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Bloodborne Recensione

La Morte ti fa bello

il 26 marzo 2015 (20:12) di @Syrian74
 

Chi è colui così gagliardo e forte
che possa vivere senza poi morire?
E da colei ch’è tutto, Madonna Morte,
l’anima sua possa far fuggire?
La Morte schifosa, la Morte lasciva!
La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte, la Morte, dolcissima e amara,
la Morte che avanza nella notte chiara.

Se state giocando a Bloodborne sapete già di cosa stiamo parlando. Nel nuovo gioco di From Software Morte e Sangue vanno a braccetto, accompagnandoci durante tutto il nostro lungo cammino come una spada di Damocle sospesa sulla nostra povera testa.

Bloodborne (1)Da mesi i videogiocatori aspettavano un’esclusiva all’altezza delle loro aspettative, tutte fino ad ora mal risposte nei vari titoli usciti sulle attuali generazioni di console. Ma ad accontentarci è arrivata From Software, già nota per la straordinaria saga di Dark Souls, e che ora ci regala un’altra perla da collezione e in esclusiva per lammiraglia Sony. Bloodborne è un gioco davvero molto ben confezionato e rappresenta finalmente quel crack tanto atteso sulla nuova generazione di console.

Va detto, sin da subito, che se qualcuno si aspetta un titolo simile se non identico ai precedenti Dark Souls, allora si sbaglia di grosso. Anche se limpianto di gioco assomiglia molto allultimo capitolo delle celebre saga, questa volta Miyazaki e il suo team hanno fatto uscire dal loro cilindro qualcosa di più complicato dal punto di vista emotivo, più contorto e più imprevedibile, tanto che non di rado vi sembrerà di galleggiare in una sorta di universo strano, popolato di incubi e mostri, senza sapere minimamente da che parte andare né riuscire a comprendere come la trama si stia dipanando. Come in Dark Souls si va avanti alla cieca, ma con un senso di precarietà e ansia da cui difficilmente ci separeremo semplicemente spegnendo la console.

Bloodborne ci attira, ci chiama, ci coinvolge, ci immerge nelle sue atmosfere e corriamo il rischio di rimanere più di una volta intrappolati tra le sue mura. Siete pronti per risvegliare i vostri incubi peggiori?

LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE

La Morte di pietra, la Morte di neve 
la Morte che viene con passo lieve,
la Morte che dona, la Morte che prende,
la Morte che ruba, la Morte che rende,
la Morte che passa, la Morte che sta,
la Morte che viene, la Morte che va…

Bloodborne (2)Ci risvegliamo improvvisamente in una clinica, completamente disorientati e coperti di sangue e senza sapere minimamente cosa sia successo. Il vecchio Yosefka si avvicina a noi e ci promette il potere del sangue, ma il significato delle sue parole ci sfugge completamente. Come da tradizione il gioco From Software inizia buttandoci nella mischia senza troppi problemi e ci ritroviamo ben presto a combattere a mani nude contro un lupo mannaro. Sopravvivere è praticamente impossibile e mentre lasciamo la nostra vita terrena ci ritroviamo improvvisamente in una sorta di limbo, chiamato Sogno del Cacciatore, un luogo dove potremo tornare ogni volta che moriremo (e credetemi accadrà spesso) e dove una strana donna accompagnata da alcuni spiriti ci porge un’arma che ci consentirà di avanzare nella cupa Yharnam  insieme ad un un taccuino molto utile per  lasciare messaggi.

