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Dragon Age Inquisition Recensione

Il vostro Drago è arrivato!

il 26 novembre 2014 (12:16) di
 

Nonostante siano sul mercato da oltre un anno, le console di attuale generazione mancano ancora di un gioco di ruolo di primissimo piano, con la parziale eccezione delleccellente versione console di Diablo III che, però, strizza di più locchio a dinamiche hacknslash che alla ruolistica pura. Ecco perché cera parecchia attesa intorno a Dragon Age Inquisition, titolo che chiude la prima trilogia di questa epopea partorita da Bioware e pubblicata da EA, anche alla luce del mezzo passo falso compiuto con il secondo episodio, che aveva raffreddato gli entusiasmi di quanti, dopo Origins, avevano sperato in un ritorno ai fasti dellera di Baldurs Gate.

Siamo dinanzi alla fine di un sogno o a un nuovo inizio?

Un mondo in punta di pad

Riassumere le vicende che fanno da antefatto a Inquisition senza incorrere in spoiler non è facile, ma basti sapere che gli eventi narrati hanno luogo solo poche settimane dopo la conclusione di Dragon Age II, e due tra i membri del party saranno vecchie conoscenze: Varric il bardo, astuto nano che già aveva frequentato il party di Hawke, e Cassandra Pentaghast, cercatrice che lo aveva interrogato, tra un capitolo e laltro della trama principale.

Questi due personaggi fungeranno da ponte tra il vecchio e il nuovo, e, anche se il titolo è perfettamente godibile anche dai neofiti (magari avvalendosi della possibilità di affrontare le scelte più drammatiche dei primi due giochi tramite il sito DragonAgeKeep), coloro che hanno giocato sia Origins sia Dragon Age II saranno sicuramente avvantaggiati. Questo perché il titolo raccoglie quanto seminato precedentemente, ponendo in primo piano i conflitti che già serpeggiavano e che, allalba di un avvenimento tragico come uno squarcioDragon-Age-Inquisition (8) enorme nel cielo da cui fuoriescono demoni di tutte le fogge, non fanno che inasprirsi: templari e maghi continuano a odiarsi, e approfittano della situazione di caos in cui il Thedas versa per darsele di santa ragione in campo aperto, mentre la Chiesa, privata della sua guida, rimane attonita dinanzi al tradimento dei templari stessi.

Alla base del caos cè un avvenimento traumatico e inizialmente inspiegabile: sul Conclave, indetto dalla Divina Justinia per tentare di porre fine al sanguinoso conflitto tra maghi e templari, si apre uno squarcio del velo, prontamente oltrepassato da decine di demoni, che, come prima cosa, uccidono tutti i presenti tranne uno. Ovviamente, saremo chiamati a impersonare questo misterioso sopravvissuto, sulla cui mano vè un marchio che riesce a chiudere gli squarci che vanno moltiplicandosi: così, da principale imputato per il massacro del Conclave, il nostro alter ego diventa in breve tempo il salvatore della patria, dissipando laura di sospetto che lo circonda e unendo i popoli contro la comune minaccia.

Nonostante una svolta decisiva che sopraggiunge dopo una decina abbondante di ore, lintreccio non è di qualità sopraffina, e la responsabilità di tenere su la baracca ricade sulle spalle di protagonisti eccellentemente caratterizzati (con la sola eccezione del bidimensionale villain): dai già citati Cassandra e Varric allo sfrontato Dorian, passando per lalgida Vivienne, ognuno dei membri dellInquisizione avrà una storia da raccontare, una personalità ben definita e un parere su ogni questione, tanto da rendere piacevole, come da tradizione Bioware, anche il chiacchiericcio più spiccio.

In Dragon Age Inquisition, insomma, il viaggio è molto più importante e gradevole della meta, ma chi conosce il team canadese non se ne meraviglierà.

Ibrido

Dragon-Age-Inquisition (2) recensione“Ibrido” è la parola chiave del gameplay dellultima fatica Bioware: pur propendendo decisamente verso la struttura e i ritmi di Origins, Inquisition evolve alcune delle idee viste nel secondo capitolo, anche quelle probabilmente meno riuscite.

Il sistema di combattimento, cuore pulsante di ogni gdr che si rispetti, si pone a metà strada tra i tatticismi del capostipite e lattenzione allazione in tempo reale dellepisodio di tre anni fa: i primi due livelli di difficoltà permettono di badare solo al proprio personaggio, senza richiamare praticamente mai la visuale tattica se non nelle ultimissime fasi dellavventura, mentre il terzo e quarto livello impongono una gestione accurata delle mosse del party e unattenta pianificazione del lavoro di squadra. Il consiglio, a meno di non essere totalmente a digiuno di giochi di ruolo occidentali, è di optare per il terzo livello di difficoltà, che mette in evidenza le mille sfaccettature del battle system e premia un uso intelligente sia del tempo reale sia della pausa tattica (richiamabile tramite pressione del touch screen di PS4 nella versione da noi provata).

Lesplorazione è anchessa un compromesso tra la libertà assoluta di titoli open world e le costrizioni di titoli molto focalizzati sulla narrazione: tramite il concilio di guerra, dove risiede un tavolo che ospiterà la mappa generale di gioco, il giocatore potrà mandare in avanscoperta i propri agenti, sbloccando così nuove aree che potranno poi essere esplorate in prima persona: le dimensioni di queste aree variano molto, ma sono generalmente più che soddisfacenti e non restituiscono mai una sensazione di costrizione al giocatore. A loro favore, poi, gioca anche una densità eccezionale: difficile camminare in una data direzione per cinque minuti e Dragon-Age-Inquisition (3)non imbattersi in un agguato, una missione secondaria, un evento casuale o un luogo di interesse, con inevitabili alti e bassi nella qualità delle numerosissime side quest, ma con una quantità di contenuti decisamente sopra la media, che aiuta a calarsi in un mondo vivo e a migliorare il proprio party e il proprio equipaggiamento.

