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Dark Echo Recensione

Un sussurro nel buio

il 5 giugno 2015 (15:25) di
 

Tra i cinque sensi, quello che ricopre il ruolo più importante nel permetterci di scoprire e conoscere il mondo che ci circonda è sicuramente la vista. Chi è vittima della perdita di questo senso così speciale nel suo funzionamento è obbligato a utilizzare al meglio i rimanenti quattro sensi. Nel mondo del “video”gioco, i sensi utilizzabili di norma sono solamente due, vista e udito.

In Dark Echo non ci sarà permesso osservare quello che vedono gli occhi del protagonista, ma ciò che sente con ludito diventerà video, dandoci la possibilità di calarci in un vero e proprio miscuglio sensoriale affascinante e ben congegnato.

Dark Echo (1)

Sviluppato dai RAC7, un duo di sviluppatori canadesi precedentemente noti principalmente per la creazione del riuscito Stealth Hunter ambizioso gioco in flash che si è distinto sulla popolare piattaforma online newgrounds -, Dark Echo è la naturale evoluzione di You Must Escape, ispirato gioco in flash, sviluppato per il popolare contest tra sviluppatori Ludums Dare, un titolo capace di riscuotere un successo tale da garantirsi una release migliorata, approfondita e talmente convincente da approdare persino su piattaforma Steam dopo una riuscita campagna Greenlight.

Sebbene a un primo avvio linterfaccia minimale e la completa assenza di introduzione o esposizione diretta a una trama coerente possa trarre in inganno, facendo immaginare un gioco puzzle a livelli basato su un gimmick interessante e poco altro da offrire, la vera natura di Dark Echo non tarderà a venire fuori man mano che si proseguirà nel gioco. I primi livelli, abbastanza semplici e limitati per aiutare la graduale immersione nel mondo di gioco, ci permetteranno di comprendere lidea centrale attorno alla quale ruota tutto il sistema di gioco di Dark Echo.

Dark Echo (2)

Due piccoli segnalini a forma di orma sono infatti il vero e proprio protagonista di Dark Echo o, meglio, tutto quello che possiamo “vedere” di lui. Lo schermo completamente nero al di fuori di queste piccole icone renderà immediatamente chiaro al giocatore che non potrà fare affidamento sulla vista tradizionale, e basterà la pressione (suggerita dai minimalisti e mai eccessivamente invasivi tutorial) di un tasto direzionale per vedere lo schermo brillare e animarsi di piccoli vettori bianchi in risposta al rumore dei passi del nostro personaggio. Dark Echo utilizza linterfaccia visuale per rappresentare la realtà sonora del mondo di gioco, permettendoci di osservare i riverberi e gli echi delle onde sonore contro i muri e gli elementi del mondo di gioco, generando così un effetto “sonar” simile allecolocalizzazione dei pipistrelli.

Unidea certamente interessante, ma non completamente originale, dato che altri giochi indipendenti hanno utilizzato lo stesso stratagemma in varie forme negli anni precedenti (uno su tutti, lo stupendo, e gratuito, Devils Tuning Fork della DePaul University). Quello che separa veramente Dark Echo dalla concorrenza è la capacità di trasformare quello che allapparenza è un puzzle game minimale in un vero e proprio gioco horror ad alta tensione, capace di generare unatmosfera di terrore vivida grazie al solo utilizzo del suono e del minimo feedback visivo reso possibile dal sonar.

Dark Echo (3)

Se nei primi livelli la sfida consiste nel riuscire a navigare agevolmente dei piccoli labirinti utilizzando solo leco dei propri passi, con lintroduzione dei temibili “elementi rossi”, personaggi nemici che cercheranno le fonti di rumore per distruggerle, il gioco dimostra realmente la sua potenzialità, vale a dire un gameplay che costringe il giocatore a bilanciare la necessità di produrre onde sonore per orientarsi in un mondo altrimenti completamente oscuro e la necessità di ridurre al minimo la propria traccia rumorosa per evitare le sgradite attenzioni dei temibili nemici.

Seppure parlare di grafica riguardo a un gioco come Dark Echo non abbia senso, il motore Unity svolge il suo ruolo in grande stile, permettendo una resa su schermo fluida e comprensibile su pc di tutte le taglie e livelli di potenza. Una menzione donore è doverosa nei confronti del comparto audio, quanto mai indispensabile per un gioco come Dark Echo, è proprio grazie a questultimo, infatti, che il gioco ottiene una vera e propria identità indipendente dalla resa visiva. Il rimbombare dei passi in una grotta, lo stillicidio ritmico di gocce dacqua dal soffitto e il ringhiare sommesso dei nemici nellombra saranno in grado di far creare unimpressionante immagine mentale del mondo attorno al giocatore, sebbene su schermo si susseguano unicamente piccoli vettori multicolore intenti a rimbalzare contro pareti e ostacoli.

La longevità è garantita da quaranta livelli di gioco dalla difficoltà crescente, terminati i quali verrà sbloccata una modalità ulteriormente impegnativa chiamata “light world”, una versione alterata del gioco base, dalla veste grafica rivista (il bianco candido dominerà lo schermo sostituendosi al nero dominante nella versione classica) e dai nemici più reattivi e numerosi.


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Commento finale
 

Dark Echo dimostra di essere un gioco che, a differenza di troppi altri, non si culla sugli allori della propria idea originale, ma, anzi, la integra e la amalgama così bene ad altre meccaniche più familiari da creare un prodotto innovativo e inaspettato.
Sia che si giochi la versione mobile sia che si utilizzi quella per PC, il comparto tecnico si dimostra affidabile, e, una volta indossate le cuffie (un must per godere al massimo dell'atmosfera), catapulta il giocatore in un mondo di grande atmosfera.
A fronte del suo prezzo estremamente contenuto di appena 3 euro, offre una quantità di contenuti e divertimento enorme.

Il Gioco
 
Piattaforma
Sviluppatore

RAC7

Publisher

RAC7

Data di uscita

11 Maggio 2015

Pro

- Meccaniche originali e ben implementate
- Sonoro d'atmosfera
- Prezzo contenuto

Contro

- Troppo tendente al Trial&Error; in alcuni livelli

Redazione
Il voto di G969
8.5


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