Dopo l’incipit ci troveremo quindi catapultati in questa città inquietante dove la ragione ha lasciato il posto alla follia scatenata dal sangue infetto che ha colpito i suoi abitanti durante la caccia. La sensazione di smarrimento è forte così come l’adrenalina che sale ad ogni passo. Non sappiamo assolutamente cosa ci aspetta e scoprirlo se da una parte ci angoscia, dall’altra crea quel mix di suspense e paura degni del miglior gioco su console. Il nostro compito sarà scoprire la verità attraverso la via che porta alla salvezza. Niente fiaschette rigeneranti ma fiale di sangue che faremo nostre alluccisione di un nemico. Tra vicoli bui, palazzi in stile gotico, ombre che si allungano furtive alle nostre spalle e creature che di umano hanno molto poco, ci muoviamo circospetti sicuri che ogni angolo svoltato potrebbe esserci fatale. Yharnam pullula di creature maligne, uomini trasformati in larve dal sangue infetto che li rende ombre del loro stesso passato. Tutto qui è marcescente e in preda alla rovina e sembra quasi di sentire quel tanfo maleodorante che pervade la città spettrale. Non c’è angolo che non mostri la sua purulenza. La Morte qui governa sovrana, siede sul suo trono e difficilmente lascerà la città e i suoi immondi abitanti.

Bloodborne (3)Non c’è bellezza. Non c’è speranza. Nessun fiore rinascerà mai su queste terre martoriate. Solo una perversa follia che attraversa le strade riducendo tutto in un gorgo di orrori della peggior specie. E proprio qui Bloodborne si mostra in tutta la sua magnificenza. Nella rovina, nella morte, nella disperazione, il gioco From Software prende le distanze da Dark Souls per regalarci un viaggio senza ritorno, angosciante, perverso, cattivo che ci porta a scavare nella nostra anima e a fare i conti con gli spettri delle nostre più terribili paure. Nessuna possibilità di rinascita per Yharnam, solo morte e distruzione. E quando il gioco ci accompagna fuori dalla mura tetre della città, la situazione non cambia. Non c’è bellezza. Non c’è speranza. Solo una perversa follia che attraversa le strade riducendo tutto in un gorgo di orrori della peggior specie.Non c’è posto per la bellezza nel mondo disturbante di Bloodborne. Non esiste riscatto. Così come non c’è una trama lineare da seguire e  che possa supportare e indirizzare le nostre azioni. In questa ultima fatica di Miyazaki difficilmente alla fine vedremo la luce e l’arcano non sarà svelato. Il nostro protagonista si ritrova improvvisamente catapultato suo malgrado negli incubi rosso sangue di Yharnam, dove la Chiesa della Cura compie strani rituali che promettono di purificare il sangue dei dannati che viene raccolto nei calici sacri e poi benedetto sull’altare.

Mentre proseguiamo il dubbio peggiore è quello che ci porta a chiederci se Yharnam esiste veramente o sei sia uno scherzo della nostra mente, un incubo scaturito nella clinica in cui ci siamo risvegliati mentre ci praticavano una trasfusione. E quando compariranno i titoli di coda saremo ancora lì a interrogarci su cosa sia successo davvero mentre ci rendiamo conto che Bloodborne ci è rimasto dentro e difficilmente ce ne libereremo.

GUAI A VOI ANIME PRAVE!

Verrà la Morte, e i tuoi occhi avrà 
e la bellezza tua, vanità di vanità… 
Verrà la Morte e porterà con sé 
tutto il tuo impero, tutto, insieme a te… 
Verrà la Morte e taglierà il legame 
così sottile e forte, così bello e infame… 
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza 
è stata tua compagna in tutta l’esistenza…

Pur non essendo un vero e proprio “figlio” di Dark Souls, Bloodborne ne conserva comunque tutte le caratteristiche migliori. Prima di tutto è un Action RPG e già questo ci fa capire come From Software non abbia assolutamente rinnegato la sua vocazione, pur se ora la crescita del personaggio è più diretta e concreta. Per prima cosa saremo chiamati a scegliere nome ed età del nostro Cacciatore e successivamente le sue Origini, unica vera opzione che potrà influenzare il nostro gameplay. Naturalmente anche questa scelta non sarà vincolante visto che potremo comunque far aumentare di livello il personaggio e assegnargli altri attributi solo però dopo aver raccolto il primo Punto Intuizione. Potremo quindi scegliere le nostre Origini tra varie opzioni come Mite, Unico Supersite, Infanzia Difficile, Professionista, Militare, Nobile e Spreco dOssigeno, anche se siamo sicuri che la più gettonata alla fine sarà quella del Superstite.

