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Games on the Road Non dimenticatevi di Ys: Memories of Celceta.

il 19 aprile 2015 (10:24) di
 

Con vostro (e nostro) sommo gaudio, eccoci giunti allottavo appuntamento con Games on the Road, una serie di consigli per gli acquisti per tutti i giocatori che, come il sottoscritto e lintera redazione di Games969, adorano videogiocare in movimento, che sia in tram, durante un viaggio in treno, in metropolitana o in fila allo sportello di un qualche ufficio.

Alternando le due console portatili che si spartiscono il mercato, ovvero Nintendo 3DS e Sony PSVita, vi proporrò una veloce analisi di titoli dimenticati troppo in fretta, sottovalutati, o semplicemente usciti dai radar, che oggi, a distanza di qualche tempo, meritano un po dei vostri soldi e del vostro tempo.

Oggi scaviamo nel ricco archivio di giochi di ruolo giapponesi per PlaystationVita per andare a ripescare un titolo uscito solamente un anno fa, ma già (colpevolmente) dimenticato da molti, che invece sa offrire ore di divertimento: Ys: Memories of Celceta.

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Amnesia canaglia

Tra le più longeve saghe videoludiche di sempre, quella di Ys poggia su alcuni pilastri ben definiti, attorno ai quali vengono costruiti, di volta in volta, giochi di ruolo giapponesi fortemente incentrati sullazione e lesplorazione, spesso molto uguali a loro stessi ma talmente intervallati nel tempo da non risultare mai banali.

Le fondamenta sono rappresentate dalla presenza di Adol Christin, avventuriero pel di carota che ha perso la memoria molte più volte di quante la Juventus abbia vinto uno scudetto, di un mondo in pericolo, di un combat system adrenalinico ed immediato, con il controllo diretto del nostro party di avventurieri, e di un grande peso dellesplorazione allinterno delle dinamiche di gioco e Memories of Celceta non si sottrae a nessuno di questi tropi, proponendosi come un capitolo estremamente tradizionale ma non per questo meno coinvolgente.

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Lincipit narrativo vede, ancora una volta, il nostro protagonista privo di memoria, stremato, che arranca fino alla piazza centrale di un villaggio, prima di stramazzare e perdere i sensi: al risveglio, il rassicurante volto di Duren, spalla presente nella stragrande maggioranza dei titoli della serie, accoglie e rassicura Adol, che comunque parte, arma in spalla, alla ricerca di risposte alle sue innumerevoli domande, per un viaggio lungo e periglioso.

I luoghi comuni da JRPG ci sono tutti, e il titolo, che ricalca larco narrativo e le vicende del quarto episodio della serie regolare, non brilla né per complessità dellintreccio né per dialoghi particolarmente pregnanti, affidando più che altro al gusto della scoperta e al battle system lonere di intrattenere i giocatori.

Non aspettatevi quindi NPC interessanti e sottotrame stuzzicanti, perché nellultima fatica Falcom non le troverete: la buona notizia è che, non avendo alcun legame diretto con i titoli precedenti, Memories of Celceta può essere goduto appieno anche da chi non conosce affatto la serie.

Azione!

Quando si tratta di menare le mani, Memories of Celceta ripropone le meccaniche che hanno reso famosa la saga, con combattimenti in tempo reale che puntano molto sulla reattività e la velocità desecuzione, piuttosto che sulla capacità di infliggere danni ingenti.

Il giocatore ha il controllo diretto sul party, composto da tre personaggi, ognuno con le sue caratteristiche peculiari: con un tasto si può passare al volo da un personaggio allaltro, sfruttandone gli attacchi speciali e le diverse caratteristiche, a seconda dei mostri che ci si trova dinanzi: alcuni sono totalmente immuni a determinati tipi di attacchi, e richiedono quindi di controllare un dato personaggio per infliggere danni, mentre altri attaccheranno furiosamente, favorendo ladozione di tattiche difensive ed evasive prima ancora che offensive.

