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Games on the Road Disgaea 4 Rubrica

il 31 maggio 2015 (16:02) di
 

Bentornati nel consueto appuntamento domenicale con Games on the road, una serie di consigli per gli acquisti per tutti i giocatori che, come il sottoscritto e lintera redazione di Games969, adorano videogiocare in movimento, che sia in tram, durante un viaggio in treno, in metropolitana o in fila allo sportello di un qualche ufficio. Alternando le due console portatili che si spartiscono il mercato, ovvero Nintendo 3DS e Sony PSVita, vi proporrò una veloce analisi di titoli dimenticati troppo in fretta, sottovalutati, o semplicemente usciti dai radar, che oggi, a distanza di qualche tempo, meritano un po dei vostri soldi e del vostro tempo. Lalternanza tipica di questa rubrica ci porterà oggi a parlare di un prodotto per la console portatile Sony, una conversione diretta da Playstation 3 arricchita da qualche extra: Disgaea 4 è il secondo capitolo a giungere sulla piccola di casa Sony, per la gioia degli appassionati di SRPG.

disgaea 4

e quattro!

Chiunque si vanti di essere un appassionato/esperto di giochi di ruolo di stampo strategico sarà familiare con la serie creata da NIS, che, negli anni, ha avuto il merito di riportare in voga un genere da sempre di nicchia, ma che, nondimeno, può contare su una fanbase appassionata e tremendamente affezionata. Sin dal primo episodio, il franchise Disgaea si è distinto per una narrativa completamente fuori di testa, permeata da uno humour graffiante ed autoreferenziale, e meccaniche estremamente stratificate e complesse, che lasciavano poco spazio allimprovvisazione e ad un approccio leggero alle battaglie.

Centinaia di livelli da affrontare, personalizzazione praticamente infinita del personaggio, un Item World dentro ogni oggetto, con decine di stage casuali da affrontare, e un livello di difficoltà tuttaltro che accondiscendente: con queste caratteristiche, la serie Disgaea si è fatta largo nel mercato e nel cuore degli appassionati, fino a diventare una saga di cui qualche settimana fa è stato annunciato un quinto episodio. Il quarto, quello di cui parleremo oggi, vede come protagonisti lex signore degli inferi, Valvatorez, e uno dei suoi asserviti scagnozzi, il prinny Fenrich. Senza svelare nulla del plot, condito dalla solita dose di non-sense, basti sapere che, rispetto alle due precedenti uscite, la serie sembra fare un passo avanti a livello narrativo, con un cast di personaggi secondari meglio amalgamato e un intreccio che si rivela interessante fino alle ultime battute: permangono purtroppo problemi legati alla quantità di dialoghi, davvero estenuante, soprattutto su un device portatile come PSVita.

disgaea 4

Ritorno al passato

Soffermandosi sul gameplay, ci si accorge di quanto poco la software house nipponica abbia deciso di rischiare in questa quarta iterazione, e, visto il successo dei precedenti capitoli, da un lato si fatica a darle torto: tutte le dinamiche di gioco sono al loro posto, esattamente dove le avevamo lasciate alla fine del terzo capitolo, con pregi e difetti immutati.

Il giocatore muove le sue pedine su una griglia con visuale isometrica, ha a sua disposizione un numero sconfinato di attacchi e di armi diverse tra cui scegliere, e di mappa in mappa, dovrà allestire una strategia vincente, spesso ben lontana dal semplice attacco frontale alla garibaldina. I nemici sono dotati di una buona intelligenza artificiale e sono in genere in soverchiante superiorità numerica, ma, potenziando adeguatamente le proprie truppe, questo non dovrebbe rappresentare un problema: lo sono, piuttosto, alcuni difettucci che la serie si porta dietro da diversi anni, su tutti leccessivo peso del fattore aleatorio durante certi scontri. Se molto di ciò che accade a schermo è diretta emanazione delle decisioni prese dal giocatore, ci sono diversi elementi su cui questultimo ha un controllo limitato o del tutto assente: dopo quattro episodi, ad esempio, non sono riuscito a capire da cosa dipenda il numero di contrattacchi che vengono effettuati, tanto dal nemico quanto dalle unità dellutente, che varia da zero a tre (e oltre) senza una logica ben precisa. Discorso analogo per i drop nemici, che non sembrano direttamente collegati alla forza dellavversario abbattuto: è capitato più volte di rimanere delusi dopo una sfida particolarmente impegnativa, o di essere omaggiati di pezzi di grande potenza dopo scontri di routine.

Cionondimeno, la bontà del gameplay è innegabile: il Cheat Shop permette di modificare praticamente qualsiasi parametro del gioco, rendendolo adatto a diverse platee, e alcune della mappe richiedono una pianificazione certosina, dato che includono fasi in cui lanciare i propri commilitoni per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili e pannelli che alterano sensibilmente lo scorrere della battaglia per quanti ci sosteranno. Anche su PlaystationVita, quindi, Disgaea 4 è un pozzo senza fondo per quanti intendano perdersi nel suo mondo di statistiche e grinding infinito.

disgaea 4

Altri cinque minuti e poi smetto

La capacità di indurre dipendenza, insomma, non è in discussione, quanto piuttosto il riciclo di meccaniche e di asset grafico/sonori dai capitoli visti in precedenza: il porting per la console portatile di casa Sony è sì impreziosito dallaggiunta del DLC “Desco and Fuuka Show”, che aggiunge ore di gioco ad un monte già elevatissimo, e dal contenuto esclusivo Nagri Clockwork Time Leap, ma ricicla linterezza del comparto tecnico dalla versione PS3, che a sua volta non era già un miracolo di tecnica.Certamente il vibrante character design e labbondanza di colori a schermo aiutano a mitigare la cosa, ma Disgaea 4, a livello visivo, proprio non stupisce.

A memoria, nessuno dei titoli appartenenti a questo particolare sottogenere ha mai brillato di luce propria in quanto a realizzazione tecnica, ma le vette toccate dai lavori Square Enix con Final Fantasy Tactics e Tactics Ogre Let us cling together (peraltro entrambi scaricabili su PSVita dallo store Sony) rimangono molto lontane, e questo discorso si estende anche ad elementi come la trama e la profondità del gameplay. Nella vita, però, non serve essere i migliori sempre e in tutto, e lultima fatica NIS, pur non primeggiando, diverte ed intrattiene per decine di ore.


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Concludendo...

Personalmente, ho investito oltre sessanta ore nella versione portatile di Disgaea 4, il che la dice lunga sul mio coinvolgimento e sulla longevità complessiva. Queste lunghe sessioni non mi hanno impedito di sottolinearne anche i difetti, ma non detraggono troppo divertimento da una formula solida, oliata e molto profonda, cui, comunque, non farebbe male una svecchiata in occasione del venturo quinto episodio, che speriamo di veder giungere anche su piattaforma portatile.


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