Bloodborne (4)Naturalmente la difficoltà del gioco continua ad essere una cifra caratteristica del titoli creati da Miyazaki. Bloodborne infatti continua a poter essere catalogato tra i giochi più ostici in circolazione. Chi si aspettava qualcosa di più frendly rimarrà alquanto deluso. Senza la giusta dose di esperienza difficilmente riusciremo a procedere e, credetemi, la cosa potrebbe risultare molto frustrante. Qui si muore e anche tanto e il sangue scorre davvero a fiumi. Inoltre, non esiste tutorial e nulla che spieghi le meccaniche di combattimento. Ogni progresso lo farete sulla vostra pelle.

Di contro gli appassionati del genere saranno ben felici di misurarsi di nuovo con un gioco che nulla lascia al pietismo, anche se va detto che Bloodborne ha un anima tutta sua, percorrendo una nuova strada che appartiene solo a lui. Non saremo più chiamati ad accumulare Anime quanto piuttosto Echi di Sangue che potremo raccogliere vicino alle pozze di liquido ematico lasciate dal nemico appena abbattuto. Attenzione però che questi Echi non vi vengano scippati da altri esseri deformi assetati di sangue e membra putrefatte. Allora la lotta potrebbe farsi davvero snervante. Proseguendo nel parallelismo con Dark Soul possiamo annotare come l’ambientazione passa dal Medio Evo all’epoca Vittoriana e l’azione divenga più rapida e immediata. Noi siamo il Cacciatore (unica classe disponibile), forti e ostinati, spietati quanto basta a sopravvivere per le vie infestate di reietti e pronti a combattere senza remore (e senza scudi!)  per tutta la durata del gioco.

Bloodborne (5)Scelta la nostra arma, i ritmi della battaglia si fanno frenetici. Le schivate sostituiscono la capriola e, senza scudi, armature e alabarde, diveniamo più agili. Se siamo rapidi a sparare potremo rallentare un nemico e avvicinarci in modo tale da infliggergli il colpo di grazia o comunque assestargli una ferita non indifferente. Un sistema di combattimento che qui si fa più veloce e meno incline alla strategia.  Proprio riguardo alle armi, abbiamo subito notato come queste siano di numero estremamente ridotto, ma che possono essere tutte sviluppate su due fronti: da una parte quello lento e poderoso che ci permette di utilizzarle solo con due mani, e dall’altra quello che invece ci consente di utilizzare anche una bocca da fuoco reggendo un’arma per ogni mano. Durante una combo possiamo cambiare registro dell’arma e passare così da attacchi rapidi ad attacchi più lenti ma più letali creando così un numero di mosse a disposizione davvero notevole. Inoltre far fuoco al momento giusto ci permetterà di stordire il nemico per avvicinarci e metterli più facilmente ko.

Ulteriore potenziamento delle armi armi si ottiene attraverso l’utilizzo di gemme con bonus e rune, queste ultime equipaggiabili però solo dalla metà del gioco, cosa che permette di adattare lo stile di combattimento alle nostre esigenze. Una scelta molto intelligente, che rende Bloodborne un gioco quasi perfetto. Anche il sistema di cura del personaggio si fa più immediato strappando il nuovo titolo From Software da quei momenti di noia che pure ogni tanto si presentavano in Dark Souls.

Arrivati a circa la metà del gioco entreremo anche i possesso delle arti magiche e anche in questo caso la strada percorsa dali sviluppatori si differenzia da quanto visto e imparato in Dark Souls.