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I pattern dattacco dei nemici, e degli enormi boss in particolare, sono sempre variegati e letali, tanto da costringere il giocatore a fare un buon uso della schivata (che se ritardata garantisce una breve finestra in cui i danni inflitti aumentano) e a prediligere una build rapida e maneggevole a personaggi grossi e lenti (ruolo già ricoperto da Duren, peraltro).

Affrontare un nemico particolarmente coriaceo facendo incetta di pozioni curative e dando fondo alle scorte durante lo scontro non è unopzione, in Memories of Celceta: alternare sapientemente i tasti di attacco e di schivata, ruotare i personaggi così da ottimizzarne abilità e punti di forza e sapersi destreggiare con in mano la propria PSVita sono gli unici ingredienti che garantiscono la vittoria.

Lalternanza tra i membri del party, poi, si rivela fondamentale anche durante le piacevoli fasi di esplorazione, quando la presenza di un grosso masso o di un interruttore apparentemente irraggiungibile da attivare, richiedono lutilizzo delle peculiarità di uno degli avventurieri che affiancheranno Adol lungo il suo viaggio.

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Questultimo episodio smussa uno dei difetti storici della saga, ovvero la quantità eccessiva di backtracking, che toglie il gusto della scoperta che è invece parte integrante della formula di successo della saga di Ys: durante questavventura, infatti, solo in un paio di frangenti il team sarà costretto a tornare sui suoi passi, e sempre per motivi ben precisi legati alla trama.

Volendo condensare in una frase lessenza di Memories of Celceta, direi che si tratta di un action rpg vecchio stampo, che piacerà soprattutto ai vecchi lupi di mare ma che saprà attirare anche i giovani leoni.

O.S.T.

A fronte di un comparto visivo buono ma assolutamente non entusiasmante, con costruzioni poligonali altalenanti controbilanciate da un soddisfacente set di animazioni, Memories of Celceta brilla quando si analizza la colonna sonora, un altro di quei marchi di fabbrica della saga Falcom in quasi trentanni di onorata carriera: chitarre, violini, fiati e percussioni si alternano con veemenza, accompagnando adeguatamente tanto le fasi più tranquille, alla scoperta del mondo di gioco, quanto gli adrenalinici combattimenti, resi ancora più rapidi e frenetici proprio dalle musiche.

Come per molti dei titoli del catalogo della console portatile Sony, il consiglio è quello di recuperare un buon paio di cuffie e farne buon uso: non ve ne pentirete.

E non vi pentirete nemmeno del rapporto qualità/prezzo, visto che, per portare a termine lultima fatica Falcom difficilmente impiegherete meno di trenta ore e che, al momento di scrivere questo articolo, il gioco costa una manciata di euro in meno rispetto alla finestra di lancio europea di febbraio 2014.

Concludendo...

Se state cercando un action rpg di matrice giapponese per la vostra fida PlaystationVita, potreste fare molto peggio di Memories of Celceta, che, forte di un sistema di combattimento rapido e divertente, una colona sonora azzeccatissima e fasi di esplorazione che sanno stupire il giocatore, merita quantomeno una possibilità. Complici il prezzo ribassato e la notevole longevità di base, peraltro ulteriormente espansa dalla presenza dellopzione New Game Plus, lultima fatica Falcom porta con successo nellattuale generazione un marchio storico dei videogiochi orientali


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  • http://www.lucciolelanterne.eu/ Riccardo M

    Adoro i giochi della serie Ys ma devo dire che il fatto che ci sia poca storia dietro questo episodio mi rattrista un po. Ho giocato di recente Ys Seven per PSP e la trama abbastanza elaborata, assieme al gran numero di personaggi secondari, mi hanno fatto apprezzare di più il titolo. Comunque considerato che ho adorato anche i primi capitoli della saga, con trama ridotta abbastanza allosso per quanto presente, non vedo lora di giocarci! *_*