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BOXBOY! Recensione

Think out of the box!

il 17 aprile 2015 (16:07) di @zart
 

Pur con qualche difficoltà e un ritmo decisamente più lento rispetto ai competitor, Nintendo sta rincorrendo la “smania indie” che da anni imperversa su tutti gli store digitali dedicati alle principali console in commercio. Al prezzo contenuto di una decina di euro ci si possono ormai portare a casa alcuni fra i più complessi e iconici titoli emersi dal marasma informe che prende il nome di industria del videogioco indipendente. Se all’inizio la grande software giapponese sembrava essere poco interessata a questo fenomeno, con gli anni siamo stati testimoni di una progressiva e auspicabile apertura che è stata baciata, in tempi recenti, dall’arrivo di alcuni brand videoludici che fino a qualche tempo fa sarebbe stato impensabile vedere su portatile Nintendo, come il celebratissimo The Binding of Isaac, in arrivo su Nintendo 3DS e Nintendo Wii U nel prossimo futuro nella sua riedizione “rebirth”.

BoxBoy (3)

Non stupisce quindi vedere che anche la casa di Super Mario stessa si sia concentrata nella creazione di una tipologia di software in grado di andare a rimpolpare quella scelta di titoli dal budget contenuto ma dalla maggiore libertà creativa in crescente arricchimento sul suo catalogo digital only. Oggi possiamo parlarvi di Boxboy, prodotto Hal Laboratory (Super Smash. Bros, Kirby) potendolo senza tanti giri di parole equipararlo ad una piccola gemma del videogioco dal sapore indipendente pur nella sua chiara natura di prodotto tipicamente Nintendo.

Il concept di questo titolo platform dall’ibridazione puzzle è molto semplice: il protagonista è un piccolo quadratino di nome Qbby. Di lui non sappiamo granché se non il fatto che deve salvare il suo mondo monocromatico dall’infestazione di una strana sostanza nerastra. L’unica abilità in suo possesso è quella di poter proiettare attorno a se tanti quadrati quanti ne sono concessi per schema, allungando e deformando il proprio corpo per superare le situazioni più estreme o trasportarsi da un punto all’altro delle stanze passando per sentieri stretti e impervi.
Tuttavia non fatevi ingannare dalla relativa semplicità dell’idea dietro alle meccaniche di gioco, perché ogni singolo livello propone tante varianti alla formula quante se ne sono viste nell’ormai leggendario puzzle game Valve, Portal. Effettivamente le similitudini fra i due titoli non sono poche, benché Boxboy preferisca una narrativa basata sul sacro dogma del mutismo che caratterizzava i videogiochi giapponesi di un’altra epoca. Entrambi i prodotti partono da un assunto, la capacità di creare portali dimensionali e quella di evolvere la forma del protagonista, dovendo poi applicare quel poco che si sa di questa caratteristica ad una serie di livelli dalla difficoltà e dalla complessità crescente.

Anche il titolo Nintendo propone schemi intricati la cui risoluzione è basata sulla pressione seriale di interruttori, la creazione di piattaforme e l’utilizzo di soluzioni ludiche per nulla convenzionali. Lo slogan americano con cui è stato pubblicizzato è per l’appunto “Think out of the box”, espressione traducibile con “Pensa fuori dagli schemi”, invito che, nel caso voleste completare il gioco nella sua interezza, vi invitiamo a prendere in considerazione fin dal primo livello di gioco.

La semplicità con cui Boxboy riesce a stimolare le sinapsi del giocatore, proponendo diversificazioni della struttura ludica ogni otto schemi completati, è tale da risultare quasi naturale. Ogni livello propone inoltre una serie di corone collezionabili che vanno raggiunte e inanellate dovendo rientrare in un numero massimo di “deformazioni” di Qbby, pena la loro scomparsa. Una volta giunti al traguardo si è ricompensati con una valuta digitale calcolata in gettoni che può essere poi investita per sbloccare diversi costumi con cui agghindare il tenero protagonista pixelforme o sbloccare nuove sfide nei livelli già completati.

A voler vedere il pelo nell’uovo è anche giusto chiarire che il puzzle game Nintendo non dura granché, assestando la propria longevità ad un massimo di 6-8 ore, minuto più o minuto meno a seconda del grado di spremitura sinaptica a cui siete in grado di fare fronte. Le sfide opzionali sbloccabili sono parecchie, ma non aggiungono nulla di realmente nuovo alla sfida. Discorso opposto, invece, per la ventina di mondi principali giocabili, ognuno composto dai 5 ai 8 schemi. Quel che è certo è che il lavoro svolto dai level designer di questo titolo è forse uno dei migliori vantato da Nintendo in tempi recenti in ambito platforming bidimensionale, laddove l’eccellente Captain Toad per Wii U, pubblicato lo scorso gennaio, ne rappresenta una sorta di evoluzione tridimensionale. Non è facile riuscire a stupire i giocatori con trovate intelligenti nellambito delle due dimensioni, specie dopo l’arrivo di una letterale valanga di titoli indie che basano tutto il proprio fascino proprio sulle sperimentazioni ludiche e sulla “freschezza” del design dei livelli, ma Boxboy è riuscito nell’arduo compito di farci rimanere a bocca aperta e a farci provare la sensazione che, dietro lo schermo di Nintendo 3DS, ci fossero gli stessi programmatori ed artisti impegnati nello sviluppo a giocare con noi e le nostre deduzioni.

BoxBoy (1)

Il cerchio della produzione si chiude su una presentazione grafica minimal, caratterizzata da monocromie e linee nere rette che si stagliano su una corniche cosmetica ricordante vagamente quanto visto negli anni ’90 su Gameboy. Le animazioni che caratterizzano il pixel protagonista e i suoi amici sono ben realizzate e donano a dei semplici quadratini con due spilli per occhi una sorta di silenzioso carisma che speriamo vivamente di rivedere in eventuali seguiti o produzioni per home console. D’altronde stiamo parlando dello studio dietro al franchise Kirby, un cerchio caratterizzato da due puntini per occhi e una grande bocca aspiratutto che in ventanni è riuscito a diventare una sorta di istituzione del divertimento per i più piccini. Hal Laboratory: oseremmo definirli una garanzia del panorama creativo giapponese.


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Commento finale
 

Insomma, al prezzo di soli 5€ è possibile intascare nel proprio Nintendo 3DS uno dei migliori puzzle platformer disponibili su Nintendo eShop, una di quelle gemme videoludiche che potrebbero finire per essere sconosciute dai più per colpa di una pubblicizzazione inefficace (chi sapeva di questo titolo?) e di una pubblicazione digital only. Boxboy ha carattere, stile e cuore. Non è il più originale dei titoli Nintendo e in pieno 2015 è difficile riuscire a considerarlo un pioniere del genere di riferimento, ma quel che è certo è che ora più che mai ci troviamo di fronte ad un prodotto che vale e supera il valore del prezzo a cui è stato lanciato in commercio. Approfittatene e poi tornate a ringraziarci!

Il Gioco
 
Piattaforma
Sviluppatore

Hal Laboratory

Publisher

Nintendo

Data di uscita

02/04/2015

Pro

- Qbby è tenerissimo!
- Tante idee ben sfruttate
- Design dei livelli indovinatissimo
- Cosmesi minimal ispirata e che ben si sposa con le meccaniche di gioco

Contro

- Non è certamente eterno e le sfide sbloccabili non risultano fresche quanto i livelli principali
- Alcuni livelli funzionano meglio di altri

Redazione
Il voto di G969
8.5


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