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Microsoft Hololens, ecco perché Oculus e Project Morpheus devono tremare Speciale

A Redmond non si scherza

il 23 gennaio 2015 (18:39) di @skynet969
 

Tre giorni fa Microsoft ci ha proiettato prepotentemente nel futuro. E lo ha fatto con stile, non possiamo negarlo. Lasciando perdere per un attimo i roboanti proclami sul nuovo sistema operativo e sulle capacità pressoché divine delle nuove DirectX 12 figli di un sistema di fare marketing che mira al sensazionalismo, ma che troppo spesso fuorvia e, prodotto alla mano, delude quello che ha invece lasciato tutti, noi compresi, a mascelle spalancate è stato che quel piccolo prodigio tecnologico appena battezzato col nome di HoloLens.

Microsoft HoloLens (5)

Si tratta di realtà virtuale, si, la stessa di cui sentiamo parlare da quasi due anni, quella che nel miraggio di poter finalmente evadere dalla nostra di realtà, ha spinto colossi dellindustria, anche non solo videoludica come un certo signor Zuckemberg, a investimenti milionari. E un ulteriore segnale del bisogno ormai diffuso di sperimentare qualcosa che non sia il solito monitor o freddi occhialini 3D. Siamo ancora legati a mouse, tastiere e controller, ma il nostro cervello corre più veloce. Insomma, gli strumenti di cui disponiamo cominciano starci stretti e sentiamo la necessità di spingerci oltre. Oculus Rift prima e Project Morpheus dopo ci hanno fatto venire lacquolina in bocca, pur se con tutta una serie di se e di ma, a cominciare da quello switch totale verso ununiverso parallelo, emozionante ma pericolosamente alieno. Siamo veramente disposti a indossare un caschetto e troncare di netto con tutto ciò che ci circonda? Anche perché, parliamoci chiaro, il mondo intorno a noi prosegue e non si ferma certo ad aspettarci. Siamo certi che prima di avviare una partita in questa realtà virtuale non ci siamo dimenticati di spegnere il fuoco sotto la pentola, o di chiudere la porta di casa, o serrare bene il rubinetto del bagno o, peggio, che non siamo stati incaricati di badare al nostro fratellino? Siamo disposti ad accettare questi rischi? Si tratta di buon senso? Certo, ma siamo sicuri di saper gestire tale potenziale?

Cè poi un altro aspetto, questo squisitamente tecnico, che potrebbe rendere il tanto bramato viaggio futuristico non proprio gradevole come si possa pensare. Benché si siano fatti passi da gigante in tale senso, il disallineamento sensoriale provocato dagli headset VR provoca ancora a taluni individui (la maggior parte, purtroppo) una fastidiosa sensazione di nausea. Questo omologo della chinetosi (il mal dauto, per intenderci) è un problema che a quanto pare non sarà facilmente risolvibile, visto che se la nostra vista vive una certa esperienza, così non è per gli altri sensi e, soprattutto, per il nostro orecchio interno, il vero latore al cervello delle informazioni sul movimento del nostro corpo nello spazio.

Ma attenti tutti, arriva HoloLens e, forse, Microsoft ha centrato in pieno lobiettivo. Non è necessario alienarsi dalla realtà, è sufficiente ampliarla. Se pensate che la Realtà Aumentata sia quella sperimentata sui vostri smartphone o PS Vita, dimenticatevi tutto ciò che avete visto in precedenza: Microsoft HoloLens ci trasforma in provetti John Anderton alle prese con gli schermi virtuali di Minority Report. La presentazione avvenuta sul palco del Windows 10 Briefing è stata spettacolare: un mix di progettazioni, videogiochi (il Minecraft sul pavimento di casa è qualcosa di stratosferico!) e contenuti multimediali proiettati su qualsiasi parete o sospesi a mezzaria. Signori, eccoci nel terzo millennio!


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Sia chiaro, lo show messo su a Redmond era preconfezionato e accuratamente calibrato proprio per stupire gli spettatori. Se sia un tecnologia già pronta a fornire ciò che promette è qualcosa che si vedrà solo in seguito (IllumiRoom docet). Le incognite sono tante, soprattutto sulla capacità di streaming dei dati tra le apparecchiature, la qualità delle immagini proiettate o leventuale lag tra i comandi impartiti a punta di dita ed il loro effetto, Senza parlare, poi, del costo che si dovrà sostenere per il suo acquisto. Microsoft ha promesso un prezzo in linea con il mercato, ma, al momento, termini di paragone non se ne trovano facilmente.

Ci chiediamo anche fino a che punto HoloLens si adatterà al videludo a noi tanto caro, eppure, a riflettori spenti, limpressione è che la strada intrapresa da Microsoft possa essere quella giusta e che i competitors della realtà virtuale abbiano da oggi di che guardarsi le spalle.

 


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