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Project Aura Anteprima

Un futuro ecosostenibile da giocare

il 9 gennaio 2015 (12:00) di
Il gioco
 
Piattaforma
Redazione
Aspettativa


 

I videogiochi sono un eccezionale strumento di apprendimento, un mezzo assai efficace per diffondere la cultura e la conoscenza: di questo (ovviamente, ndr) se ne sono accorti tutti solamente da pochi anni, mentre prima si passava il tempo a demonizzare i videogiochi come strumento che rimbambisce il cervello o, ancor peggio, additandoli come pericolosi strumenti in grado di spingere i giovani alla violenza. Un genere che ha contribuito di certo allo sviluppo di unimmagine molto più positiva ed educativa dei videogiochi è certamente quello dei city-builder, in passato legato allo storico marchio Sierra Entertainment e alla celebre serie di giochi che ricreavano in chiave gestionale gli imperi e le grandi civiltà del passato. Dal passato ora ci proiettiamo nel futuro, perché è lì che si svolge una vicenda concepita dai ragazzi di Pixel Quality Games, unidea nata nel 2010 e piena di immaginazione per unumanità che si accorge pian piano di non poter governare la forza più dirompente di tutte: la natura; a questo proposito il team di sviluppo si è anche lanciato nella lodevole iniziativa di devolvere il 2% dei proventi derivati dal gioco a progetti per lecosostenibilità (trovate qui il loro eco-profilo). Vediamo cosa ci aspetta nel futuro dellumanità, mentre gestiremo una città iper-tecnologica in Project Aura.

IL GRANDE MARE

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Alla fine del 21° secolo lumanità si rese conto che la sua sopravvivenza era in pericolo, minacciata dagli errori che essa stessa aveva commesso e che avevano gravemente compromesso il delicato equilibrio naturale del pianeta Terra: la situazione diventò irreparabile e lunica via di scampo si rivelarono dei rifugi sicuri, protetti dai raggi ultravioletti ormai mortali per mezzo di cupole di energia, un luogo dove alloggiare nel tentativo di creare un futuro ecologico e sostenibile per tutti gli esseri umani, sperando che il Pianeta ferito riuscisse a curarsi con il passare del tempo. Le città sorgono ora in mare aperto, con i continenti presumibilmente inondati e ricoperti da centinaia di metri di acqua salmastra (ah Waterworld, ndr), non cè altra soluzione, a quanto pare ma noi non saremo chiamati a ripristinare lecosistema, bensì a gestire la città e le vite dei suoi abitanti utilizzando unavanzatissima tecnologia unita a una mentalità responsabile. Il gioco si presenta con la classica visuale dallalto che potremo ruotare a piacimento utilizzando il mouse e i suoi due tasti, mentre la rotella si occuperà dello zoom: salta subito allocchio lottimo lavoro svolto dal team di sviluppo per quanto riguarda laspetto estetico, curatissimo e molto piacevole a vedersi, arricchito da texture ben definite e da un effetto dellacqua di mare molto realistico.

Il motore grafico si comporta bene anche a livelli di dettaglio massimizzati, nonostante qualche rallentamento si verifichi anche con schede video abbastanza recenti a causa del gran numero di effetti presenti sullo schermo per dare il maggior senso di realismo possibile. Il comparto sonoro attualmente include rilassanti motivi onirici molto futuristici, coronati adeguatamente da effetti sonori che aggiungeranno un piacevole effetto computerizzato a ogni nostra interazione con i comandi di gioco. La versione disponibile in questo momento su Steam non presenta particolari bug grafici da segnalare, il che denota una lodevole attenzione da parte degli sviluppatori nel presentare un prodotto a un buon livello di completamento.

TECNOLOGIA SOSTENIBILE

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Il fulcro del gioco, come descritto dallambientazione, è la morale ambientalista e assolutamente condivisibile della tecnologia che dovrà necessariamente andare a braccetto con la natura, prima o poi: i nostri cittadini attendono di essere risvegliati dal lungo sonno criogenico che li ha preservati al sicuro dai mutamenti climatici e, una volta scongelati, potranno entrare a far parte della cittadinanza attiva. A differenza di altri titoli simili dove troviamo schiere di anonimi cittadini, in Project Aura dovremo gestire personalmente ogni abitante e collocarlo in base alle sue specifiche competenze: ogni edificio necessita di manodopera qualificata, e  tramite un apposito menù creeremo la gerarchia interna di ogni attività, ad esempio quella della maturazione delle alghe e della loro trasformazione in cibo. Gli edifici vengono piazzati sulle piattaforme della città e potremo creare template personalizzati: necessiteremo ovviamente dei più svariati materiali per la costruzione e il mantenimento delle strutture, acquistabili presso le corporazioni nella sezione Mercato oppure prodotti internamente.

A quanto risulta dai progetti in lavorazione, in futuro, oltre allo sviluppo cittadino, sarà anche disponibile la possibilità di esplorare i territori esterni alla cupola protettiva: una variante molto interessante che potrebbe certamente influire positivamente sul gameplay. Le caratteristiche principali della gestione cittadina in Project Aura rimangono comunque lestrema complessità e il gran numero di variabili presenti: un gioco difficile da padroneggiare anche per i veterani del genere potrebbe avere qualche difficoltà a farsi apprezzare, ma lalta qualità del prodotto che sta lentamente uscendo dagli studi di Pixel Quality Games lascia ben sperare.


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Primo impatto
 

Project Aura si presenta a noi in una versione Early Access estremamente interessante, forse un vero e proprio capolavoro annunciato del genere strategico/city builder: curato sotto ogni aspetto, dall'estetica al gameplay, il gioco è complesso e divertente. Forse non tutti potranno apprezzare la difficoltà di gestione della colonia che saremo chiamati a governare, ma questo genere videoludico fa della complessità la sua chiave di volta e, se anche le features annunciate come l'esplorazione al di fuori della cupola di sicurezza avranno impatti positivi sul gameplay, potremo trovarci di fronte ad un gioco di altissima qualità. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi!

Aspetti positivi

- Esteticamente bellissimo
- Un grande ritorno del genere gestionale
- Complesso, pieno di variabili..

Dubbi e perplessità

- ..forse per alcuni fin troppo