CHI HA PAURA E DESTINATO A MORIRE

Verrà la Morte, e a te che non sei niente 
porgerà la mano, in mezzo all’altra gente… 
…e tu sarai il primo, come vorrà la sorte 
a danzare con lei la danza della Morte! 

Passando dalla città di Yharnam al Sogno del Cacciatore, la grafica di Bloodborne non perde un colpo con un level design eccelso. Mentre ci muoviamo per le strade maledette ci accorgiamo che a farci compagnia è quel senso di vuoto che ti prende allo stomaco. Finire il gioco una prima volta potrebbe richiedere circa 20/25 ore ma va detto che in un lasso di tempo siffatto molte cose saranno sorpassate senza essere neppure notate, molti vicoli non saranno visitati, molte porte non saranno aperte e Yharnam resterà ancora avvolta nel suo mistero. Scoprire come muoversi, utilizzare le scorciatoie, memorizzare al massimo la toponomastica della città, ci aiuterà ad andare avanti senza morire ogni minuto.

Bloodborne (5)Ogni volta che torneremo nel limbo chiamato Sogno del Cacciatore potremo salire di livello e far ricomparire i nemici, cosa  molto utile per accumulare Echi. Peccato solo che i caricamenti siano molto, troppo lenti e che i Falò Ascetici siano stati sostituiti da un “Nuovo Gioco +” che a dir il vero non ci convince appieno. Merito comunque a Bloodborne nel riuscire a lasciarci in balia degli eventi e delle nostre scelte tanto che se decidiamo di andare avanti senza mai voltarci indietro (lo sconsigliamo vivamente)  i segreti da scoprire, veramente tanti, verranno spesso oltrepassati senza che noi ce ne rendiamo conto. Così come alcuni Boss saltati di netto semplicemente perchè abbiamo svoltato un angolo piuttosto che proseguire dritti. Non mancano naturalmente alcuni personaggi secondari con i quali colloquiare oppure da salvare così come ci sono sparsi in giro per il gioco oggetti utili per sbloccare potenziamenti e far salire di livello il nostro Cacciatore.

Le (poche) armature non devono  essere migliorate e rappresentano solo un elemento estetico e nulla più. Trovando una sorta di Calice addosso ad un Boss abbastanza difficile da abbattere, potremo accedere ai Chalice Dungeon che ci permetteranno di accedere ad un labirinto di nemici e mura che solo la prima volta sarà identico per ogni Cacciatore. Successivamente I Chalice Dungeon si genereranno proceduralmente per mezzo di specifici materiali e saranno popolati da nemici sempre diversi. Alla fine di ogni Dungeon incontreremo un Boss davvero ostico che ci regalerà un nuovo calice. Interessante anche la possibilità di inserire nelle tombe vuote il codice generato da un amico, affrontando così il suo Dungeon. Il level design dei Dungeon è sicuramente inferiore e meno complesso rispetto a quello del gioco principale ma tra stanze segrete da scovare, nemici da sconfiggere e Boss finali, e non meno le ore aggiuntive di gioco, ci porteranno a perderci in un’esperienza parallela davvero infinita e tutta da provare. Come sempre le mappe aperte online permetteranno a chiunque di invaderci a farci passare non pochi guai, come se quelli che ci propina il gioco fossero pochi!

Bloodborne (6)Tecnicamente, il gioco From Software viene ancora funestato dai problemi già noti coi Dark Souls. I caricamenti sono davvero eterni e il frame rate non è sempre stabile come speravamo. La mole di poligoni ci regala un colpo d’occhio notevole, gli ambienti sono ricchi di dettagli e le texture molto ben curate. Luci ed ombre si fondono perfettamente e l’illuminazione generale risulta davvero molto convincente, così come la pulizia generale e laliasing pressoché assente. Yharnam è una città splendida nei suoi orrori. Le sue architetture, le sue chiese, i suoi palazzi fatiscenti, le creature immonde che la abitano, la rendono bellissima e spaventosa. La chiara scelta stilistica di regalare una luce fredda, La mole di poligoni ci regala un colpo d’occhio come sempre notevole, gli ambienti sono ricchi di dettagli e le texture molto ben definite.che tende all’azzurro e al grigio, rende gli ambienti surreali al punto giusto.

