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Ori and the Blind Forest Recensione

Quando la favola è (anche) per adulti...

il 20 marzo 2015 (11:00) di @Renyarts
 

Può un gioco dai toni fiabeschi dire ancora la sua nel panorama videoludico di oggi, che propone quasi sempre una grafica super pompata (indie esclusi)? La risposta è sì, e Ori and the Blind Forest è qui per dimostrarcelo! Prodotto da Microsoft e sviluppato dai ragazzi del team Moon Studios sparsi in giro per il mondo, il gioco tenta la difficile strada che vuole vedere il giocatore emozionarsi e divertirsi veramente, nascondendo, dietro a una facciata colorata e incantata, una vera sfida per quei giocatori stanchi dell’offerta che la grande industria propone oggi, con videogiochi che si finiscono da soli.

Ori and the Blind Forest

“C’era una volta, in una calda giornata primaverile.”

L’inizio di Ori and the Blind Forest è di quelli che, a modo loro, lasciano il segno nel cuore di chi lo gioca. Non vi sveleremo cosa succede, ovviamente, ma sappiate che, se dentro di voi non scatta alcun sentimento dopo aver giocato il prologo, avete un cuore di pietra!

I primi minuti dell’introduzione ci presentano il personaggio di Ori, un piccolo spiritello luminescente (che ricorda molto Stitch, il personaggio del film d’animazione Disney) che arriva casualmente fra le braccia del corpulento e cucciolone Naru, il quale deciderà di prendersene cura. Questi primi momenti ci immergono da subito all’interno di un mondo vivo e vibrante, realizzato come se fosse un’opera pensata dalle menti dello Studio Ghibli. Tutto si muove e reagisce al nostro passaggio, ammaliando l’animo e il cuore, facendoci credere che la pace circostante sarà eterna e nulla potrà mai scalfire questa quiete.

Ma le cose, come avrete già capito, non saranno per sempre così.

Ori-And-The-Blind-Forest-Prologue-6

Basta sognare, è tempo di agire!

Conclusesi le fasi narrative iniziali, l’esperienza di Ori and the Blind Forest si apre finalmente al giocatore, presentandosi come un platform 2D che farà della sua difficoltà crescente la croce e la delizia dell’intera produzione. Le insidie da affrontare saranno diverse e metteranno continuamente alla prova la vostra abilità di videogiocatore. Se inizialmente il piccolo Ori potrà fare solo dei piccoli salti, è una volta conosciuta Sein che il gioco comincerà per davvero. Questa infatti vi farà dono della Fiamma dello Spirito, che consiste inOri una sfera di luce che ricerca automaticamente il proprio bersaglio una volta che gli si è abbastanza vicino. Con l’avanzare dell’avventura otterrete sempre nuovi poteri mediante l’uso di alcuni punti esperienza che i vostri nemici lasceranno cadere una volta sconfitti e che dovrete spendere nell’apposito albero delle abilità che potenzierà il vostro potere offensivo e vi permetterà di ottenere agevolazioni per la raccolta degli oggetti sparsi sulla mappa, oltre ad alcune abilità passive che vi saranno di grande aiuto nel raggiungimento di aree precedentemente impossibili da visitare.

La difficoltà del titolo Moon Studios è un fattore assolutamente accettabile in un gioco platform. Lo è meno la scelta di attribuire il salvataggio del gioco al solo giocatore che avrà ben altro per la testa, preso come sarà dall’esplorazione e dalle fasi di combattimento. Infatti, se vi dimenticherete di salvare ricomincerete dal vostro ultimo salvataggio automatico (sì, ci sono) che però sarà distante dal vostro punto di morte, il che vi costringerà a ripetere tutto quanto. Unite questo fattore con alcune sessioni in cui la morte sarà una costante quasi continua a furia di tentativi e capirete che la scelta di questo sistema non è stata delle migliori. Se non altro, potrete salvare un po’ dove volete, a patto che intorno a voi non ci siano nemici e a condizione che possediate una Cellula Energetica, che potrete raccogliere dopo aver sconfitto alcuni nemici, ma anche girovagando per le varie aree. Alcune di queste saranno ben nascoste nello scenario generale e richiedono un po’ di attenzione per essere scovate senza che ci sia la necessità di andarsi a vedere un video walkthrough. Scoprirle vi permetterà di aprire delle scorciatoie utili per il backtracking e tramite queste Cellule potrete entrare in possesso di qualche abilità in più.

