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The Evil Within Anteprima

Abbiamo visto l'orrore... e non è così cattivo come lo si potrebbe immaginare

di il 5 maggio 2014 (15:00)
Il gioco
 
Redazione
Aspettativa


 
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La nuova creatura di Shinji Mikami e del suo studio Tango Gameworks è di quelle attese con la dovuta ansia da tutti gli amanti dei survival horror, che vedono in The Evil Within il messia capace di riportare agli antichi splendori un genere che nel corso degli ultimi anni ha subito modifiche che ne hanno snaturato lanima. Quando Resident Evil è diventato uno shooter con meccaniche di gioco non troppo diverse da un qualsiasi Gears of War e Silent Hill ha irrimediabilmente perso lappeal dei primi capitoli, i giocatori sentono infatti il bisogno di mettere le mani su un prodotto capace di farli tornare a balzare dalla sedia. Fin dal suo annuncio, Bethesda ha continuato a rilasciare brevi trailer, video gameplay e screenshot allo scopo di aumentare sensibilmente lhype ad ogni contenuto inedito, promettendo al contempo unesperienza videoludica intensa e capace di lasciare il segno. Il recente PAX East di Boston ha visto la proiezione di un nuovo filmato che ha presentato due ambientazioni finora solo intraviste e alcuni aspetti inediti relativi alle meccaniche di gioco, permettendo di carpire elementi finora tenuti ben nascosti nelloscurità.

the-evil-within (4)Nonostante il trailer iniziale rilasciato in occasione della presentazione ufficiale e i vari video successivi, quanto visto in occasione del PAX East ha mostrato aspetti di The Evil Within dalla natura ben differente rispetto a quella dellhorror fortemente psicologico e disturbante che sarebbe lecito aspettarsi. La demo ha infatti presentato due aree soltanto intraviste nel materiale mostrato fino a questo momento, ovvero un paesaggio urbano e qualcosa di simile al seminterrato di un edificio in disuso come potrebbe essere il manicomio/ospedale/mattatoio che ha fatto da sfondo al brusco risveglio di Sebastian Castellanos, il protagonista dellavventura. Lultimo gameplay rilasciato vedeva infatti il Nostro sfuggire da un losco e deforme figuro armato di motosega, dirigersi verso luscita del fatiscente edificio e aprire la porta principale per ritrovarsi davanti un panorama desolato e distrutto. E proprio da questo punto che sembra avere inizio la demo, con il giocatore che si rende conto che in pochissimo tempo qualcosa è profondamente cambiato. La città che si staglia sotto i suoi occhi è infatti letteralmente a pezzi, con strade che sembrano essere il risultato di un terremoto di inenarrabile intensità, auto ribaltate, nessun essere umano in vista e, come se non bastasse, quello che sembra un pozzo infernale nato dai vari dislivelli del terreno. Una simile ambientazione è di fatto una rappresentazione visiva del male e delloscurità, con forze oscure che trasformano e corrodono tutto quello che toccano. Castellanos si muove attraverso quel che resta di quella che solamente poco tempo prima doveva essere una città popolata e vivace, quasi incurante del pericolo che in The Evil Within è sempre presente e, soprattutto, proveniente davvero da ogni direzione. Nella circostanza, poco dopo linizio del suo pellegrinaggio, il Nostro viene attaccato da alcuni zombie in quella che è una delle poche sequenze di combattimento mostrate fino a questo momento. Un paio di colpi sono sufficienti per rendere storia i malcapitati, e il protagonista ha la possibilità di dare fuoco ai corpi senza vita dei nemici, forse per evitare che questi tornino nuovamente a intralciare il suo cammino. Purtroppo non è stato mostrato cosa succede se non si riesce a cremare un avversario a terra, ma limpressione è che si tratti di una pratica necessaria per garantirsi una discreta dose di tranquillità.

Il resto della demo, come accennato in precedenza, ha avuto luogo in uno spazio chiuso e in netta contrapposizione rispetto a quello visto in precedenza. La sezione ha permesso di dare un primo sguardo a quelle che saranno le fasi di esplorazione e risoluzione di puzzle, piuttosto semplici e banali, proposte dal titolo firmato Tango Gameworks, che allo stadio attuale rappresentano il piatto forte della produzione. Si avanza con circospezione tra gli ambienti bui e fatiscenti, con una sensazione di disagio e oppressi da un terrore ancora sconosciuto, anche se per poco. Un forte rumore non preannuncia niente di buono per il buon Sebastian, ed ecco apparire alle sue spalle labominio meglio conosciuto come Box Head, dalle intenzioni non certo amichevoli. In questa situazione latmosfera cambia radicalmente, e listinto di sopravvivenza spinge a correre in direzione del primo nascondiglio utile. Schivare i colpi del nerboruto avversario diventa un obbligo, e sparargli in corpo qualche pallettone serve solo a fermarlo per un po di tempo, rappresentando una soluzione utile ma non certo definitiva. Box Head sembra furbo quanto basta per mettere in difficoltà il giocatore, chiamato a prendere fiato a piccole boccate per poi riprendere lo scontro contro quella che sembra essere una presenza piuttosto fissa, allo stesso modo in cui accadeva con il maniaco armato di motosega della prima versione dimostrativa rilasciata dal team di sviluppo. La sensazione di ritrovarsi tra minacce costanti, pronte a balzare fuori dalloscurità in qualsiasi momento è forte, e ciò influisce in maniera sicuramente positiva sulle emozioni dellutente.