Il comparto sonoro non è da meno. Urla strazianti, tonfi sordi, lunghi silenzi rotti da un rumore improvviso, sono tutte cose che aiutano a rendere il gioco ancora più brutale e spaventoso. Ottimo il doppiaggio italiano, anche se alcune voci non sono molto convincenti. La musica, invece, si muove lieve intorno a noi e sale di volume mentre ci accingiamo ad uno scontro con il Boss di turno. Qualche piccoli problemino ce lo ha riservato la telecamera, non sempre precisa e tempestiva, tanto da farci perdere qualche mossa in combattimento e interrompere così la combo che con tanto amore stavamo portando avanti.

Infine un accenno allI.A. dei nemici qui davvero buona e che ci farà andare incontro a battaglie feroci e per nulla scontate. I nemici più deboli si muovono in gruppi in modo da attaccarci da più parti e difenderci non sarà semplicissimo. Concatenare i nostri attacchi ci permetterà di recuperare un po do energia persa durante gli scontri. Peccato però che alcuni difetti restano come quando i nemici ci attaccano da dietro una porta chiusa o come quando ci troviamo a sferrare un attacco senza che questo vada a segno.

(La Filastrocca che accompagna la recensione è presa dal fumetto intitolato Attraverso lo Secchio della collana Dylan Dog di Tiziano Scavi)


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Commento finale
 

Bloodborne è un gioco che ti penetra nell’anima. Immersivo al massimo ti regala momenti di pura angoscia tanto che più volte sentirai lo stomaco chiudersi nella morsa della paura. Pur distaccandosi dai suoi illustri predecessori ne mantiene intatte le caratteristiche migliori. Yharnam è una città ricostruita splendidamente, bellissima nella sua disperazione, straordinaria nei suoi orrori che ne anima strade e vicoli e luminosa nel suo buio eterno. Un'ambientazione ci regala scorci indimenticabili e sensazioni di terrore puro con cui fare i conti durante tutto il gioco. Il titolo From Software è visionario e folle, senza regole da seguire, con nuovi ritmi e un sistema di classi che concentra tutto sul Cacciatore e sulle sue poche armi a disposizione. Il gameplay rinnovato e più immediato, meno meccanicismi inutili ed una trama appena accennata ci porteranno in un vortice oscuro da cui riusciremo a risalire solo quando compariranno i titoli di coda. O forse neanche allora.

Il Gioco
 
Piattaforma
Sviluppatore

From Software

Publisher

Sony Computer Entertainment Europe

Data di uscita

25/03/2015

Pro

- Atmosfera incredibile e spaventosa
- Yharnam è una città che ti cattura
- Gameplay rinnovato
- Ritmo di gioco più alti
- Chalice Dungeon davvero un'ottima novità

Contro

- Caricamenti esasperanti
- Tecnicamente non proprio perfetto
- Frame rate ballerino

Redazione
Il voto di G969
9.0


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  • Riccardo Franchi

    Ciao Claudia.
    Bella recensione, mala città del gioco non si chiama Yharman, si chiama Yharnam esi ok siamo il Cacciatore, ma potendo scegliere le nostre origini è di fatto come poter scegliere la classe di partenza visto e considerato che cambiano le statistiche del personaggio.
    Infine noto con piacere che è tornato il tuo bel viso come avatar;-) (scusa, non potevo non scriverlo)

  • Max

    Recensione affascinate per un gioco affascinante. E, tralasciando i vari li mortacci mia, devo dire che è una cazzo di esclusiva con i contro coglioni! Snervante per un verginello dei vari souls, ma appagante come pochi!