1 visite 3 commenti

Atelier Ayesha Plus: The Alchemist Of Dusk Recensione

Portatile e perfezionato?

il 22 gennaio 2015 (17:38) di @zart
 


Atelier Ayesha: The Alchemist Of Dusk 
ebbe laccortezza di distanziarsi dalla precedente trilogia di Arland, composta da Atelier Rorona, Totori e Meruru, introducendo una nuova ambientazione dalle tinte sottilmente più seriose e adottando un character design firmato da nientepopodimenoche Hidari, lautore delle illustrazioni del controverso romanzo Sasami-san@Ganbaranai, questultimo probabilmente più conosciuto in occidente per lomonimo adattamento animato curato da Studio Shaft.

Questa riedizione portatile di Ayesha è, come da tradizione della serie, seguita nel titolo dalla parola Plus, che sta a indicare unaggiunta aggiungiamo noi, sacrosanta di contenuti inediti al polpettone già conosciuto su PlayStation 3 nel 2013. A differenza delle riedizioni plus dei capitoli di Atelier pubblicate nelle console prima dellavvento degli store digitali, gran parte dei contenuti addizionali visti in questa riedizione PS Vita sono riconducibili ai tanto odiati DLC pubblicati successivamente al lancio del titolo su home console, ma fortunatamente non stiamo parlando di una mera Game of the Year edition, come molti la definirebbero seguendo le convenzioni videoludiche contemporanee.

Allavventura!

tumblr_m7io7bStqw1r2kfezo1_1280Ayesha è unorfana che vive, sola, nella sua casupola lontana dai centri abitati. La giovane si guadagna i soldi necessari a vivere creando medicine e intrugli che rivende poi a mercanti girovaghi, facendo la fortuna di coloro che la incontrano. La leggiadra protagonista vive tuttavia una situazione luttuosa: la scomparsa della sorella, Nio, letteralmente svanita nel nulla durante la raccolta di alcuni ingredienti necessari alla creazione dei medicinali. Pur essendosi ormai convinta della sua morte, la protagonista non ha mai visto sparire la speranza di riconciliarsi con la sorella, tantè che, proprio nei primi minuti di gioco, viene scossa dallapparizione dellimmagine di Nio proprio sulla sua tomba. Scioccata, ma decisa a far luce sulla faccenda, la ragazza segue il consiglio di un carismatico alchimista che la invita a studiare lalchimia e le proprietà intrinseche dei fiori che coprono la distesa derba presso le rovine in cui ella ha visto apparire lectoplasma del famigliare. Pur partendo da un incipit tutto sommato originale considerando la storia recente della serie, per lo più legata a una narrativa dal taglio slice of life, le tematiche sollevate dallo strato narrativo di Atelier Ayesha ricordano un po quelle conosciute in Atelier Totori, dove lalchimista di turno voleva ritrovare la madre dispersa oltre loceano.

Come sempre, gran parte degli eventi è per lo più legata alle interazioni con i personaggi che compongono il ricco cast di protagonisti, con tanto di scene uniche legate allaffinità maturata con ognuno di loro e plurimi epiloghi dellavventura principale. In tal senso, malgrado Atelier Ayesha denoti una maggiore cura per lambientazione e un feeling avventuroso praticamente inedito per i capitoli della serie su PlayStation 3, la struttura ludica e narrativa del gioco non si discosta troppo dai capitoli della trilogia di Arland. A differenza di Rorona Plus, lultima riedizione degli Atelier arrivata in Europa, Ayesha Plus può vantare un ritmo ludico decisamente meno influenzato e appesantito dai limiti temporali imposti dal calendario di gioco, dove a ogni azione del giocatore corrisponde una frazione di tempo detratta da quello disponibile entro il quale è necessario compiere determinati compiti.


Iscriviti al canale di G969:

Che cosè lalchimia?

Atelier-Ayesha-Plus-Debut-1Un episodio di Atelier fortemente aperto, libero, probabilmente anche per accogliere tutta quellutenza di curiosi che fino allavvento di Ayesha avevano visto nei precedenti capitoli della serie un gameplay irrimediabilmente torchiato dalle incombenze delle quest a tempo (e capirete benissimo a cosa ci riferiamo, se avete giocato al primo Atelier Rorona). Come da tradizione per la serie, il crafting, ossia la creazione di oggetti partendo da materie prime rintracciabili durante le esplorazioni o alla fine dei combattimenti, è un punto focale dellintera produzione, e il titolo non lesina in questo ambito, offrendo tonnellate di documentazione scritta e tutorial obbligatori per far sì che chi gioca possa fare sue le basi dellalchimia e del funzionamento degli approfondimenti che via via vengono introdotti col prosieguo dellavventura.