Nascondersi, scappare il più lontano possibile o far cantare le armi. Queste sono le uniche opzioni a disposizione per far fronte a qualsiasi tipo di imprevisto, opzioni che lasciano trasparire la scarsa interazione con lambiente circostante, armadietti e un paio di trappole a parte. A questo proposito precisiamo che gli elementi di gioco rivelati sono ancora pochi, e ammettiamo che nella versione finale ci piacerebbe poter utilizzare elementi dello scenario a nostro vantaggio.

Uno degli aspetti meno convincenti della demo, che non ha mancato di preoccupare la nostra fame di puro terrore, è la presenza di molte e piuttosto potenti armi in dotazione al protagonista, come un fucile a canne mozze, una speciale balestra con dardi che congelano e provocano unesplosione negli obiettivi che raggiungono, una pistola e un fucile da cecchino (!). La consapevolezza di poter contare su sputafuoco capaci di fare piazza pulita di qualsiasi minaccia di certo non contribuisce a procedere con la dovuta tensione. Questo particolare aspetto si accompagna alla caratterizzazione del protagonista, che sembra essere vuoto e privo di qualsiasi emozione. Castellanos pare infatti abituarsi fin troppo presto agli orrori che lo circondano, e con lui il giocatore, che di certo non può provare empatia per un contenitore privo di comportamenti umani e per questo ben poco credibile.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, la natura cross-gen sembra farsi sentire più del dovuto, con una grafica che si presenta molto grezza, anche se i particolari filtri utilizzati le permettono di essere funzionale e adatta alla atmosfere disturbanti proposte dal titolo Tango Gameworks. Oltre che per PC, PlayStation 4 e Xbox One, infatti, The Evil Within è previsto anche per PS3 e Xbox 360, scelta che porta a non aspettarsi chissà quale balzo in avanti dal punto di vista tecnologico. Nel momento in cui scriviamo la società non ha rivelato nulla in merito, ma ci aspettiamo che le versioni next-gen presentino una risoluzione maggiore e texture più definite e curate rispetto alle controparti old-gen, piuttosto arretrate su alcuni elementi secondari.

Dopo questo nuovo appuntamento, The Evil Within ha in parte smorzato le attese iniziali per via di alcune stonature in termini di gameplay, portandoci ad aspettarci qualcosa di sensibilmente differente rispetto a ciò che è stato lasciato intendere. Troppe armi, un protagonista decisamente apatico, un comparto tecnico a cavallo fra le due generazioni e tante forzature in termini di eventi scriptati, uno degli aspetti che più temevamo. Laltra faccia della medaglia è però ben rappresentata da un prodotto capace di amalgamare al meglio varie sequenze, ovvero quando sarà praticamente obbligatorio giocare a nascondino e lottare per la propria sopravvivenza seguendo un modus operandi piuttosto stealth e altre situazione che, per forza di cose, dovranno essere affrontate impugnando le armi. Le sputafuoco non mancano, certo, ma limpressione è che, in precisi punti, larsenale del protagonista si rivelerà del tutto inutile e toccherà fare affidamento solamente sulle proprie gambe e scappare il più lontano possibile. In questo senso, il progetto non tradisce lhype maturato fino ad ora, anche se aspettiamo di provare con mano una versione dimostrativa quanto prima.

Primo impatto
 

Nonostante le sezioni armi alla mano non siano particolarmente esaltanti per quello che, almeno teoricamente, dovrebbe riportare in auge il genere survival horror, The Evil Within resta l'unica speranza per gli appassionati in un panorama decisamente desolato, privo di titoli di spessore e, soprattutto, di produzioni capaci di farci tornare a balzare dalla sedia. Quanto fatto intravedere da Shinji Mikami e i suoi ragazzi di Tango Gameworks è promettente, e la decisione di mettere a stretto contatto il terrore psicologico tipico di Silent Hill con le meccaniche dei primi Resident Evil sembra essere quella giusta per donare ai giocatori un'esperienza meritevole di essere vissuta. Attendiamo trepidanti l'E3 losangelino, il giusto palcoscenico per testare una versione dimostrativa che ci permetta di saggiare pad alla mano i punti scricchiolanti del titolo, come uno scripting troppo invasivo e prevedibile in più di un'occasione.

Aspetti positivi

Il survival horror potrebbe avere un nuovo inizio
Ottima atmosfera e varietà di ambientazioni

Dubbi e perplessità

Bilanciamento ancora da verificare
Comparto tecnico di chiara matrice cross-gen
Sessioni di gioco troppo scriptate