Per quanto riguarda la longevità, questa si attesta sulle 8 ore se non si tiene conto della raccolta dei collezionabili e della ricerca di ogni più minimo segreto. Tenete conto che le ore di gioco aumentano facilmente se non si è particolarmente bravi e quindi se si muore spesso oppure se vi dimenticate di salvare frequentemente (altrimenti dovrete ripetere il tragitto).

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Una gioia per gli occhi ma anche per i sensi

Come detto inizialmente, Ori and the Blind Forest si presenta con una grafica che non lascia per nulla presagire la difficoltà che il giocatore si troverà ad affrontare. E va bene così, perché è proprio il lato artistico che rende più digeribile l’incremento della difficoltà. L’universo che ci si para davanti è magnifico ed è curato in ogni minuscolo dettaglio. Chi ha giocato ai vari Child of Light, Valiant Hearts e Rayman qui si troverà senz’altro a casa e a suo agio. Tanto più se si è amanti dell’animazione giapponese! Ma la gioia non è soltanto per gli occhi, perché l’accompagnamento sonoro aiuta davvero molto nell’immedesimazione e nel coinvolgimento emotivo. Se avete un buon impianto audio alzate il volume e fatevi avvolgere dall’atmosfera che quest’esclusiva Microsoft saprà regalarvi.

Vale la pena, quindi, di giocare Ori and the Blind Forest? Assolutamente sì, perché i giochi che bastonano il giocatore tendono sempre più a latitare oggigiorno (Dark Souls et simili a parte) e, se li si prende con il piglio giusto, riescono anche a divertire e a dare soddisfazioni. Microsoft ci ha visto giusto con il gioco dei Moon Studios e l’ha fatto suo. Magari questo titolo non porterà niente di nuovo nel genere dei platform, ma, considerando come l’uscita di questo genere di giochi sia meno frequente rispetto al passato, sarebbe buona cosa dare un segnale all’industria, dimostrando che a volte sono i giochi più semplici e dal budget non proprio stratosferico a essere quelli più interessanti. Se non possedete una Xbox One nulla vi vieta di giocarlo sul computer con un controller collegato. Il costo del gioco non è così alto (19,99€) e i requisiti minimi richiesti per farlo girare sono alla portata di quasi tutti i PC di oggi. Insomma, mettetelo nella vostra lista dei desideri!

Di seguito potete vedere i primi 20 minuti di gioco.


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Commento finale
 

Sarà anche bello da vedere, ma Ori and the Blind Forest sa come punire se non si sta attenti a come si gioca. Una volta assimilato per bene il sistema di combattimento, superare le difficoltà risulterà appagante e divertente. Gli amanti del genere platform che adottano lo stile metroidvania troveranno qui pane per i loro denti e sapranno soprassedere al livello di sfida proposto. Se avete voglia di giocare un buon titolo, Ori fa sicuramente al caso vostro. Lasciarsi sfuggire una piccola perla come questa potrebbe davvero essere un peccato.

Il Gioco
 
Piattaforma
Genere
Sviluppatore

Moon Studios

Publisher

Microsoft Studio

Data di uscita

11 Marzo 2015

Pro

- Tecnicamente fantastico. Lascia a bocca aperta sin da subito
- Level design quasi sempre all'altezza
- Buona longevità
- Superare gli ostacoli e le sfide proposte gratifica....

Contro

- ... ma il trial-and-error, alla lunga, potrebbe farvi perdere la pazienza
- Sistema di salvataggio assolutamente discutibile

Redazione
Il voto di G969
8.3


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