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E una questione di cuore per Tales of Hearts R PSVita Rubrica

Games on the Road

il 17 maggio 2015 (21:09) di
 

Dodicesimo appuntamento per Games on the road, una serie di consigli per gli acquisti per tutti i giocatori che, come il sottoscritto e lintera redazione di Games969, adorano videogiocare in movimento, che sia in tram, durante un viaggio in treno, in metropolitana o in fila allo sportello di un qualche ufficio.

Alternando le due console portatili che si spartiscono il mercato, ovvero Nintendo 3DS e Sony PSVita, vi proporrò una veloce analisi di titoli dimenticati troppo in fretta, sottovalutati, o semplicemente usciti dai radar, che oggi, a distanza di qualche tempo, meritano un po dei vostri soldi e del vostro tempo.

Nonostante non abbia eguagliato il numero e la qualità dei JRPG presenti nel catalogo di PlaystationPortable, anche PSVita può vantare un buon ammontare di giochi di ruolo di stampo orientale degni di nota, e tra questi merita una menzione donore Tales of Hearts R.

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Questioni di famiglia

Tales of Hearts R è una versione potenziata dellepisodio omonimo (meno la “R” del titolo) uscito nel 2008 per Nintendo DS, che, sfortunatamente, non varcò mai i confini della terra del Sol Levante, costringendo gli appassionati della saga a reperire copie di importazione e destreggiarsi tra kanji e katakana.

PlaystationVita beneficia così dellunica versione occidentale, affidata al team 7th Chord, che accoppia alla traccia audio originale giapponese dei sottotitoli italiani molto curati, che permettono così di godere a pieno della trama sottesa agli eventi narrati.

Questi prendono piede a partire dalla rocambolesca fuga di due fratelli, Hisui e Kohaku, da una strega incappucciata che non sembra avere intenzioni gentili: linseguimento terminerà su un dirupo a strapiombo sul mare, con Kohaku svenuta sulla spiaggia sottostante.

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Kor, ragazzo di paese, discendente di una famosa dinastia di somatici (umani che padroneggiano la loro energia spiritica e la piegano alla propria volontà), ritrova la bella ragazza sullarenile e, nel tentativo di rianimarla, guadagna un bel destro in pieno viso.

I momenti successivi porteranno alla riunificazione dei due fratelli, ma anche, purtroppo, al sopraggiungere di Incarose, lassalitrice della sequenza iniziale, che scatenerà la sua ira contro i fratelli Hearts e il povero Kor, immischiatosi, suo malgrado, in un bellintrigo, che costerà la vita al suo povero nonno, Sydan.

Come spesso accade per i JRPG, più che lintreccio in sé, che verte su qualche cliché di troppo, a tenere alta lattenzione del giocatore sono le spassosissime sequenze di dialogo, i siparietti tra i personaggi del party e le relazioni che questi intessono tra loro durante il lungo viaggio che li porterà ai titoli di coda.

Rimodernare un classico

Il lavoro fatto sulla versione originale è andato in due direzioni: mantenere quanto di buono cera nella release originaria ma anche ammodernare alcuni aspetti del gameplay, che, su DS, era ancorato ai primi episodi del franchise.

Per questo, si è scelto di fare un passo avanti, a livello di combat system, e uno indietro, nella scelta di non intervenire sulla presenza dei combattimenti casuali, spariti dalla stragrande maggioranza dei titoli di questo genere e non solo dalla saga dei Tales of.

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Se sulla console a due schermi di Nintendo il sistema di combattimento era in due dimensioni, su un piano orizzontale, proprio come le prime uscite del franchise, questa versione per la macchina Sony beneficia di una dimensione in più, con i combattimenti che si avvicinano molto a quelli visti negli ultimi episodi della serie, dallottimo Vesperia visto su Xbox 360 fino ai due Xillia usciti su PS3.

Il movimento tridimensionale aggiunge spessore agli scontri e modernizza radicalmente il gameplay, accentuando le dinamiche simil-picchiaduro che hanno caratterizzato levoluzione del brand e avvicinato moltissimi fan, spaventati dalla turnazione tipica del battle system dei giochi di ruolo più classici.

Lanalogico di PSVita e i tasti frontali restituiscono un controllo totale sul proprio eroe, da scegliere allinterno di un party di quattro, e, passate le prime ore di gioco, attaccare a testa bassa non sempre sortirà gli effetti sperati: un uso sapiente del tasto parata (di default assegnato al quadrato) e di un balzo allindietro per uscire dal range di attacco dei nemici divengono inseparabili compagni davventura, soprattutto in occasione delle sfide ai boss, grossi ed aggressivi.

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In virtù di queste modifiche, Tales of Hearts R si gioca quasi come gli episodi usciti sulle console casalinghe, e questo la dice lunga sulla qualità complessiva del lavoro svolto da 7th Chord, che riesce e a proporre unesperienza senza troppi compromessi su una console portatile.

Il lavoro sarebbe stato completo se si fosse scelto di eliminare i combattimenti casuali, mantenuti dalluscita di sette anni fa, che si rivelano una scelta di game design abbastanza anacronistica, soprattutto alla luce del ritorno di una mappa navigabile, e fosse stata data la possibilità di salvare in ogni momento, invece che in punti prefissati (comunque abbondanti).

Questi inciampi non minano comunque la godibilità del prodotto, che riesce a regalare una buona cinquantina di ore di intrattenimento.

Maquillage

Il versante tecnico non è sfuggito allopera di ristrutturazione compiuta dal team occupatosi di questa versione, e anche qui, nonostante qualche ingenuità, il lavoro svolto è degno di nota: il conteggio poligonale diventa consono ad una macchina sì portatile ma molto performante come PlaystationVita, i colori vividi e brillanti traggono giovamento dallo schermo OLED e le texture perdono  gli spigoli e gli angoli retti che caratterizzavano luscita originaria.

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Cionondimeno, lo stacco tra i filmati originali e quelli realizzati in post produzione è evidente, e leccessiva compressione di alcune scene ne limita lappeal per il pubblico; laspetto generale, insomma, seppure di una spanna superiore a quanto visto nel 2008, non sempre si rivela in linea con le migliori produzioni ammirate sullhardware ospite.

La qualità del doppiaggio originale, buone musiche di accompagnamento e una durata tuttaltro che trascurabile contribuiscono a controbilanciare gli aspetti meno riusciti, consegnando ai posteri un titolo meritevole e divertente.


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Concludendo...

Tales of Hearts R è un degno esponente di una delle saghe più amate e meglio realizzate nella recente storia dei giochi di ruolo di matrice giapponese: il sistema di combattimento è stato tirato a lucido, avvicinandolo a quello apprezzato negli ultimi capitoli, il comparto tecnico è migliorato, sebbene non raggiunga livelli deccellenza, e tutto ciò che di buono cera sette anni or sono trova posto nella cartuccia di gioco. Da giocare nonostante lenigmatica presenza dei combattimenti casuali.


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