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Arrivato al terzo dei quattro capitoli previsti, Il Tempio degli Shianti, Joe Devers Lone Wolf, riuscito adattamento della celebre e prolifica odissea cartacea di librigame con protagonista Lupo Solitario si avvia verso una degna conclusione, e lo fa passando ovviamente per una narrazione ben più che fluida, merito della penna dello stesso Dever, chiamato a curare in prima persona la produzione targata Forge Reply. Lone Wolf ha visto affluire sullAppStore molti utenti, tra appassionati della prima ora e semplici curiosi, che in entrambi i casi non hanno potuto far altro che apprezzare lapprodo del franchise dalla carta allo schermo di tablet e smartphone, in una formula vincente che allatmosfera originale aggiunge un intelligente utilizzo del mezzo videoludico, mantenendo in ogni caso un profondo rispetto verso lopera originale.

Chi non è cresciuto negli anni 80 e dintorni, e che quindi non può neanche solo lontanamente immaginare che per lungo tempo lepopea di Lone Wolf è stato sinonimo della parola fantasy, può restare inizialmente perplesso dalle meccaniche di gioco e dalla fortissima componente narrativa che contraddistingue, oggi come ieri, anche questa nuova avventura. Chi si avvicina solamente adesso allopera e al personaggio deve sapere che le sessioni di gioco sono divise fondamentalmente in due fasi, che passano dallattenta lettura di pagine e pagine di testo che presentano bivi e mettono il giocatore nella condizione di decidere il proprio destino attraverso scelta piuttosto importanti e fatidiche per quanto riguarda il proseguimento della storia, a sessioni di combattimento che, oltre a mettere in mostra i muscoli del proprio dispositivo, alle prese con ambientazioni dettagliate e ottimi modelli poligonali, risultano caratterizzate da una difficoltà decisamente controcorrente rispetto alle moderne scelte degli sviluppatori, sempre più orientati -From Software a parte- ad un atteggiamento permissivo e nella maggior parte dei casi più che disposto a perdonare qualche leggerezza del giocatore. Critica e pubblico hanno accolto molto bene il progetto di Forge Reply e BulkyPix, merito di una formula che si è rivelata essere vincente su carta come sullo schermo del proprio tablet.

Una luce in fondo al tunnel

Il Tempio degli Shianti è, come lascia intendere il titolo, interamente ambientato tra corridoi bui e angusti, stanzoni colmi di ostici nemici, trappole e pericoli in puro stile Lone Wolf e misteriosi manufatti dagli straordinari poteri. La prima parte dellavventura mette in mostra, se paragonata ai due capitoli precedenti, una lieve perdita di mordente nella narrazione, che si mantiene sempre su alti livelli ma mostra alcune pecche nei combattimenti, tanti e tutti piuttosto prevedibili, che sottolineano una certa inutilità delle scelte che si possono compiere prima degli inevitabili scontri, che si rivelano spesso ininfluenti.

Se lentrata in scena del Vordak, temibile creature non-morta, va a rimpolpare il roster di nemici presenti, i tanti combattimenti mettono in mostra che la varietà di questi ultimi è purtroppo ancora molto limitata rispetto a quanto ci si potesse aspettare. Ad un passo dal quarto ed ultimo capitolo, Drakkar, Giak, Gourgaz e il già citato Vordak ci sembrano infatti poco stimolanti per gli amanti degli scontri, che si ritrovano a dover fronteggiare sempre i medesimi avversari, seppur caratterizzati dallo stesso, brillante, art design che accomuna tutta la produzione, come si evince dalle ottime texture e dalla caratterizzazione delle stanze che ospitano le sessioni di combattimento. In queste situazioni appare evidente che il bilanciamento è ancora tra gli aspetti da ottimizzare, e il passo tra progressione stimolante e frustrazione ad alti livelli è spesso più breve del previsto. Arrivati a questo punto dellavventura nervi saldi e velocità di esecuzione sono la prassi, certo, ma non mancano frangenti dove si ha la chiara impressione che il caso o chi per lui ci costringe a ripetere nuovamente lo scontro oppure a tornare allultimo checkpoint nella speranza che una diversa scelta possa condurci anche ad un diverso epilogo. Lunico mercante presente nella nuova zona, poi, non fa che rimpiangere la decisione di non aver optato per la disciplina guarigione, unico rimedio allacquisto di un gran numero di pozioni a cui ricorrere spesso e volentieri. Non capita infatti raramente di ingaggiare impegnative battaglie con la barra dellenergia già intaccata da un precedente scontro, elemento che, se unito ad alcune sezioni nelle quali viene chiaramente sconsigliato di abbandonarsi alla meditazione a causa di pericoli imminenti, non può che contribuire ad una frustrazione di fondo. Cambiare in corsa la difficoltà, optando per un livello più basso allo scopo di superare una sezione più ostica del previsto, è ovviamente sempre possibile, anche se si tratta di unopzione che i puristi non prenderebbero mai e poi mai in considerazione.

Superato il primo dei tre atti che compongono il capitolo, la narrazione si fa più concreta e trascinante, aumentando di gran carriera il ritmo e catturando lattenzione del giocatore, complice alcune lunghe sezioni esclusivamente narrative, a testimonianza di come sia importante la presenza di Joe Dever in cabina di regia, e il peso di dover compiere importanti e definitive scelte morali, oltre allincontro con un personaggio chiave e pienamente ancorato al lore di Lone Wolf. Non manca inoltre la possibilità di cimentarsi in una piacevole missione secondaria, volta al recupero di tre potenti anelli, arricchita dalla risoluzione di alcuni enigmi con il cubo Shianti e stimolanti bivi narrativi che faranno sicuramente la felicità gli amanti di lunga data della serie cartacea.


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Commento
 

Nonostante alcuni difetti che l'adattamento videoludico di Lone Wolf si porta dietro fin dal primo capitolo, datato 14 novembre 2013, Il Tempio degli Shanti conferma la solidità e la validità del prodotto firmato Forge Reply grazie ad una narrazione sempre convincente, che in questo episodio fatica a decollare ma che una volta decollata la narrazione difficilmente porta ad allontanarsi dal proprio dispositivo mobile prima di aver portato a termine con successo l'avventura.
La difficoltà è sempre ostica e ad un passo dalla frustrazione, elemento che potrebbe intimorire i novizi, mentre il roster di avversari, pur arricchendosi di una new entry, è ancora troppo povero per poter offrire quella varietà che donerebbe alle sequenze di combattimento uno spessore ancora maggiore. Speriamo che l'episodio conclusivo riesca a chiudere questa prima incursione di Lupo Solitario nel mondo videoludico con il proverbiale botto, magari preparando il terreno ad una ben più che attesa seconda stagione.

Il Gioco
 
Piattaforma
Genere
Sviluppatore

Forge Reply

Publisher

BulkyPix

Data di uscita

07/08/2014

Redazione
 
Gameplay
8.0

 
Grafica
9.0

 
Sonoro
8.0

 
Longevità
7.5

Il voto di G969
8.0

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Lettori
 
Gameplay

 
Grafica
5.6

 
Sonoro

 
Longevità

Il voto dei lettori
5.6

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Pro

Grande atmosfera
Ottimo comparto grafico

Contro

Combattimenti ostici. Neofita avvertito ...
Scarsa varietà di nemici