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Games on the Road il 31 al supermercato di Project X Zone

Crossover per caso

il 26 aprile 2015 (13:00) di
 

Nona puntata e turno “nintendiano” per Games on the Road, una serie di consigli per gli acquisti per tutti i giocatori che, come il sottoscritto e lintera redazione di Games969, adorano videogiocare in movimento, che sia in tram, durante un viaggio in treno, in metropolitana o in fila allo sportello di un qualche ufficio. Alternando le due console portatili che si spartiscono il mercato, ovvero Nintendo 3DS e Sony PSVita, vi proporrò una veloce analisi di titoli dimenticati troppo in fretta, sottovalutati, o semplicemente usciti dai radar, che oggi, a distanza di qualche tempo, meritano un po dei vostri soldi e del vostro tempo.

I crossover, divenuti sempre più popolari negli ultimi anni, sono stati spesso additati come mere operazioni commerciali, dove la presenza di più brand famosi non necessariamente richiede un gameplay raffinato: spesso queste critiche hanno ragion dessere, ma ci sono eccezioni a questa regola, e Project X Zone per Nintendo 3DS è una di queste.

Project X Zone (6)

Tri is megl che uan

Difficile abbozzare una trama che abbia una qualche parvenza di senso logico quando nel calderone si gettano personaggi provenienti dalle serie più amate e conosciute di tre colossi quali Sega, Capcom e Namco Bandai, e infatti Project X Zone risulta un guazzabuglio a livello narrativo, con colpi di scena assolutamente telefonati e dialoghi dello spessore di carta velina. Ma volete mettere la soddisfazione di portare in battaglia Ryu da Street Fighter, MegaMan, Sakura dallomonimo Sakura Wars e Frank West di Dead Rising?

Il fanservice è clamoroso, gettando in pasto al giocatore una serie di icone immortali dei videogiochi, personaggi le cui storie e le cui battute sono passate alla storia di questo medium, facendo appassionare milioni di persone in ogni continente: inutile dire che, se da un gioco di ruolo di stampo strategico pretendete prima di tutto un comparto narrativo degno di questo nome, Project X Zone è probabilmente una delle scelte peggiori che potreste fare. Se invece vi curate poco della storia e, magari, avete atteso avidamente il lancio cinematografico di film come The Avengers o di giochi come Prof. Layton vs Phoenix Wright, allora lultima fatica di Monolith Soft farà perfettamente al caso vostro.

I sogni bagnati diverranno realtà ad ogni cutscene, ogni capitolo della longeva storyline principale saprà riservarvi sorprese e, a patto di concedere una dose supplementare di sospensione dellincredulità, anche i più navigati tra i videogiocatori non potranno non divertirsi con uno dei mash up più onnicomprensivi visti fin qui sul mercato. Daltronde, visto il recentissimo annuncio di un sequel, sempre esclusiva 3DS, loperazione devessere andata abbondantemente a buon fine, insomma.

Strategicoma non troppo

Ad essere onesti, a livello di puro gameplay, non si raggiungono le vette che su 3DS sono rappresentate sicuramente da Fire Emblem Awakening, soprattutto per labbassamento consistente del livello di difficoltà e per un generale impoverimento della fase strategica e di quella di micromanagement delle truppe. Cionondimeno, considerando che il sottogenere dei giochi strategici a turni viene spesso visto come eccessivamente serioso e complicato da giocare, questa versione “light” proposta da Monolith Software riesce nellintento di avvicinare anche fasce di pubblico nuove, che, magari, daranno seguito a questa loro prima sortita nel campo.

Basti pensare che, nello stesso turno, è possibile attaccare e consumare oggetti, che i range di movimento e di attacco sono particolarmente generosi e che, qualora allinterno di questi fosse presente un altro team controllato dal giocatore, questo potrebbe essere richiamato per infliggere danno addizionale ai nemici, che raramente, se non nella modalità New Game Plus, rappresentano davvero un pericolo per il giocatore. Mentre la divisione a griglia del campo di battaglie e la visuale isometrica portano dritte al genere degli strategici a turni, una volta ingaggiato un nemico, il gioco diventa una sorta di picchiaduro bidimensionale, in cui alternare i tasti frontali della console ospite per concatenare combo che infliggano più danni possibile, aggiungendo fasi dinamiche e rapide ad un genere altrimenti abbastanza statico.

Linedita combinazione di SRPG e picchiaduro produce quindi effetti peculiari, che potranno non entusiasmare coloro che sono cresciuti a pane e Final Fantasy Tactics ma che si riveleranno un toccasana per i neofiti, eppure, da appassionato di lungo corso di questo tipo di giochi, ho trascorso ore molto piacevoli con Project X Zone, cercando di non limitarmi agli obiettivi principali per ogni mappa e giocando la prima run come fosse una lunga palestra, per poi mettermi (un po di più, quantomeno) alla prova con il New Game Plus, che innalza la difficoltà a livelli accettabili per il sottogenere di riferimento.

Project X Zone (4)

La cinquantina di ore necessarie a portare a termine il gioco una prima volta garantiscono poi un sufficiente valore per il denaro investito, che oggi, a poco meno di due anni dalluscita occidentale, è comunque di meno rispetto a quello che si sarebbe speso al lancio.

Cibo per la mente dei fan

Il comparto tecnico, nonostante qualche basso, poggi su alti considerevoli, quantomeno a livello artistico, visto che le talking heads e le animazioni in battaglie di tutti e 63 i personaggi presenti sono encomiabili, e rendono giustizia a tutti i franchise coinvolti in questo crossover, così come le cutscene anime-style che puntellano lavanzamento nella trama principale. Certo, ad occhio attento non sfuggiranno una modellazione poligonale abbastanza povera durante le fasi di gioco al di fuori delle battaglie e mappe generalmente abbastanza spoglie, ma daltronde Nintendo 3DS raramente ha stupito in quanto a presentazione.

Ho personalmente apprezzato molto la colonna sonora, perché piena di campionature originali (e qualche remix) provenienti da ognuno dei titoli chiamati in causa, in modo da aumentare considerevolmente il grado di immersione e leffetto fan service su cui lintera produzione poggia le sue basi.

Benissimo, come accennato, la quantità di contenuti, che terrà impegnati molto a lungo anche i giocatori più frettolosi.

Concludendo...

Pur non essendo una primissima scelta in una libreria SRPG che conta su titoli di grandissima qualità quali Fire Emblem Awakening e Shin Megami Tensei Devil Survivor Overclocked, Project X Zone riesce a farsi apprezzare per la cura riposta nella realizzazione, la strabiliante offerta ludica e la capacità di condurre per mano anche i neofiti in un genere tradizionalmente poco aperto alle nuove leve, che invece spero di vedere massificato sempre più. Se siete cresciuti con certe saghe, e avete una ventina di euro o poco più da spendere, il crossover Sega/Capcom/Namco Bandai è un acquisto più che consigliato.


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