Dispiace, allora, che le fasi strategiche e quelle di gestione del party siano relegate a un ruolo secondario, perché tanto il sistema di crafting quanto le sfumature tattiche possibili in sede di concilio di guerra risultano tra le feature più riuscite del titolo: cercare i materiali necessari per forgiare unarma che poi ci accompagnerà per una manciata di ore e ci renderà la vita più semplice sa dare molte soddisfazioni, come scegliere il giusto collaboratore per il giusto incarico e ottenere in cambio lappoggio di una fazione o uno scudo particolarmente utile. Il bilanciamento propende invece verso i combattimenti e i dialoghi: se i primi, pur soddisfacenti, sono sicuramente perfettibili (principalmente sotto laspetto della fisicità dei colpi e delleccessivo caos che a volte prende il sopravvento), è difficile invece muovere appunti ai dialoghi, scanditi da un ritmo invidiabile e impreziositi da un doppiaggio sempre puntualissimo.

La ruota delle opzioni torna in tutto il suo splendore e consente di plasmare i rapporti con tutti i personaggi più importanti nelleconomia di gioco, forgiando amicizie (e amori) senza tempo tanto quanto cordiali antipatie: Bioware è maestra nella scrittura e Inquisition ne è unulteriore prova.

MultidragonIn Dragon Age Inquisition la modalità multigiocatore, che segue le orme di quella vista in Mass Effect 3, è poco più che accessoria: pur discretamente realizzata, sbiadisce di fronte ai contenuti della campagna per singolo giocatore e finisce con lo scimmiottare le dinamiche, infinitamente più riuscite, del succitato Diablo III.

La più grande forza dellopera magna a cui ci troviamo dinanzi è che il risultato finale è di gran lunga maggiore della somma delle singole parti: nonostante le imperfezioni accennate, la sensazione di essere al centro di un universo credibile e pulsante è sempre tangibile, tale da portare il giocatore a perdersi nei suoi meandri con sommo gaudio.

Thedas a 1080p

Il quadro, finora, indurrebbe allentusiasmo, ma nessuna rosa è priva di spine e, in questo caso, queste sono perlopiù concentrate sul versante tecnico: lungi dallessere povero o scarno, il Thedas portato in scena dal motore Frostbite di Dice è unevoluzione di quanto già visto precedentemente sulle console old gen più che la rivoluzione che sarebbe stato lecito attendersi. A scorci entusiasmanti si contrappone una scarsissima interazione con lambiente, alla splendida caratterizzazione di luoghi e personaggi non giocanti fa da Dragon Age Inquisitioncontraltare linespressività dei volti dei protagonisti, e per ogni effetto elementale ben fatto cè unanimazione che tende al legnoso: ancora una volta, linsieme si presenta meglio delle singole parti, ma è innegabile che lo sviluppo cross gen abbia castrato le potenzialità del titolo a livello grafico.

Per vedere giochi che davvero sfruttino tutta la potenza dei nuovi hardware sarà necessario aspettare il 2015, quando, con tutta probabilità, PS3 e Xbox 360 andranno definitivamente in pensione.

Da applausi tutto il comparto audio: detto delle vette di eccellenza del doppiaggio originale (sottotitolato in italiano), fanno la loro egregia figura anche le musiche e gli effetti sonori, a creare un sostrato sonoro epico che accompagna per mano il giocatore dentro lavventura.

Anche il più frettoloso dei giocatori, venendo alla longevità, non impiegherà meno di 35 ore per vedere i titoli di coda, quantità che può essere tranquillamente triplicata per quanti, al contrario, non vorranno perdersi neppure la più triviale delle sottomissioni.


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Commento finale
 

Dragon Age:Inquisition non è il gioco perfetto cui il voto in calce potrebbe far pensare: rallentato da un'interfaccia poco intuitiva, dotato di una linea narrativa abbastanza prevedibile e di un comparto tecnico buono ma non straordinario, lascia comunque margini di miglioramento per il futuro. Eppure non si possono ignorare la magia creata da una scrittura eccellente, la quantità titanica di contenuti, la meticolosità con cui si è dato vita ad un mondo enorme, coerente, coinvolgente, in cui le decisioni prese dal giocatore hanno davvero un peso.

A parere di chi scrive, l'ambizione e lo sforzo che trasudano da ogni linea di codice dell'ultima fatica Bioware sono un esempio per quanti, nell'industria videoludica, tirano a campare tra una porting pigro e l'ennesima Remastered Edition, e come tali vanno premiati.

Il Gioco
 
Sviluppatore

BioWare

Publisher

Electronic Arts

Data di uscita

20/11/2014

Pro

- Trasuda epicità
- Eccellente scritpwriting
- Offerta ludica imponente
- Sistema di crafting profondo
- Adatto tanto ai fan quanto ai neofiti

Contro

- Interfaccia rivedibile
- Risente a livello tecnico dello sviluppo cross gen

Redazione
Il voto di G969
9.0


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  • Claudia Gonzales

    Un gioco che devo assolutamente recuperare e giocare dopo aver smaltito qualche titolo. Soprattutto dopo aver letto la tua ottima recensione!

  • http://www.lucciolelanterne.eu/ Riccardo Minisola

    Ma anche Inquisitions si sono ben guardati dal metterlo su Steam? O_o

  • Giorgio Pavanello

    Un gran bel titolo, me sto divorando!