Il sistema di combattimento è legato ai classici meccanismi degli scontri a turni, con un gruppo di tre personaggi schierabili in battaglia che, a ogni azione portata a termine, vedono riempirsi poco a poco una barra deputata alle azioni speciali. Ogni volta che questa si riempie, i personaggi possono scegliere se accorrere in soccorso dei propri compagni o seguire gli attacchi di uno con potentissimi colpi addizionali. Inoltre, Gust ha inserito una comoda barra sulla destra dello schermo che permette di seguire lavvicendarsi dei turni di nemici e compagni, potendo quindi decidere di dare maggiore priorità agli avversari prossimi allazione. In tal senso, il sistema di combattimento fa un ottimo lavoro nello snellire e rendere veloci gli scontri con i mob rintracciabili durante lesplorazione, al netto di una difficoltà che decolla praticamente solo durante gli sporadici eventi speciali o negli scontri con boss.

Non considerando le aggiunte puramente cosmetiche, fra costumi, accessori e quantaltro, Atelier Ayesha Plus propone una serie di novità che solo in parte arricchiscono realmente lesperienza di gioco. Da una parte troviamo un buon numero di nuovi nemici da affrontare nel post-game (fra cui alcuni provenienti dal seguito di Ayesha, Atelier Escha & Logy), dallaltra, invece, il titolo può vantare una migliore gestione dei membri del party e un nuovo livello di difficoltà che farà la felicità dei fans più hardcore.

tumblr_m21xve26Bo1qajt0io1_500Se da una parte non possiamo che rendere plauso alla splendida direzione artistica curata dal piccolo sviluppatore giapponese e incoronata da una sequenza dapertura in stile anime che lascerà il segno nella storia della serie, ci è difficile poter utilizzare parole altrettanto entusiaste per il comparto poligonale del titolo, che già su PS3 ci aveva lasciato piuttosto interdetti, modelli 3D dei protagonisti a parte. Purtroppo la versione PS Vita di Atelier Ayesha soffre di forti cali di frame rate, riscontrabili soprattutto durante lesplorazione. Dove Rorona Plus, Totori Plus e Meruru Plus non proponevano che piccole stanze tridimensionali esplorabili in pochi secondi, Ayesha Plus tenta di strutturare mappe a più livelli dove i lunghi piani seguiti dalla telecamera semi-fissa stentano a muoversi a causa di un motore grafico incapace di renderizzare la grandezza di alcuni scorci che, in ogni caso, rimangono comunque spogli, è il caso di dirlo. Fortunatamente, gran parte delle cinematiche prevedono location al chiuso e sequenze quasi sempre focalizzate sugli splendidi modelli tridimensionali dei personaggi, e la situazione non è di per sé così tragica, ma è chiaro che il titolo necessitasse di maggiore impegno dal lato tecnico, a differenza dei tre episodi della serie di Arland, dove il lavoro di conversione prevedeva semplicemente un abbassamento della risoluzione di gioco. Commento sonoro, finalmente arricchito dal doppiaggio originale giapponese, e musicale, praticamente ineccepibile, chiudono infiocchettando una produzione che, con qualche ragguaglio tecnico in più, avrebbe potuto competere senza tanti problemi con le produzioni a medio-alto budget di PlayStation 3, come gli ultimi capitoli della serie J-RPG di Bandai Namco, Tales Of.


FacebookRedditPocketPrint


Commento finale
 

Vorremmo poter dire che Atelier Ayesha Plus: The Alchemist Of Dusk rappresenta l'edizione migliore del primo episodio della trilogia di Dusk, e per un certo verso è così, ma le problematiche tecniche che affliggono l'edizione PS Vita ci fanno sorgere qualche dubbio al riguardo. Certo, le aggiunte rispetto all'edizione home console sono e il tutto viene venduto in un comodo pacchetto digitale che è virtualmente possibile portare sempre nelle propria tasca, ma quasi quasi ci verrebbe da auspicare in una futura conversione home console dello stesso per PS3 o PS4.

Il Gioco
 
Piattaforma
Sviluppatore

Gust

Publisher

Koei Tecmo

Data di uscita

14/01/2015

Pro

- Direzione artistica immensa: illustrazioni e commento sonoro semplicemente al top
- La sua apertura ai neofiti lo rende un ottimo capitolo per iniziare a conoscere la serie
- È un netto passo avanti rispetto alla trilogia di Arland
- Tutti i DLC dell'edizione home console e contenuti inediti
- Compatibile con PlayStation TV (ma preparatevi ai compromessi grafici)

Contro

- Conversione pigra e mal ottimizzata dal punto di vista tecnico
- Un J-RPG un po' lontano dallo standard, non per tutti
- Le aggiunte esclusive dell'edizione PLUS sono per lo più accessorie
- Solo in inglese

Redazione
Il voto di G969
7.0


Per maggiori informazioni su questo voto leggi la nostra policy sulle recensioni
  • http://www.lucciolelanterne.eu/ Riccardo M

    Considerato che ho iniziato gli Atelier con Atelier Iris, molto più vicino ai soliti jrpg, la serie di Arland è stata un bello choc, anche se mi è piaciuta spero che questa trilogia sia molto meglio, sotto questo punto di vista.

    • Zarusama

      Direi che è una via di mezzo fra Iris e Totori ;)

      • http://www.lucciolelanterne.eu/ Riccardo M

        Voglio Atelier Iris Plus Collection, così finalmente gioco il terzo della saga. ç_ç