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Lopinione Il paradiso del mercato digitale può attendere

il 9 febbraio 2015 (16:47) di @skynet969
 

Più di una volta mi son chiesto come mai non avessi deciso di collezionare farfalle.

Sarebbe stato un toccasana sotto tutti i punti di vista, sarei sempre stato a contatto con la natura e le uniche spese le avrei dovute sostenere per un retino, una teca di vetro e qualche spillo.

Ma il destino aveva altri progetti e per completare la mia raccolta ho dovuto sempre più spesso ricorrere al salvadanaio, ispezionare con attenzione il portamonete e, estrema ratio, frugare nelle tasche del giubbotto dismesso alla ricerca del decino perduto. Insomma, i saldi di Steam erano la manna dal cielo e il nuovo mese del Playstation Plus l’ossigeno.

Poi annunciarono Xbox One e l’era del digital delivery. Era il 2013. Basta con supporti fisici e odiose code da GameStop. La mia raccolta ne perderà di charme, ma “chissene” se posso facilmente e a buon prezzo scaricare il gioco da un server. Non potremo più raggranellare  spiccioli con l’usato? I negozi finiranno gambe all’aria? Pace, perché il futuro è qui, nei bit e nei byte, nelle licenze e nei season pass. Ora nessuno si potrà più lamentare delle perdite dovute a quel bieco mercato della seconda mano e, lode al programmatore, potremo comprare i nostri cari amati videogiochi al netto di tutte quelle ridicole spese di produzione. Un server, upload e via.

blu-ray

Una gioia durata meno di quarantottore, tanto che mi son chiesto se qualcuno a Redmond ci credesse davvero. Ma mica solo lì, perché anche in Giappone non si era perso di vista il fatto che la gallina dalle uova d’ora dovesse continuare a covare. Se i progetti fossero stati veramente quelli mi chiedo per quale motivo la mia Playstation 4 ha un ridicolo hard disk da 500gb, ora già zeppo di installazioni e aggiornamenti.

Sono passati due anni e la situazione non è migliorata affatto, anzi, è pure peggiorata. Ci rechiamo in negozio e acquistiamo un gioco che ha passato una trafila lunghissima, stampato, confezionato, imballato e spedito, e dove tutta una serie di soggetti ci ha tirato fuori il suo personale guadagno.  Arriva sugli scaffali nel suo fulgido box e la sua copertina ammiccante. Alla cassa sono 69,99 euro.

Prendiamo ad esempio Far Cry 4, giunto lo scorso novembre nei negozi proprio al prezzo di cui sopra, accompagnato dalla sua controparte digitale. Se ho scelto di citare il sandbox Ubisoft cè un perché e lo trovate qui, dove abbiamo parlato del caso delle chiavi disattivate.

Sono troppi, mi dico, quindi decido di affidarmi alla rete. Amazon: stesso prezzo. eBay idem. Il digitale sembra lunica soluzione per risparmiare qualche euro. Si, come no. Sul Playstation Store sono 69,99 precise precise.

Far Cry 4 PSN

Aspetta un po, ci sarà sicuramente un errore. Non è possibile che costi esattamente come il blu-ray. Sicuro che Steam sappia regalarmi soddisfazioni, mi butto sulla versione PC.

far Cry 4 steam

59,99 euro, gli stessi dellomologa versione pacchettizzata. Non sono più fortunato neppure con lo store di Ubisoft o con quello di Microsoft, dove anche le versioni PS3, Xbox 360, PC (e PC Download!) hanno tutte il medesimo prezzo.

E Allora? Allora non si possono di certo biasimare quegli utenti che si sono fatti accalappiare come cernie allamo di G2A che gli ha offerto chiavi genuine a prezzi stracciati, salvo poi vedersele disattivare perché provenienti da acquisti illeciti. Ad essere biasimata devessere invece unindustria le cui politiche si sposano con la sola logica del guadagno indiscriminato. Perché non vi è altra spiegazione al proporre un prodotto digitale scevro da spese suppletive e di si facile diffusione allo stesso prezzo di listino di quello fisico, il cui eventuale sovrapprezzo, già solo per il trasporto e il guadagno degli intermediari, sarebbe più che giustificato.

Si addita il mercato dellusato come il cancro e la pirateria come un virus, ma non vi è traccia del pur minimo sforzo nel facilitare quella transazione verso il digitale che offrirebbe indiscutibili vantaggi ad ambedue le parti. Limpressione è che la volontà sia invece quella di proseguire con il medesimo modello al solo scopo di garantirsi una comoda giustificazione.

Il dramma, a mio avviso, è che si continua a mungere il consumatore, ottenendo il suo prezioso contributo prima pompandolo con lhype e quindi esautorando i soggetti che dovrebbero garantirgli un minimo di oggettiva informazione in favore di urlanti e discutibili youtuber prezzolati.

far Cry 4 G2A


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  • Riccardo Franchi

    Concordo pienamente e annuisco.

  • http://www.lucciolelanterne.eu/ Riccardo M

    Cè da dire che la colpa non è degli store, ma degli editori che impongono il prezzo. Ovviamente finché gli editori principali continueranno ad adottare queste politiche non si andrà da nessuna parte, ma per fortuna non fanno tutti così.

    Il problema grosso degli store digitali è che hanno delle politiche curiose in merito ai giochi pubblicabili, costringendo tutto il mercato del videogioco per adulti a restare fuori da questi circuiti. �? una chiusura impensabile, soprattutto ora che il mercato giapponese delle visual novel inizia ad arrivare anche qui, costringendo però a ridicole versioni soft stile vecchie conversioni per PS2