita

31/03/2015

Pro

- Veloce e frenetico
- L'idea di ispirare le arene a classici della letteratura è interessante

Contro

- Troppa confusione nelle arene rischia di far passare più tempo a cercare il nostro personaggio che a giocare
-L'idea di fondo è stata poco sfruttata, soprattutto in termini di creatività e originalità
- Le modalità di gioco non aggiungono varietà al gameplay

Redazione
Il voto di G969
5.0


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