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The Evil Within Impressioni dalla Gamescom 2014 Anteprima

di il 26 agosto 2014 (17:49)
Il gioco
 
Redazione
Aspettativa


 
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A due mesi dallarrivo nei negozi, The Evil Within si è presentato alla Gamescom 2014 di Colonia con la stessa demo già mostrata allultima edizione dellE3 losangelino, stavolta localizzata in italiano. Lultima fatica di Shinji Mikami e del suo studio, Tango Gameworks, ha tutte le intenzioni di riportare in auge il genere del survival horror. Dopo la deriva shooter presa dagli ultimi capitoli di Resident Evil, infatti, gli appassionati chiedono a gran voce un titolo capace di instillare nel giocatore quella genuina sensazione di terrore e angoscia, unesperienza di assoluto terrore che, per ovvi motivi, il papà della celebre saga Capcom potrebbe concretizzare.

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The_Evil_Within_2La demo ha permesso di giocare un avanzato capitolo del gioco, con lobiettivo di esplorare in lungo e in largo la grande magione, che omaggia il primo Resident Evil in maniera piuttosto esplicita, allo scopo di trovare un meccanismo per aprire la grande porta blindata presente nel salone centrale e poter così proseguire nellavventura. La chiave dellenigma risiede in tre diversi cervelli da lobotomizzare, stimolando particolari aree, in altrettanti laboratori. Si tratta di un enigma molto semplice, come la maggior parte di quelli mostrati fino a questo momento, visto che bisogna solamente ascoltare con la dovuta attenzione laudiodiario e utilizzare unapposita illustrazione come riferimento. Al contrario di quanto Bethesda ha voluto lasciare intendere ai giocatori in merito allatmosfera generale di The Evil Within, rilasciando un filmato che ha mostrato le reazioni di diversi utenti, professionisti nella specialità olimpica del salto dalla sedia, la prova sul campo si è rivelata priva di un senso di angoscia e terrore davvero opprimente e, pur riservando qualche sequenza disturbante, non regge il paragone con il senso di tensione di prodotti come Outlast e, più recentemente, PT.

Parte del problema è da ricercare nella presenza di armi in dotazione al protagonista, piuttosto varie, anche se lo stesso non si può dire delle munizioni, decisamente rare e da non sprecare a cuor leggero, cercando lheadshot ogni volta che se ne presenta loccasione, mentre i fiammiferi rappresentano lunico modo per liberarsi in maniera definitiva dei nemici, bruciandoli dopo averli mandati a terra. Va comunque detto che la quantità di munizioni presente nei livelli dipende dal livello di difficoltà scelto e che, se in modalità difficile una delle poche soluzioni valide è quella di affidarsi alle proprie gambe, evitando per quanto possibile lo scontro diretto, lesperienza si rivela più permissiva, se settata a facile, anche se i caricatori difficilmente saranno sempre pieni. Il discorso è analogo anche per quanto riguarda la gestione della salute, che una volta lontani dai nemici si ripristinerà solamente in maniera ridotta, lasciando il grosso della cura alla raccolta e allutilizzo dei kit medici, anche questi presenti in scorte limitate. Non mancano ovviamente sessioni stealth, in cui ogni passo dovrà essere ben ponderato, facendo inoltre attenzione alla luce della lanterna, che da un lato si rivela essere utile per farsi strada in zone buie e prive di illuminazione e dallaltro potrebbe consentire ai nemici di individuare la nostra posizione con maggiore facilità.

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Unaltra caratteristica di The Evil Within, vista dagli sviluppatori come uno stimolo per il giocatore, è lelevato livello di difficoltà. Nel survival horror pensato da Tango Gameworks si muore e anche spesso, sia nelle fasi di combattimento sia in quelle di esplorazione. La possibilità di avanzare in alcuni scenari passa per il corretto studio dellambiente nel corso di più tentativi, con una formula trial and error che potrebbe scoraggiare i meno pazienti. Una morte alla volte, lutente acquisterà sempre maggiore consapevolezza sulle corrette azioni da compiere, così come sulla posizione dei nemici e delle trappole presenti nelle varie ambientazioni. Uno degli aspetti positivi della produzione è la libertà di esplorare la magione, scegliendo quali stanze perlustare e in che ordine, mentre dal punto di vista grafico va sottolineato che il titolo risente della produzione cross-gen, con un apprezzabile filtro da pellicola cinematografica che lascia pensare a un compromesso orchestrato ad arte per nascondere texture che di next-gen hanno davvero molto poco.

Latmosfera, fin dalla presentazione del progetto, sembra esserci davvero tutta, anche se le precedenti prove sul campo hanno evidenziato alcuni problemi per quanto riguarda le sessioni action, che sottolineano limportanza rivestita dalle bocche da fuoco in alcuni punti, oltre a scene troppo scriptate che limitano le azioni del giocatore, costringendolo a seguire un copione già scritto, riprovando più e più volte la stessa sezione. Le situazioni al cardiopalma, infatti, hanno messo in luce una scelta di game design piuttosto infelice, che ci auguriamo riesca a trovare il giusto bilanciamento da qui alla versione finale, che si renderà disponibile a partire dal prossimo 14 ottobre nelle versioni PC, PS4, Xbox One, Xbox 360 e PlayStation 3.

Primo impatto
 

A fronte di tutte le prove effettuate fino a questo momento, appare evidente che The Evil Within potrebbe pagare il peso del troppo hype montato tra gli utenti subito dopo l'annuncio ufficiale del nuovo survival horror di Shinji Mikami. C'è infatti la concreta possibilità che, anche ritrovandosi davanti ad un titolo di buona fattura, questo non rappresenti l'angosciante esperienza descritta da Tango Gameworks e Bethesda. In un panorama spoglio e apparentemente senza concorrenza, vale la pena attendere The Evil Within con la dovuta ansia, soprattutto considerando che per l'unico prodotto del genere in grado di far sognare gli affamati di terrore, quel Silent Hills firmato Hideo Kojima e Guillermo Del Toro, c'è da attendere fino al 2016.

Aspetti positivi

I momenti disturbanti non mancano;
Mikami potrebbe aver preferito conservare le parti migliori per il prodotto finito;

Dubbi e perplessità

Il comparto grafico non è il suo punto di forza;
Potrebbe non essere quell'angosciante horror psicologico che molti si aspettano;